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Rossi invita a boicottare le aperture straordinarie e rivolge un appello a Renzi «Modificare il Salva Italia, così non si aiutano né i consumi né l’occupazione»

«Invece di andare a fare la spesa nei pochi supermercati o grandi magazzini aperti, andate a vedere una mostra o a mangiare fuori con la vostra famiglia». Nicola Rossi, presidente di Confesercenti, invita i padovano a boicottare le aperture straordinarie di supermercati e grandi magazzini e rivolge un appello a Matteo Renzi. Nel corso del 2013, proprio la Confesercenti, assieme alla Conferenza episcopale italiana (Cei) ha raccolto su tutto il territorio nazionale (anche a Padova) 150mila firme che il 14 maggio scorso sono state depositate alla Camera alla presenza, anche, del presidente nazionale di Confesercenti Marco Venturi.

La petizione mira a riconsegnare a Comuni e Regioni la competenza in materia di regolamentazione degli orari ma, attualmente, è ferma alla commissione Attività produttive. Da qui l’appello di Rossi al premier. «Ancora oggi la grande distribuzione può aprire quando e dove vuole grazie all’articolo 31 del decreto legislativo 201 del 2011, noto come decreto Salva Italia, approvato dal governo Monti» spiega il leader della Confesercenti. «Quel decreto fu approvato subito con la finalità di rilanciare sia i consumi, alimentari e non, che l’occupazione nel variegato pianeta del commercio nazionale. Invece, a distanza di 28 mesi da quel maledetto decreto, che ha causato anche la chiusura di migliaia di negozi di vicinato, è stato accertato che l’occupazione nel terziario, complessivamente, è diminuita e i consumi non sono cresciuti per niente. Neanche nella grande distribuzione». Per dimostrare che gli effetti del Salva Italia sono rimasti sulla carta e che le aperture domenicali e festive in genere non servono certo ad incrementare i consumi, la Confesercenti cita i risultati di un sondaggio affidato alla Swg. «I risultati sono incontestabili» aggiunge il presidente dell’associazione di via Savelli. «Solo due consumatori su dieci hanno detto che faranno spese, alimentari e non, anche nelle giornate di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e primo maggio. Quindi l’invito che il sottoscritto si permette di fare ai padovani è uno solo. Evitate di andare a fare la spesa e lo shopping nelle feste comandate dei prossimi giorni. Se siete cattolici praticanti potete benissimo andare in chiesa a seguire le liturgie che sono in programma e, se vi ritenete laici al cento per cento, potete andare a vedere una mostra o effettuare l’attività sportiva che più vi piace. A Pasquetta, infine, invece di andare a fare la spesa nei pochi supermercati aperti, vi consiglio, se sarà bel tempo, di andare a fare un giro fuori porta. Magari sui colli, a tavola con la famiglia. Sempre meglio che chiudersi, per due-tre ore, in un anonimo centro commerciale, dove non brilla mai il sole».

Felice Paduano

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