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L’assessore Ferrazzi: la Regione cancelli subito la variante, che porta l’alta velocità al Marco Polo

Lupi aveva detto nei giorni scorsi che l’opera è nei tracciati. Caccia e Scaramuzza criticano il ministro

TESSERA. «770 milioni di soldi pubblici per risparmiare sì e no 2 minuti e, al contempo, svuotare di futuro la città di Mestre? Non se ne parla proprio. Il presidente della Regione Zaia sia coerente con quel che va dicendo e avvii le procedure per cancellare subito dal Ptrc la variante che prevede la realizzazione del tunnel ferroviario che porta l’alta velocità all’aeroporto Marco Polo». Così l’assessore all’Urbanistica Andrea Ferrazzi interviene sulla mai risolta querelle del tracciato della linea ad alta velocità, dopo che il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi è tornato a ripetere – nei giorni scorsi – che il tunnel sotto Mestre, con relativa stazione sotterranea all’aeroporto per poi rientrare a Quarto d’Altino nell’attuale linea per Trieste, è nei tracciati Tav nelle mani del governo, con gran plauso pubblico del presidente di Save Enrico Marchi.

«Non se ne parla proprio: ne abbiamo diffusamente parlato in giunta con il sindaco Orsoni e l’assessore Bergamo», prosegue Ferrazzi, «il Pat del Comune – il suo più importante strumento di programmazione – prevede che il treno alta velocità fermi alla stazione di Mestre, da dove tranquillamente e velocemente i passeggeri possono raggiungere tutto il Veneto e l’aeroporto con la rete Sfmr attraverso la nuova Bretella di Dese, che andrà comunque fatta. È del tutto evidente che se si fa l’unica stazione Tav all’aeroporto si depaupera Mestre del suo futuro».

«Una volta che è stata bocciata la linea litorianea da tutti i sindaci», conclude Ferrazzi, «non c’è tunnel che regga: che senso ha spendere 770 milioni di soldi pubblici per 10 chilometri di cui 8 in tunnel, con ricadute negative di ogni genere (anche su via Torino), quando se ne possono spendere zero? Fa pensare. Tanto più che i tecnici dicono che nel tunnel – per curvatura – si potrà andare a 110 chilometri l’ora e sulla Sfmr a 120, alla fine si recupererebbero solo 2 minuti. Un’assurdità».

Il Comune ha già presentato ricorso al presidente della Repubblica per l’incompatibilità tra il Pat e il Ptrc regionale.

«Il tentativo, da parte del ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, di riproporre la demenziale scelta di portare l’Alta Velocità ferroviaria all’aeroporto Marco Polo di Tessera, per la gioia del presidente Save Enrico Marchi, dovrà trovare nel nostro territorio ogni genere di barricate, da parte delle popolazioni interessate così come da parte dell’amministrazione comunale», rilancia il capogruppo In Comune, Beppe Caccia, «è un’ipotesi assurda scavare un tunnel, in parte in un’area densamente urbanizzata, in parte lungo la gronda lagunare, con il suo delicatissimo equilibrio idrogeologico, in parte nel pieno delle aree archeologiche di Altino. La stessa Rfi-Ferrovie dello Stato e il commissario governativo alla Tav Bortolo Mainardi hanno bocciato il progetto di una nuova linea in gronda. Un’opera necessaria e urgente è la bretella ferroviaria tra Dese e l’aeroporto, che consentirebbe a milioni di persone ogni anno di raggiungere l’aeroporto via Sfmr: ma costa solo 200 milioni disponibili e cantierabili».

«L’uscita del ministro Lupi è contraddittoria e fuor di logica», insiste il consigliere pd Gabriele Scaramuzza, «contraddittoria, perché pochi giorni fa lo stesso ministro dei trasporti ha abbandonato la scelta del tracciato litoraneo in favore dell’affiancamento alla linea storica. Fuori da ogni logica: impattante sul territorio e dispendiosa, questo collegamento dovrebbe essere pagato solo da risorse pubbliche, mentre porterebbe giovamento al privato concessionario dell’aeroporto Marco Polo. Sarebbe molto più opportuno che il ministro Lupi obbligasse Save a farsi carico del finanziamento del collegamento lungo la bretella aeroportuale di Dese».

Roberta De Rossi

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