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AUTOSTRADA – Nel piano finanziario della terza corsia confermato anche il canale di scolo a nord

“Mini caselli”, ma sono salvi

RISPARMI – I nuovi caselli nel Portogruarese saranno ridimensionati rispetto a quelli previsti inizialmente

Salvi il casello di Bibione-Alvisopoli, lo spostamento di quello di San Stino e il canale di scolo a nord dell’autostrada. Il nuovo Piano economico finanziario per la terza corsia, seppur ridotto di 158 milioni di euro, non prevede tagli di opere previste nel Piano originario. Anche se ci sarà un ridimensionamento progettuale delle opere previste, a partire proprio dai caselli.
Come già annunciato l’anno scorso dalla presidente della Regione Friuli, Debora Serracchiani, alla Festa democratica di Ceggia, basta con i “caselli megagalattici tipo Meolo e Ronchis di Latisana, a Lignano”. Visti anche i ridotti volumi complessivi di traffico sviluppati, le nuove uscite di Bibione e San Stino saranno ridimensionati ad un paio di porte. Non sarà forse il massimo nè per San Stino che, oltre ad essere la porta di Caorle, gravita su un territorio densamente popolato, nè per Bibione che avrà un “casello di serie B” rispetto al vicino svincolo di Lignano, comunque visti i tempi di spending review le opere sono salve.
La conferma arriva direttamente dall’amministratore delegato di Autovie Venete, Maurizio Castagna, dopo i non pochi timori che oltre allo spostamento del casello di San Stino, che ora gravita a ridosso del centro cittadino, dato per tagliato quasi sicuramente, saltasse anche quello di Bibione-Alvisopoli. Sul canale di scolo, almeno, l’opera aveva la prescrizione assoluta del Consorzio di bonifica ed era data per certa.
Il nuovo Piano finanziario per la terza corsia, presentato nei giorni scorsi da Autovie Venete al Ministero delle Infrastrutture, seppur ridimensionato nella parte degli interventi da completare, passa così da miliardo e 710 milioni a 1 miliardo 552 milioni (in tutto inizialmente erano previste opere per 2 miliardi e 145 milioni di euro, di cui, al 30 giugno 2013 erano stati realizzati investimenti per 435 milioni di euro) è riuscito a conservare le opere previste in virtù della «rimodulazione degli aumenti tariffari – spiega ancora l’Ad di Autovie, Maurizio Castagna -, del contenimento dei costi delle opere da realizzare, la riprogrammazione della tempistica attraverso un certosino lavoro di limatura delle spese». In sostanza si è cercato di calibrare meglio la progettazione: ad esempio il 2. lotto, San Donà e Tagliamento di 33 km è stato suddiso in tre “mini lotti”, calibrando meglio sia i progetti che l’esecuzione dei lavori ai cui appalti potrannno partecipare anche aziende di medie dimensioni.

Maurizio Marcon

 

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