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Nuova Venezia – Ecco tre miliardi per Porto Marghera

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

mag

2014

 

TAVOLO IN REGIONE. Porto Marghera tre miliardi per il rilancio

AMBIENTE E LAVORO »IL RILANCIO

La Regione convoca tutti attorno al Tavolo permanente per completare il piano di investimenti da sottoporre al Ministero

Tra i fondi ci sono quelli per off shore, bonifiche, strade e nuove produzioni

Ci sono più di tre miliardi di euro, tra opere infrastrutturali, bonifiche e investimenti industriali nell’elenco dei progetti pervenuti al Tavolo permanente per Porto Marghera, istituito dalla Giunta regionale e convocato per martedì prossimo in via Piave a Mestre, nella sede del Commissario Straordinario Recupero Territoriale Ambientale, Giovanni Artico. L’elenco comprendeva progetti poi “persi” per strada (come il Palais Lumière) o tutti da realizzare, come la famosa piattaforma off-shore del Porto che da sola vale quasi due miliardi e mezzo di euro. Ma ci sono anche numerosi progetti di risanamento e messa in sicurezza ambientale – alcuni già in via di realizzazione od oggetto di uno studio di fattibilità – che aspettano solo di aver chiara la pianificazione dei costi. In primo luogo i costi necessari per la messa in sicurezza o bonifica dei terreni e delle falde sotterranee, ora finanziabili attraverso un apposito fondo. E vogliono avere la certezza delle autorizzazioni necessarie e, soprattutto, ottenere un’area adatta ai loro progetti. Tutte condizioni più vicine e realizzabili dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di Programma che semplifica le procedure per le bonifiche del Sito di Interesse nazionale (Sin) e la cessione di 107 ettari in totale di aree industriali dismesse di proprietà di Syndial (Eni) che la nuova società che Comune e Regione (ancora da istituire) devono mettere all’asta con un bando di interesse europeo. Tra i progetti industriali già inclusi nell’elenco del Tavolo Permanente, ci sono quello della Berengo spa da sola (12 milioni di euro per il trasferimento in nuov i capannoni, sempre a Porto Marghera) e in accoppiata con Breda (altri 15 milioni per realizzare unità per la produzione di componenti per il settore oil & gas). Arkema, una delle poche industrie chimiche ancora attive, sta realizzando un investimento (7 milioni e mezzo di euro) per lo stoccaggio di ammoniaca, il revamping e la sicurezza ambientale; Cereal Doks ha in progetto il marginamento della banchina Molini e l’adeguamento al piano regolatore portuale (4 milioni di investimento); mentre la Carbofer Tecnologie spa cerca 40 ettari per realizzare (con 7 milioni di euro) un sito per investimenti logistici e industriali. Altri 135 milioni di investimento sono previsti dal Consorzio Marghera Nuova (Api) per creare un «polo di chimica verde». E ancora, il gruppo Cofely Cfd Suez sta investendo 12 milioni e mezzo di euro per un impianto di cogenerazione off-gas per Arkema, mentre Decal (depositi petroliferi) vuole spendere 30 milioni per costruire nuove banchine e serbatoi; l’Edison Levante ha un piano di 1 milione e mezzo per una nuova caldaia a vapore e l’ Enel (50 milioni di euro) per il «retromargimento» a protezione della falda più profonda. In conto vanno messi anche la ristrutturazione (completata il mese scorso) della raffineria dell’Eni che ora produrrà biodiesel e quello di un nuovo impianto, previsto da Versalis spa (Eni) per produrre olio lubrificante vegetale. Infine, ci sono gli investimenti (278 milioni in totale) dell’Autorità Portuale di Venezia, in via di realizzazione o in studio di fattibilità, per lo scavo dei canali e il conferimento dei fanghi nella discarica prevista nel Vallone Moranzani; per la nuova Cassa di Colmata del Molo A e una serie di interventi (raddoppio corsie e rotonde) della viabilità di accesso dei mezzi pesanti all’area portuale e il potenziamento dei collegamenti ferroviari. Alla riunione del Tavolo di martedì prossimo sono stati invitati i rappresentanti di Comune e Provincia di Venezia, delle associazioni degli industriali e degli artigiani, i sindacati, l’Arpav, la Camera di Commercio e l’Ente Zona Industriale. All’ordine del giorno c’è «l’aggiornamento del quadro di riferimento del progetto di riconversione e riqualificazione industriale» che la Giunta regionale «sottoporrà al ministero dello Sviluppo Economico » per le possibili agevolazioni (crediti d’imposta), la certezza delle procedure e le possibili attività integrate».

Gianni Favarato

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Industrie e logistica nel mirino

Negli ultimi vent’anni posti di lavoro e aziende sono più che dimezzati

Porto Marghera resta la più grande e “infrastrutturata” zona industriale del Nordest (3.017 ettari d terreni), con un potenziale di sviluppo incredibile, nonostante al crisi. Negli ultimi venti anni anni è stata più che dimezzata, sia a livello di aziende attive che di posti di lavoro, ridottisi oggi a 11 mila (dipendenti di poco più di 900 aziende) rispetto agli oltre 40 mila dei decenni precedenti. Tant’è che il tasso di disoccupazione a Porto Marghera è del 23 % (il doppio del tasso nazionale) e si contano nell’arco degli ultimi cinque anni milioni di ore di cassa integrazione straordinariao in deroga, migliaia di licenziamenti (più di 14 mila con l’iscrizione per molti nelle liste di Mobilità) e decine di aziende chiuse per fallimento o cessata attività, oppure in fase di profonda ristrutturazione con tagli di lavoratori «in esubero». Alle 123 pratiche di crisi aziendali relative a Porto Marghera e zone limitrofe gestite dall’Ufficio Vertenze della Provincia tra il 2009 e gennaio 2013, si sono aggiunte ulteriori 37 pratiche tra febbraio-dicembre 2013. In totale la Provincia di Venezia ha concluso complessivamente 160 pratiche di crisi aziendali a Porto Marghera e Murano; di queste, 40 concernenti le aziende operanti nel settore della chimica, 74 nel settore metalmeccanico, 13 nel settore trasporti, 8 nel settore terziario e 25 nel settore del vetro. E’ necessario evidenziare che numerose aziende devono avvalersi degli ammortizzatori sociali più di una volta e che quindi gli accordi sopra menzionati si riferiscono ad un totale di 94 aziende. Il totale dell’organico locale delle aziende di Porto Marghera e zone limitrofe che hanno concluso trattative di crisi avvalendosi dell’intermediazione della Provincia di Venezia è stato pari a 7.295 unità, di cui il 46% – corrispondente a 3.379 lavoratori – è stato colpito da crisi con messa in Cigs o in Mobilità ex legge 223/91 o con l’utilizzo di entrambi gli ammortizzatori sociali. Del totale dei lavoratori colpiti, 1.836 (54%) sono stati messi in Cigs, altri 1.348 (40%) in Mobilità e per 195 (6%) cassa integrazione o mobilità sono stati applicati entrambi gli ammortizzatori sociali. La lunga lista delle aziende in crisi comincia dalle industrie chimiche chiuse o ristrutturate: Vinyls Italia, Enichem, Montefibre, Dow Chemical, Nuova Sirma, Eurocoibenti, Solvay, Nuova Pansac, il settore del Vetro di Murano, le Acciaierie Beltrame (ex Sidermarghera), il Primario di Alcoa (ex Alumix), Alenia Aeronavali (ex Aeronavali), Berengo, Palomar, Veneziana Contenitori, Saimi, Ditec, Pometton, Lanutti e tante altre piccole aziende del settore trasporti, servizi alle imprese e logistica.

(g.fav.)

 

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