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Gazzettino – Tribunale del malato contro l’Asl 13

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

lug

2014

«Penalizzante la scelta di chiudere Reumatologia e Oncologia a Dolo e trasferire i pazienti a Mirano»

MIRA – «La malattia non va in vacanza, nonostante questo l’Asl 13 chiude nel periodo estivo l’Oncologia e la Reumatologia di Dolo trasferendoli a Mirano mentre aumentano le preoccupazioni per l’emorragia di pazienti verso altre Ulss».
Cittadinanza Attiva – Tribunale dei Diritti del Malato interviene sulla questione della temporanea chiusura di due servizi all’ospedale di Dolo con i pazienti trasferiti nei mesi di luglio e agosto a Mirano e denuncia come nonostante la difficoltà ad accedere ai dati relativi alle liste d’attesa preoccupa comunque «emorragia» del 20% di pazienti che scelgono altre Asl evidenziato dallo stesso direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato.
«Il trasferimento estivo dei servizi – ricorda Sandra Boscolo dei Tribunale dei Diritti del Malato Riviera del Brenta – penalizza persone appartenenti alle fasce fragili. Anche quest’anno assistiamo ancora alla chiusura dell’Oncologia di Dolo nei mesi di luglio e agosto, quasi che la malattia possa permettersi di andare in ferie. Non viene meno la continuità del servizio – sottolinea la Boscolo – ma il costo dei disagi patiti ricade esclusivamente sui malati che segnalano attese, sovraffollamento, ecc.».
Il Tribunale del malato della Riviera del Brenta conferma la difficoltà sull’accesso alle liste di attesa di Reumatologia. «Il back office del Cup ovvia in parte al problema delle liste d’attesa – ricorda il Tribunale – provvedendo a richiamare le persone per accordare tempi più brevi (quando sia possibile), ma i cittadini, necessitano certezze e quasi sempre si riversano nel privato, non ultimo perché la stessa normativa, in caso di trasferimento di altra Asl, non prevede il rispetto della priorità. Purtroppo – sottolinea – non conosceremo mai la vera entità delle fughe verso altra Asl perché spesso i cittadini si rassegnano a pagare alla prestazione per sopperire a un servizio carente, sospeso o intempestivo oppure, dato ancora più allarmante, oggi, vi rinuncia».

 

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