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Vertice decisivo in Regione, sindaco isolato ma fermo sul no

Il governatore si arrende, ma neanche un euro al restauro

VENEZIA – Game over. Cala il sipario sul nuovo ospedale di Padova. Senza applausi, però. Ieri mattina il confronto finale in Regione tra i partner dell’operazione si è concluso con il naufragio definitivo del progetto di un polo della salute a Padova Ovest: irremovibile il sindaco Massimo Bitonci, che ha bocciato senza appello l’opzione e ribadito la volontà di radere al suolo il vecchio policlinico per ricostruirlo nel sito attuale, escludendo ogni diversa destinazione. All’esterrefatto governatore Luca Zaia – che ha difeso la linea favorevole alla realizzazione ex novo dell’opera – non è rimasto che sciogliere l’accordo di programma, revocare il ruolo di stazione appaltante all’Azienda ospedaliera e invitare l’amministrazione comunale ad annullare tutti gli atti in materia fin qui deliberati. Con una chiosa: la Regione giudica impraticabile il disegno di Bitonci e si guarderà bene dal destinarvi un euro. Intorno al tavolo, oltre al governatore e al sindaco, l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, il rettore del Bo Giuseppe Zaccaria, il top manager della sanità veneta Domenico Mantoan, Claudio Dario dg dell’Azienda ospedaliera, Mirco Patron presidente della Provincia, i tecnici di settore. Esordisce Mantoan, che ricorda l’iniziale adozione del progetto Patavium di Finanza& Progetti (la joint venture tra Palladio Finanziaria e Lend Lease) da parte della giunta Galan nel 2008: oltre 3 mila posti letto, circa 400 mila mq di superficie, un miliardo e mezzo di spesa; e successivo ridimensionamento dell’opera deciso dall’amministrazione Zaia, con volumi e costi dimezzati. Il sito individuato, d’intesa con Comune e Università, è quello di Padova Ovest, adiacente allo stadio. Le risorse – 550 milioni stimati – arrivano da più fonti: bilancio del Balbi, prestito della Banca europea di investimenti, fondi statali per l’edilizia ospedaliera. L’adozione del controverso financing project, pur contemplata, diventa facoltativa. «In questa sede il Comune è un po’ solo contro tutti», esordisce Massimo Bitonci, che puntualizza le regioni del no a Padova ovest: dal «contenimento dell’uso del suolo che richiede la riqualificazione e il riutilizzo delle aree urbanizzate» al timore che l’abbandono di via Giustiniani trasformi il sito in un «buco nero» di degrado. Viceversa, l’intervento sul «vecchio» eviterebbe disagi e contenziosi – e risparmierebbe al Comune le ingenti spese di bonifica idraulica dell’area ovest, ritenuta rumorosa e del tutto inadatta anche dal punto di vista viario. Ma è un dialogo tra sordi e Zaia, infine, ne prende atto: «Il tavolo si chiude qui», sentenzia; poi, il sassolino schizza dalla scarpa: «Questo epilogo prova che tutto ciò che si è detto e scritto sul project era una falsità. Non abbiamo alcun obbligo, nessun vincolo nei confronti del proponente». La questione è chiusa.

(f.t.)

 

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