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Il Comune ha costituito il gruppo di lavoro con i comitati di cittadini

Obiettivo limitare i danni alla salute, all’ambiente e al paesaggio

I cittadini lo chiedevano da anni prima ancora di scoprire che quanto immaginavano era vero: di tangenziale ci si ammala. Ora finalmente la Giunta comunale ha costituito il gruppo di lavoro tecnico per cercare almeno di limitare i danni, all’ambiente e alla salute. Una ricerca dell’Università di Padova del dicembre 2012 ha dimostrato, infatti, che tra i 5 mila residenti all’interno della fascia A (entro i 200 metri a Nord e a Sud della tangenziale) si è verificato un eccesso di 300 casi di malattie cardiovascolari.
Tramontato il faraonico progetto dell’ex assessore Mingardi, per interrare la tangenziale e farla diventare una strada urbana, si tratta infatti di trovare le soluzioni migliori per convivere con quel nastro d’asfalto a sei corsie che taglia in due la città.
Anche perché il Passante ha tolto di mezzo molti camion ma ancora oggi transitano una media di 100 mila veicoli al giorno, contro i 150 mila con punte di 180 mila di qualche anno fa; la differenza non è solo nel numero ma anche nel genere, adesso sono più auto che camion. Di danni, però, continua a produrne, anche a causa dei nuovi super e ipermercati sorti nell’Aev Terraglio e dell’ospedale dell’Angelo che attirano nuovo traffico. E se la crisi concederà una tregua il traffico tornerà ad aumentare.
«La tangenziale, così vicina al centro città, è una ferita che va ricucita, per cui dobbiamo individuare un percorso di compensazione ambientale, che del resto è previsto anche nel Pat» ha detto l’assessore ai Processi partecipativi Alfiero Farinea mentre il suo collega all’Ambiente Gianfranco Bettin ha spiegato che il tratto da riqualificare è quello tra Marghera e Favaro, «dove la tangenziale ha avuto il maggiore impatto ambientale, sanitario e paesaggistico, e dobbiamo farlo assieme ai cittadini sia con interventi immediati sia con una prospettiva di medio-lungo periodo».
Prima del voto in Giunta, mercoledì gli assessori competenti si sono incontrati con i comitati (Cocit, Terraglio & Dintorni, associazione I Sette Nani, Cobiter, Comitato di via Beccaria e quello di via Fradeletto) per dare il via al gruppo di lavoro che sarebbe dovuto partire già la scorsa estate. «È un risultato molto importante – commentano i portavoce dei cittadini – perché fino ad oggi non si era mai riusciti a mettere assieme gli assessorati, col risultato che ognuno continuava ad andare per i fatti propri senza produrre risultati concreti».

E.T.

 

TRE PROPOSTE DEI RESIDENTI – Un corridoio verde, nuove barriere antirumore e sorveglianza sanitaria

Che fare per ridurre i danni della tangenziale? I comitati hanno già le loro proposte, messe nero su bianco da tempo. Dal punto di vista sanitario chiedono di mantenere alta la sorveglianza soprattutto sui 5 mila abitanti della fascia A, più vicini alla strada. Poi serve un corridoio verde: alberi, terrapieni, sovrappassi, per creare una barriera tra i cittadini e il traffico. In particolare ci sono degli interventi che si potrebbero fare in fretta e senza spendere troppi soldi: un percorso ciclabile dal boschetto di Carpenedo fino all’area alberata lungo l’argine del Dese (sfruttando il vecchio sottopasso ferroviario abbandonato); e uno nel cuore di Mestre, dalla stazione Sfmr di via Olimpia) al bosco del Marzenego alla Cipressina (usando il passaggio sotto alla tangenziale, che serviva ad unire due aree agricole). L’ultimo punto è la revisione delle barriere antirumore: in alcuni tratti della tangenziale ancora non ci sono, inoltre bisognerebbe sostituire quelle più brutte che rovinano il paesaggio, come quelle azzurre che fanno da sfondo alla villa Berchet sul Terraglio.

(e.t.)

 

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