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Continua, in attesa dell’asta di martedì, l’avventura dell’associazione “Poveglia per tutti. I vertici dell’associazione hanno proposto ieri l’ultima novità: l’”Operazione trasparenza”. A margine della lettera annunciata a “Il Gazzettino”, in cui gli attivisti hanno proposto al misterioso Userid_10810 o Mr.513 di palesarsi, gli stessi hanno richiesto anche di confrontarsi pubblicamente con l’esplicito budget raccolto dai veneziani di tutto il mondo. L’estratto conto è, da ieri, la nuova foto profilo della pagina di Facebook. «Giochiamo a carte scoperte, negli ultimi tre giorni abbiamo raddoppiato la raccolta – ha dichiarato il presidente Giancarlo Ghigi – e vinceremo, comunque vada, come persone, come comunità e non per i nostri soldi, ma per i nostri valori». Fino al 6 maggio l’associazione aveva raggiunto la cifra di 160mila euro, investiti nell’asta preliminare, ma tra il 6 e il 9 maggio la stessa cifra è quasi raddoppiata, arrivando a oltre 310mila euro. L’associazione Poveglia ha fatto meglio di un qualsiasi rendimento finanziario, raddoppiando il capitale in 3 giorni. Segno che la gente ci crede, fornisce fiducia e credito al direttivo e si lascia trasportare dall’emozionante gara. L’associazione raccoglie anche storie che sensibilizzano l’opinione pubblica, come quella di Rosauro che, seppur cassintegrato, ha deciso di ordinare il bonifico per sostenere la causa, perché lui pensa che «il senso civico e di comunità valga più di cento euro. Spero che questa iniziativa abbia il successo che merita. Incrociamo le dita». Ma anche quello della signora padovana che si è rivolta all’Urp del Comune di Padova perché, dopo aver sentito dell’associazione per radio, voleva sposare la causa pur non avendo internet. La dipendente dell’Urp ha così preso contatti con “Poveglia per tutti” e, grazie al nipote della signora, altri 99 euro sono giunti all’associazione. Il fenomeno impazza e nessuno si tira indietro. La radio, strumento che nell’epoca di internet riesce comunque a svolgere appieno la sua funzione, è stata il veicolo attraverso cui giovedì i vertici dell’associazione si sono confrontati con il pubblico. Radio Vanessa, network che ha ospitato l’evento, ha registrato un boom di contatti che sono arrivati persino da Cambridge, in streaming internet, dove un gruppo di aderenti ha posto domande ed esortato la comunità a proseguire per la strada intrapresa. Da ultimo emerge un dubbio, sempre lo stesso: chi è Mr.513? Nomi ne circolano, conferme nessuna. L’associazione fa presente come la cifra sia più o meno la traduzione in euro di 25 milioni di rubli russi.

 

Caro Mister X, tre motivi per farti da parte

di Claudio Scarpa – Direttore associazione veneziana albergatori

Caro concorrente sconosciuto, purtroppo non posso associare alla Tua offerta di acquisto dell’Isola di Poveglia un volto, un nome.
La legge consente offerte segrete, norma che dovrebbe essere cambiata perché ritengo che il territorio abbia diritto di sapere il nome di chi ha deciso di acquistare pezzi pregiati del suo patrimonio.
Ti chiedo, con grande simpatia, di desistere dalla Tua offerta per tre motivi
Il primo è che di alberghi a Venezia ce ne sono fin troppi.
I posti letto nelle strutture ricettive sono aumentati dal 2000 al 2012 del 94 %, mentre le presenze del 74 % .
Segno evidente che i posti letto presenti a Venezia in questo momento sono più che sufficienti.
Il secondo motivo è prettamente tecnico.
Il mai sufficientemente compianto presidente dell’Associazione Veneziana Albergatori Ugo Samueli mi diceva sempre, dall’alto della sua esperienza, parlando dei progetti alberghieri: “diffida delle isole delle isole”.
Mi evidenziô uno dei punti di debolezza e cioè la carenza di mobilità e la gestione logistica , punto questo essenziale nell’ambito di un investimento alberghiero.
Quando ne valuto uno misuro prima di tutto la distanza dagli snodi di comunicazione. Poveglia è distante da tutto. Distante dall’aeroporto, dai terminal su gomma e su rotaia, non collegata da linee di navigazione pubblica.
La sua collocazione geografica la rende più vicina a Pellestrina che al Lido e, in ogni caso, non potrebbe che essere un’azienda “stagionale”, con tutti i problemi derivanti in termini di gestione.
Se compri per uso alberghiero, non fai un buon affare.
C’è un terzo motivo però che mi spinge a chiederTi questo sacrificio: per la prima volta, una città intera, spesso assente e litigiosa, ha dimostrato con forza di voler condividere un progetto comune.
Non spegnere, sul nascere, questa scintilla di vivacità che per un breve momento ha illuminato la nostra città.
Te ne saró grato

 

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