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Il sottosegretario alla Giustizia Ferri: pronte le norme per allungare la prescrizione e introdurre l’autoriciclaggio

Il procuratore Luigi Delpino: «Apprezzo la cautela di Cantone sul commissariamento Cvn»

PADOVA – ll commissariamento del Consorzio Venezia Nuova? Giuridicamente complicato e quindi non auspicabile. Il procuratore della repubblica di Venezia Luigi Delpino condivide la prudenza con cui il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone ha affrontato la questione durante la sua visita a Venezia. Il Mose non è l’Expo di Milano. E nel colloquio in Procura giovedì scorso Delpino, Adelchi D’Ippolito e i pm Stefano Ancilotto, Stefano Buccini e Paola Tonini hanno illustrato nei dettagli com’è nata l’inchiesta che ha fatto scattare i 35 arresti disposti dal gip Scaramuzza. «La corruzione non è servita per vincere gli appalti, ma per ottenere i soldi dal Cipe», ha spiegato il procuratore Delpino: è da questo assioma che si deve partire per capire lo scenario del tutto particolare dello scandalo Mose, l’opera più complicata mai realizzata in Italia, che va assolutamente conclusa entro il 2016. Un eventuale commissariamento stile Maltauro-inchiesta Expo Milano, potrebbe essere disposto solo per le aziende che fanno parte del Consorzio Venezia Nuova, costrette a «retrocedere » lo 0,2% degli importi dei lavori per creare i fondi neri con la sovraffatturazione. Il Cvn è un ente di diritto privato che gode di una concessione pubblica a carattere di monopolio senza obbligo di bandire gare d’appalto per il Mose: da 30 anni è così. Si può intervenire con la revisione della concessione con un provvedimento che ne modifichi le caratteristiche, come auspicato da Raffaele Cantone. Uno scenario che sarà affrontato in tempi rapidi dal governo con una legge ad hoc, come ha sottolineato il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, ieri a Padova per un convegno. Insomma, dopo aver soppresso il Magistrato alle Acque, il premier Renzi risolverà anche il«nodo» Cvn. Sottosegretario Ferri, che idea si è fatto del Mose? «Il problema appalti e corruzione non riguarda solo il Mose e il governo l’ha affrontato con l’ultimo decreto legge che ha aumentato i poteri dell’Anac. Bisogna puntare sulle prevenzione e rivedere il meccanismo delle deroghe. C’è un codice farraginoso che viene applicato solo per i piccoli appalti e invece per le grandi opere si procede con le deroghe, con gli effetti perversi che conosciamo. Ciò vale per l’Expo e il Mose ma la prima deroga risale a Italia 90». Il governo come intende intervenire sulla revisione del falso in bilancio e sulla prescrizione, che rischia di vanificare il lavoro della magistratura. «Il governo non ha perso tempo e intende presentare un disegno di legge che riveda completamente l’istituto della prescrizione: tra l’altro è stata istituita con il premier Letta, la commissione Fiorella che ha già depositato una relazione con una serie di proposte su cui stiamo lavorando. Poi ci sono le iniziative parlamentari, che vanno analizzate». Proprio di questo discutete nel convegno di Padova: siparte dal ddl Grasso? «Il ddl del presidente del Senato Grasso considera la prescrizione solo per alcuni reati mentre il governo intende mettere ordine a tutti i reati con una disciplina organica. Per quanto riguarda il falso in bilancio e l’autoriciclaggio, noi abbiamo pronto un pacchetto contro la criminalità economica: ci saranno misure più incisive sulla confisca dei patrimoni illeciti della mafia. Ci vogliono norme più efficaci sulla confisca immediata mentre il reato di autoriciclaggio va previsto solo nei confronti di chi reinveste i proventi del profitto illecito, a patto che sia davvero la stessa persona».

Albino Salmaso

 

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