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CROCIERE IN LAGUNA – Il movimento contro il progetto Contorta

No Navi: «Renzi ci ascolti o bloccheremo la città»

«Se il Governo decide per il canale Contorta Sant’angelo, l’opposizione della città sarà generalizzata». A dirlo è il Comitato no grandi navi, che nell’annunciare con un manifesto una nuova assemblea alle 17 di mercoledì, nella sede universitaria di San Sebastiano, usa senza mezzi termini lo slogan «Fermare il Contorta con ogni mezzo».
Il tono richiama la conclusione dell’incontro svoltosi pochi giorni fa a San Leonardo, dove Tommaso Cacciari aveva parlato di una grande giornata «o di festa o di blocco» da organizzare non oltre giugno. E le due ipotesi di mobilitazione trovano conferma nelle parole di Luciano Mazzolin di Ambiente Venezia, secondo cui «non si può trasformare la laguna in un braccio di mare per soddisfare il gigantismo navale. A nostro avviso, un avamporto in Adriatico rimane l’unica salvezza per l’attività futura del Porto. Pertanto, il Comitato no grandi navi invierà a breve una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per fargli sentire la voce di tutta la città, invitarlo a prendere in considerazione anche gli altri progetti e ricordargli che una decisione così delicata va presa non ascoltando il ministro di turno, ma gli studiosi e gli esperti super partes che da anni studiano l’idrodinamica lagunare».
«Va da sè che qualora la nostra richiesta fosse accolta, la giornata di mobilitazione non potrà essere che di festa – continua Mazzolin – In caso contrario, si trasformerà in una giornata di protesta e di blocco. Gli spauracchi di multe e querele non ci fanno paura e non ci fermeranno. Se necessario, non ci limiteremo a manifestare da terra, ma contrasteremo il passaggio di questi mostri con barche e nuotatori. Inoltre, continueremo a riunirci e a tenere alta l’attenzione sul tema, con iniziative a latere di occasioni importanti, che a Venezia non mancano mai, come l’apertura in giugno della Biennale Architettura. E il 28 aprile, presenteremo gli esiti dell’indagine condotta da un gruppo di ambientalisti stranieri su Pm10 e micro-polveri».

 

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