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Monselice, linea dura di Rfi sugli orari: no all’elasticità a favore dei viaggiatori

Ma i treni diretti scarseggiano e per i passeggeri l’elenco dei disagi si allunga

MONSELICE. Vagoni affollati, ritardi perenni, corse che saltano e ora pure la linea dura sulle coincidenze. Si allunga la lista dei disagi a cui sono sottoposti cronicamente i pendolari della Bassa Padovana. Quanto toccato la settimana scorsa ad alcuni viaggiatori del Montagnanese, tuttavia, sa veramente di beffa. A raccontare l’ennesimo smacco ai pendolari è Lisa S., residente di Saletto: «Mercoledì sono stata partecipe di un episodio assurdo. Ho preso il treno regionale che parte da Padova alle 14.10 e che porta a Saletto». Il treno è il regionale veloce 2237, che arriva a Monselice alle 14.29 e cambia poi con il regionale 20476 diretto a Legnago in partenza alle 14.38. «Quest’ultimo treno non ha atteso l’arrivo del convoglio su cui stavo viaggiando, che era in ritardo di quattro minuti. Molti utenti, studenti e lavoratori, si sono ritrovati a dover affrontare un notevole disagio. Non mi era mai accaduto prima che il treno di Monselice non aspettasse quello di Padova per soli quattro minuti di ritardo». Scortesia del capotreno? No, bensì – pare – direttive dall’alto. Continua la ragazza: «Un signore che si era informato precedentemente, per spiegarci quanto stava accadendo, ci ha mostrato un documento del 4 aprile 2014 della Direzione commerciale Asse Orizzontale Bologna di Rfi». Nella lettera, Rfi contesta al Reparto Territoriale Movimento di Padova il comportamento di alcuni dirigenti nella stazione di Monselice che «effettuano d’iniziativa coincidenze non previste tra treni della IF Trenitalia Trasporto Regionale Veneto, senza che quest’ultimo abbia trasmesso le previste autorizzazioni». Si legge ancora nel documento: «Si segnala che la mancata applicazione delle diverse aree di competenza, generando conflitti nell’assegnazione delle cause in ritardo – che in ultima istanza vengono assegnate a Rfi – non può essere in alcun modo accettata e dovrà essere oggetto di formale contestazione verso il dirigente del movimento responsabile». Per attendere una coincidenza in ritardo, dunque, occorrerebbero precise autorizzazioni. Il risultato? Se è vero che il documento, a tratti poco comprensibile perché molto tecnico, invita a non essere troppo elastici con ritardi e coincidenze, la sicurezza di tornare a casa senza ritardi per i treni della linea Padova-Mantova – non sempre puntuali per usare un eufemismo – è ridotta veramente al lumicino. Chiude la stessa pendolare che ha segnalato l’episodio di mercoledì: «L’unica certezza di tornare a casa è con i treni diretti? Per tornare a Saletto ce ne sono solo tre: 9.20, 17.38 e 18.16. Rimaniamo un intero pomeriggio ad aspettare?».

Nicola Cesaro

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