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l’iniziativa

Gabriele D’Alberton ha aperto un’attività ispirandosi al trasporto merci in Nord Europa

Fiori, pacchi, documenti, elettrodomestici, sacchetti della spesa, perfino frigoriferi. Con il suo cargo-bike può trasportare un po’ di tutto, fino a un massimo di 70 chili e per un arco di sei chilometri all’interno della città. Lui si chiama Gabriele D’Alberton, ha 27 anni, e s’è inventato un lavoro. O, meglio, lo ha importato dall’estero, soprattutto da Nord Europa, e s’è ispirato all’amico Adriano Natural, che con lo stesso mezzo porta in giro frutta e verdura biologica nel nostro territorio. Gabriele, una laurea in scienze forestali, ha costituito lo scorso aprile “Mestre by bike” (www. mestrebybike.it), in pratica un corriere espresso su due ruote che effettua consegne in gran parte della città. «Sono appena partito e per ora sto collaborando con una fioreria e con alcuni privati che mi chiamano per vari motivi – – spiega D’Alberton –. Per esempio l’altra volta sono andato a prendere da una signora un aspirapolvere rotto e l’ho portato ad aggiustare. Poi una volta pronto lo andrò a prendere e lo riporterò alla proprietaria ». Per ora la commissione è di 4 euro, poi dipende dal peso dell’oggetto trasportato e dalla distanza percorsa. L’azienda, spiega il giovane imprenditore, «è nata dopo un’attenta osservazione del lavoro ideato dall’amico Adriano Natural con il suo “Orto di Zela”. In una delle tante ricerche su internet, mi sono poi imbattuto in uno studio della Comunità Europea che analizzava la logistica urbana di alcune città. Il punto principale dello studio consisteva sulla potenzialità dello spostare il trasporto merci cittadino da veicoli motorizzati a veicoli a pedali. Personalmente, ho riscontrato dei risultati incredibili». Gabriele D’Alberton è un ragazzo che s’è dato sempre da fare. Da quando ha sedici anni s’è prodigato in parecchi lavori: falegname, cameriere, barista, perfino guardia del corpo. «Sono stato un anno in Australia, poi ho girato un po’ l’Asia – racconta – ma soprattutto mi sono recato in Belgio, Olanda e Danimarca, Paesi dove il trasporto merci su bicicletta è una realtà presente da anni. Una volta a casa ho constato che in giro per l’Italia ci sono una trentina di aziende come di questo tipo ed ho deciso di costituirne una». L’iniziative di Gabriele va di pari passo a quella dell’amico Adriano Natural (di cui la Nuova ha parlato in un precedente articolo). Se si aggiunge che ancora un anno fa in piazzale Leonardo Da Vinci è nata la prima ciclopizza express della pizzeria Da Vinci, si può dire che Mestre si stia avviando a una lenta ma inesorabile trasformazione da città d’auto a città a misura di ciclista.

(g.cod.)

 

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