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I soci dell’associazione si sono riuniti ieri all’Arsenale, si attende il 13 giugno il verdetto del Demanio, si saprà se l’offerta di Brugnaro sarà ritenuta congrua

VENEZIA – Ostello per i giovani, azienda agricola, campeggio nautico e, per i più audaci, perfino una discoteca. Sono soltanto alcune delle ventun idee che ieri pomeriggio, alla Tesa 94 dell’Arsenale nord, alcuni soci dell’Associazione Poveglia hanno proposto in occasione dell’assemblea intitolata L’ “Isola che verrà”, andata in onda anche in diretta streaming dal sito ufficiale www.povegliapertutti. org. Trecento persone sono arrivate puntuali alle 15 per immaginare il futuro dell’ isola, trascorrendo un intero pomeriggio insieme. L’incontro è stato coordinato dagli esperti in processi di partecipazione Andrea Mariotto e Margherita Brondino che hanno utilizzato il metodo OST (Open Space Technology) di Harryson Owen. Si tratta di una modalità di lavoro pensata per coinvolgere direttamente il pubblico, seduto ieri in semicerchio di fronte a un tabellone dove sono state segnate le proposte arrivate spontaneamente dalla gente. Successivamente, in diversi punti della Tesa, ogni idea è stata segnata in un cartellone dove ognuno poteva recarsi per contribuire al progetto iniziale. Per i più piccoli alcuni volontari hanno creato uno spazio giochi dove i bambini hanno colorato un grande telone con l’isola di Poveglia disegnata. Entro il 13 giugno il demanio farà sapere se l’offerta di 513 mila euro dell’imprenditore veneziano Luigi Brugnaro è congrua rispetto al valore dell’isola. Pensare al futuro di Poveglia è allora soltanto un sogno? Per il direttivo dell’Associazione Poveglia no. Lo scopo è infatti quello di lanciare un messaggio al demanio perché, se l’asta dovesse essere annullata, l’Associazione Poveglia potrebbe chiedere la diretta concessione, con modalità ancora da definire. «Ha molto senso progettare ora», ha detto Lorenzo Pesola a nome del direttivo, «perché vogliamo far capire che consideriamo inaccettabile che l’isola venga proposta a quella cifra. Siamo infatti qui a continuare il lavoro che abbiamo iniziato e per confrontarci su che cosa ci siamo immaginati dell’isola». Le proposte sono tra le più svariate. Si va dal gruppo esperto in energia rinnovabile a quello che propone Poveglia come esperimento pilota per un ecovillaggio, sempre rispettando le regole che fin dall’inizio l’Associazione Poveglia si è imposta, prima tra tutte quella che l’isola sarà a uso pubblico e no profit. «Abbiamo calcolato», hanno detto, «che il restauro degli edifici per rispettare gli obblighi minimi sarebbe di 15 milioni». Per quanto riguarda i soldi il direttivo ha fatto sapere che, non appena l’asta sarà chiusa, i soldi saranno restituiti, ma se qualcuno ha urgenze li può richiedere all’associazione».

Vera Mantengoli

 

Un “fondo scopo” per finanziare i progetti

Qualora l’Asta venisse annullata e l’Associazione ottenesse la concessione dell’isola, l’assemblea ha votato per approvare l’apertura di un “fondo scopo” che, in un secondo momento, servirebbe per la gestione dei progetti. I progetti di ieri verranno messi nel sito o su FB. Sulla base delle idee emerse l’Associazione Poveglia costruirà degli scenari fattibili utilizzando tre categorie: tempo (cosa si può fare subito), risorse (economiche, conoscitive e politiche) e soggetti (chi farà cosa). Gli altri temi sviluppati sono stati: spettacolo a impatto zero, censimento dell’esistente, centro studi per il bene comune, centro barche, centro università del mediterraneo, centro per i mestieri della laguna, studi sugli equilibri della laguna, serra con produzione alghe, azienda agricola, posto rifugio dove sostare in laguna, piano bonifica, archivio di deposito per documenti o opere d’arte. Tutti hanno prestato molta attenzione al verde tanto che qualcuno ha proposto come prima azione di fare una prima pulizia dell’isola con dei volontari.

(v.m.)

 

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