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VENEZIA – È paralisi a Ca’ Farsetti sull’attività della commissione di indagine sulla Mantovani che è scaduta a gennaio, senza però essere giunta a risultati concreti, e che in molti, tra maggioranza e opposizione, non sembrano ansiosi di “resuscitare”, con le elezioni amministrative trameno di un anno. È quello che denuncia il consigliere del Gruppo Misto Marta Locatelli che ha presentato da tempo una proposta di ricostituzione di una nuova commissione di indagine, che però viene sistematicamente accantonata nella conferenza dei capigruppo che dovrebbe decidere di portarla alla discussione e al voto del Consiglio comunale. «È già le terza volta che succede – dichiara Locatelli – senza una valida motivazione, perché non è possibile, come ha proposto qualcuno, prorogare la validità di una commissione di indagine come questa, né accorparla a una commissione ordinaria. Così si continua a perdere tempo e a non affrontare il problema e l’impressione è che siano in pochi quelli che vogliono si faccia realmente chiarezza sui rapporti tra la Mantovani e il Comune. È una cosa scandalosa ». L’impresa padovana con sede a Mestre e che una delle principali di quelle del Consorzio Venezia Nuova, ha tra l’altro appena vinto l’appalto per la realizzazione della piastra dell’Expo di Milano 2015. La commissione d’indagine sulla Mantovani – presieduta dal consigliere comunale di Forza Italia Luca Rizzi – si era insediata nel febbraio dello scorso anno, incaricata di far luce sui rapporti tra il concessionario dello Stato e la sua maggiore azionista, l’impresa Mantovani spa, e il Comune. Si era però poi effettivamente riunita ben poche volte, ascoltando comunque anche il sindaco Giorgio Orsoni. Tra le operazioni oggetto di indagine, quella sulla vendita dell’Ex Ospedale al mare e relativo progetto di ristrutturazione, quella sul finanziamento per la Coppa America a Venezia e quella per l’acquisto da parte della società delle quote comunali dell’Autostrada Venezia-Padova.

(e.t.)

 

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