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STAZIONE – La risposta alla petizione di un centinaio di utenti che lamentavano alcuni problemi

«Il nuovo Bicipark è in regola». Lo afferma la Prefettura rispondendo al Comitato spontaneo dei pendolari di Mestre che nei giorni scorsi le aveva segnalato alcune problematiche legate alla nuova area di sosta per le due ruote, da poco inaugurata dall’amministrazione in via Trento a due passi dalla stazione ferroviaria, con 803 posti per un investimento da circa 800 mila euro. La petizione era stata firmata da un centinaio di utenti che, tra i punti critici, avevano segnalato soprattutto la mancanza di una pista ciclabile completa per arrivarvi in sella in sicurezza; l’eccessiva pendenza della rampa d’entrata, scivolosa e pericolosa soprattutto per gli anziani e i disabili; e le rastrelliere troppo piccole e scomode da utilizzare. La Prefettura ha investito della questione l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Ugo Bergamo, il quale ha risposto con una relazione dettagliata di cui viene riferito ai cittadini. «L’accesso al parcheggio – si legge in una nota a firma del capo di Gabinetto – che al momento avviene attraverso un primo tratto di pista già realizzato, verrà prolungata verso ovest, fino al percorso ciclabile già esistente in via della Giustizia. È inoltre prevista la realizzazione di una pista ciclabile che partirà da via Monte San Michele e che collegherà il nuovo polo universitario di via Torino». La Prefettura spiega, inoltre, che «per quanto riguarda l’accessibilità dei diversamente abili, è stato seguito l’iter organizzativo previsto per le opere pubbliche, con i pareri favorevoli di tutti gli uffici comunali competenti, compreso quello per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Quindi, la pendenza massima delle rampe di accesso al primo piano, è quella prevista dalla normativa vigente. La presenza di archetti parapedonali, inoltre, contribuisce a rendere più sicura la fruizione delle rampe». Infine, a riguardo delle rastrelliere, segnala che «esse sono state fatte tenendo conto di soluzioni già adottate in altri contesti urbani; è tuttavia in corso una verifica tecnica per valutare l’opportunità di porre in essere eventuali modifiche, per migliorarne la fruibilità».

 

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