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Cinquecentomila euro per bloccare il degrado nell’isola. Dialogo con il ministero per la gestione

VENEZIA – Il ricorso annunciato dall’imprenditore veneziano Luigi Brugnaro non ha fermato l’Associazione Poveglia che ieri nella sala di San Leonardo ha annunciato l’apertura ufficiale di un nuovo fondo di scopo. Non è l’unica novità. Ieri sono nati anche due gruppi (accoglienza e progetto) con l’obiettivo di indirizzare i nuovi volontari e di monitorare i tempi di lavoro. All’incontro si sono presentate un centinaio abbondante di persone, curiose di conoscere gli scenari possibili. La speranza è che proponendo al Mibac l’Associazione Poveglia come gestore dell’isola, la Regione o il Ministero possano erogare finanziamenti provenienti dall’Unione Europea. Riassumendo: l’Associazione Poveglia sta inviando a tutti i 4.378 soci una mail con due domande: la prima è se si vogliono i soldi indietro, la seconda è se i soldi vogliono essere spostati al fondo di scopo che continuerà a occuparsi del futuro dell’isola. È importante che chi vuole i soldi indietro contatti l’Associazione Poveglia o si rechi per questa settimana al Bar Palanca perché, in alcuni casi, manca l’indicazione dell’Iban. Per adesso i numeri sono i seguenti: il 20,56%, pari a 900 persone, hanno chiesto la restituzione che è iniziata la scorsa settimana ed è quasi al termine. Il 59,48% (sul totale e il 74,32% dei rispondenti), pari a 2.604 soci, ha spostato i soldi nel nuovo fondo di scopo. Il 19,96%, pari a 874 soggetti, non hanno risposto. A ieri, dei 468.892 euro inizialmente raccolti con le donazioni, sono rimasti circa 365 mila euro (da togliere 78 mila euro restituiti, 5.829 di spese per stampe, magliette, bolli, organizzazione e 20 mila di caparra che non è ancora stata restituita). Il ricorso per adesso non intralcia i cittadini che sono ancora convinti che l’isola debba rimanere interamente pubblica. Durante l’incontro l’Associazione Poveglia ha presentato la “fase zero” che si realizzerà con i soldi del fondo scopo e che consiste nella realizzazione di un intervento minimo che vale sui 500 mila euro (bloccare degrado degli edifici e rendere percorribili gli spazi tra le strutture). Per il restauro conservativo degli edifici si è parlato di 3,7 milioni di euro. Per quanto riguarda il ricorso di Brugnaro, l’Associazione Poveglia ha detto che fino ad adesso non è giunta loro comunicazione che sia stato depositato e che la strada che percorreranno sarà quindi quella diretta al Ministero dei beni Culturali. Per adesso una cosa sola è certa: una festa ci sarà il 28 settembre, ancora una volta sognando Poveglia.

Vera Mantengoli

 

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