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Dopo il corteo a Roma, i comitati contro le grandi navi preparano nuove iniziative e un sit-in il 7 giugno

Il giorno dopo la manifestazione «Acqua Bene Comune» di Roma, a cui hanno partecipato anche i movimenti ambientalisti veneziani, il comitato No Grandi Navi e l’associazione Ambiente Venezia si stanno già preparando per i prossimi appuntamenti che raggiungeranno il clou il 7 giugno, in concomitanza con l’inaugurazione della Biennale di Architettura e del passaggio in bacino di qualche colosso del mare. Gli obiettivi nella capitale sono stati raggiunti, sia quello di fare una conferenza stampa nella sede del Ministero delle Infrastrutture per avvisare Maurizio Lupi delle conseguenze giuridiche che ci saranno se verranno scavati altri canali, che quello di portare sotto i riflettori alcuni nodi cruciali collegati al problema del gigantismo navale.

Prima del 7, i due gruppi capitanati rispettivamente da Tommaso Cacciari e Armando Dannella, incontreranno la popolazione per fare il punto sulla questione. Oltre a stand informativi è in programma un’assemblea a Mestre con data da definire e dei workshop ai Magazzini del Sale. «Dopo la manifestazione e la conferenza stampa a Porta Pia», ha detto Marta Canino, attivista in prima linea di No Grandi Navi e del corteo di sabato, «la politica non può fare finta di non vedere cosa sta succedendo».

In questi giorni è uscito infatti un dossier (disponibile sul sito www.nograndinavi.it), «Il libro bianco degli ambientalisti. No alle navi nella laguna», con dati e numeri. Nel libro sono anche inseriti i progetti degli ambientalisti che non richiedono scavi in laguna e che i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente non hanno ancora preso seriamente in considerazione.

«Stiamo organizzando una manifestazione aperta a tutti i gruppi incontrati durante il corteo», prosegue la Canino, «ma soprattutto alla cittadinanza. Si tratterà di un’azione pacifica che non passerà inosservata; sarà probabilmente un sit-in in un punto strategico a cui tutti possono partecipare per dire “no” alle grandi navi».

I movimenti hanno scelto il giorno 7 anche perché l’8 c’è la Vogalonga, una delle storiche competizioni veneziane. In quei giorni il mondo intero guarderà Venezia per la Biennale e sarà costretto quindi a fare i conti con uno dei temi più scottanti della città. Il viaggio a Roma, che ha visto i manifestanti sobbarcarsi un tour de force di 14 ore in pullman pur di dare visibilità alla causa, ha avuto anche un altro scopo: «Abbiamo voluto conoscere da vicino anche tutti gli altri gruppi ambientalisti», ha detto l’attivista Marco Baravalle, «per creare una rete più solidale e farci sentire da chi parteciperà al prossimo Comitatone dove speriamo che vengano vagliati tutti i progetti».

Vera Mantengoli

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