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Follini (Marcon): «La nostra zona è virtuosa, potremmo abbassare le tariffe»

Per il sindaco di Marcon si tratta di un’operazione nell’ottica della trasparenza

MARCON. È nata in seno al sindaco di Marcon, Andrea Follini, l’idea di dar vita ad una mozione federalista che verrà sottoposta al voto di 92 comuni, per far sì che le tariffe sulle bollette dell’acqua, non siano più decise da indicatori stabiliti l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. Follini, infatti, assieme a Roberto Bet, sindaco di Codognè, ha firmato la mozione che il consiglio di bacino del Veneto Orientale ha approvato all’unanimità e che mira a ridare competenza a sindaci ed autorità di bacino.

«La scelta di chiamare in causa i parlamentari e far approvare la mozione», spiega Follini, «è nata da una mia sensibilità. Tutta la nostra zona è virtuosa, il problema vero è che il computo di alcuni indicatori della tariffa li decide l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ma è una follia, vogliamo tornare ad essere artefici della gestione tariffaria delle nostre aziende, con libertà, perché i nostri cittadini ci valutano su questo. I residenti e gli abitanti che pagano ti misurano anche sulla capacità di gestione. Se ci sono margini di abbassamento delle tariffe, perché trovarsi ad essere mutilati di questa possibilità?».

Chiarisce: «Se tornassimo ad avere piena autonomia, ci potrebbero essere margini tariffari limabili in maniera e misura diversa a fronte di lavori concreti che facciamo lo stesso. Invece l’indice che determina la tariffa lo decidono a Milano». Prosegue: «Per questo cerchiamo di fare massa critica, far intervenire i parlamentari in modo tale che ci sia una legge che riporta alle condizioni iniziali». Precisa il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte: «Decidendo le tariffe a Milano da parte dell’Autorità, viene tolta una leva fondamentale. Noi del Sile Piave, ad esempio, abbiamo una rete idrica che è un fiorellino, abbiamo eseguito molti investimenti. Avere più autonomia consentirebbe di modulare le tariffe, oppure andare incontro agli investimenti, in questo modo non abbiamo potere. In ogni caso non lo vorremmo per i singoli sindaci, ma in una logica d’ambito. In questo modo invece, è come avere scarpe in piedi diversi».

Conclude: «Non vogliamo togliere il controllo a nessuno, ma la nostra azione è volta alla trasparenza e all’efficacia. Ossia non si tratta di agire in sfregio a nessuno, al contrario in un’ottica di risparmio o strategica, a seconda di ciò che richiede la situazione».

Ora dunque, la mozione passerà piano piano in tutti i consiglio comunali per essere approvata. «Il prossimo consiglio abbiamo il rendiconto finanziario e non possiamo approvarla», chiosa Follini, «ma a maggio arriverà al voto».

Marta Artico

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