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Maltempo: saette sulle case, alberi sradicatie allagamenti

Provincia sotto un nubifragio, saette sulle case e allagamenti

Un fulmine ha fatto saltare l’impianto elettrico di una serie di villette a schiera a Mestre

A Marghera persone bloccate in ascensore. In Riviera alberi sradicati e garage sott’acqua

MESTRE – Bombe d’acqua, fulmini, vento e allagamenti. E la chiamano estate. Anche sul Veneziano l’ondata di maltempo che sta caratterizzando questo ultimo fine settimana di luglio, si è fatta sentire. Allagamenti ci sono stati in Riviera del Brenta, nel Miranese, a Mestre, al Lido di Venezia, nella zona di Chioggia e nel Sandonatese. Il maltempo è stato caratterizzato da una forte attività elettrica che in tre casi ha prodotto fulmini che hanno colpito due case e una roulotte di un campeggio. A Mestre, in via Archimede la saetta ha centrato una serie di villette a schiera facendo saltare dal muro le scatole dell’impianto elettrico. Gli alberi e i rami caduti non si contano, soprattutto nella zona compresa tra Miranese, Riviera del Brenta e Mestre. Complessivamente in tutta la provincia i vigili del fuoco hanno eseguito oltre un centinaio di interventi dalle 11 alle 20 di ieri. In particolare sono stati impegnati a prosciugare scantinati e sottopassi stradali. Del centinaio di interventi ,venticinque sono stati eseguiti a Mestre e nei quartieri. Tra questi anche uno particolare a Marghera, dove i pompieri sono stati impegnati in un condominio per liberare tre persone rimaste intrappolate nell’ascensore bloccato durante il temporale. A Pianiga in via Patriarcato una saetta ha centrato una cabina dell’Enel. Il maltempo si è scatenato in Riviera a partire dalle 9 dall’area sud. Diversi fossi sono straripati e strade sono risultate allagate a Campagna Lupia, Mira, Borbiago e Marano. L’emergenza idraulica a Marano si è fatta sentire un’altra volta in via Galvani dove alcune abitazioni, scantinati e garage, sono andati sott’acqua. Allagamenti nella zona di via salvo D’ Acquisto a Campagna Lupia, in via Basse a Campolongo e a Mira nelle strade laterali di via Ghebba a Oriago. Sott’acqua è finito per l’ennesima volta il sottopasso dell’autostrada A4 lungo via Miranese la strada che collega Marano al capoluogo costeggiando il canale Taglio. Sono state allertate per tutto il giorno le Protezioni civili di Mira e dell’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta. L’area di Pianiga e Arino è rimasta parzialmente senza luce per quasi due ore a causa di un fulmine che ha colpito una cabina dell’Enel in via Patriarcato. La situazione è tornata sotto controllo solo verso mezzogiorno. «Siamo subito stati informati», spiega il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara, «rimanendo in contatto con i tecnici Enel e pompieri finché il disagio del black out non è rientrato». A Borbiago in via Giovanni XXIII e a Oriago, ma anche a Bojon e Sandon di Fossò grossi rami si sono staccati dagli alberi e hanno centrato le auto in sosta. Nel pomeriggio a Mira via Valmarana, Riviera Matteotti e via S. Antonio si sono trasformate in veri e propri acquitrini. Apprensione c’è stata anche nel Miranese. Alla fine, però, non si sono segnalati problemi.

Carlo Mion (hanno collaborato Alessandro Abbadir e Alessandro Ragazzo)

 

Colpita un’abitazione, gravi danni

Paura a Cona. Fulmine centra roulotte al Camping Internazionale di Sottomarina

CONA – Nuvole e pioggia su tutta l’area sud della Provincia ma i danni, stavolta, li hanno fatti i fulmini, non gli allagamenti, che hanno fatto capolino ma sono presto rientrati. Il colpo più duro lo ha subito un’abitazione di Cona, in via Sista, con l’impianto elettrico completamente distrutto e perfino alcuni intonaci che si sono staccati dai muri. Nessuna conseguenza per le persone che, in quel momento, per fortuna, non si trovavano vicino ad apparecchiature elettriche. «Verso le dieci e mezza», raccontano, «eravamo seduti in cucina. Pioveva a dirotto. Abbiamo sentito la casa tremare come se fosse un terremoto. Poi è andata via la luce». Passati quei pochi secondi di spavento marito e moglie hanno cominciato a esaminare la casa: le prese elettriche, compresa quella del telefono, erano quasi tutte uscite dal muro; l’antenna era bruciata; nessun televisore si accendeva più; la lampada della veranda era caduta a terra, insieme all’intonaco del soffitto; l’apri-cancello elettrico era andato; il battiscopa del garage si era staccato dalle pareti. Unica nota positiva, il frigorifero funzionava ancora. «Stiamo ancora facendo l’inventario dei danni», dicevano sconsolati a pomeriggio inoltrato. Il loro, comunque, sembra essere l’unico episodio di danneggiamento da maltempo nella zona: i vicini non hanno, infatti, lamentato conseguenze da quel fulmine e nessuna chiamata per allagamenti o altro è giunta ai vigili del fuoco di Cavarzere dopo la breve ma intensa sfuriata temporalesca di metà mattina. Nelle ore successive, infatti, le precipitazioni sono state quasi del tutto assenti, anche se il tempo perturbato non offriva alcuna garanzia per la nottata a venire. A Chioggia, invece, i pompieri hanno dovuto precipitarsi al Camping Internazionale, in via Barbarigo, dove un altro fulmine, verso le 19, aveva colpito la roulotte di alcuni turisti. Il fumo causato dalla scarica all’impianto elettrico aveva fatto pensare a un principio di incendio e la paura era che venissero coinvolti anche altri mezzi. All’arrivo dei pompieri, però, la situazione è apparsa molto più tranquilla e, sostanzialmente, già risolta. I pompieri hanno controllato solo che non ci fossero possibili focolai occulti e in mezz’ora hanno dichiarato il cessato pericolo. Nel corso della giornata,comunque, c’erano stati episodi di stagnazione dell’acqua piovana sul Lungomare e nella zona di Ridotto Madonna, ma di portata molto limitata e presto superati.

Diego Degan

 

Gli agricoltori già lamentano centinaia di milioni di danni

Il calo di temperatura fa crollare il consumo di cocomeri, meloni e pesche. A rischio anche l’occupazione stagionale

VENEZIA Da Valdobbiadene a Breganze, dal Garda alla Bassa Padovana: la pioggia martellante e i chicchi di grandine non risparmiano frutteti, vigneti, ortaggi a pieno campo. Il maltempo colpisce a più riprese (addirittura per sei volte consecutive e nello stesso luogo com’è avvenuto dalle parti di Bussolengo) e Coldiretti del Veneto stima già in centinaia di milioni i danni provocati dall’estate pazza. Non sono cifre in libertà ma stime ricavate dalle compagnie assicurative. Gli agricoltori veneti ricorrono alle polizze sui raccolti in modo sistematico, tanto che circa un quarto dei valori assicurati in Italia è da riferirsi alle tipicità venete; e gli assicuratori valutano risarcimenti pari a 400 milioni di euro nell’arco di un anno. Nel dettaglio, se l’acqua a secchiate aiuta i grandi seminativi bisognosi di irrigazione, i costi aumentano per i produttori in termini di interventi fitosanitari: con le piogge proliferano gli attacchi fungini e occorre intervenire con agropresidi in maniera più intensa. Da sottolineare che le basse temperature non incoraggiano di certo i consumi della frutta estiva: meloni e angurie soffrono di un eccesso di offerta. Calano i consumi di prodotti freschi (vale anche per i formaggi e latticini) e niente fette di cocomero come testimoniano i chioschi lungo la strada sempre vuoti. Morale della favola? Si può recuperare solo se il meteo mette giudizio, anche se un vecchio detto rurale ricorda che «El tempo lè restà da sposar par far quel chel vol». Tornando a Coldiretti, il suo rapporto sulla congiuntura segnala pesanti contraccolpi anche sull’occupazione stagionale. Ar ischio ci sono10 milioni di giornate di lavoro nella raccolta dell’ortofrutta estiva, ma anche tutti quei profili professionali utilizzati dalle strutture turistiche come cuochi, camerieri, addetti all’accoglienza, all’informazione, ai servizi e all’assistenza alla clientela. Il crollo dei consumi della frutta estiva rischia di far scomparire un quinto dei pescheti italiani,ma la situazione è difficile anche per altre coltivazioni, con quotazioni che non consentono neanche di coprire i costi di raccolta. Nelle campagne è deflazione, con i prezzi corrisposti alle aziende agricole crollati fino al 50 per cento,mentre quelli al dettaglio continuano a essere sostenuti. Per salvare il pescheto Italia la Coldiretti chiede al Governo una serie di interventi che diano al settore migliori prospettive per il futuro, tra cui la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata, un meccanismo di formazione dei prezzi che parta dai costi di produzione e maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti di importazione, troppo frequentemente spacciati per italiani.

 

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