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FERROVIE – Aumento del 5-6 % del costo nelle tratte verso le regioni limitrofe. Comitati e sindacati sul piede di guerra

LA DIFESA – Trenitalia: decisione presa dal Veneto

Dopo l’adeguamento Istat e l’aumento sulle corse regionali, da qualche giorno i biglietti del treno hanno subito un altro aumento. Questa volta infatti a salire, tra il 5% e il 6%, è il prezzo per le corse interregionali, che collegano il Veneto alle regioni limitrofe. «Per fare un esempio il treno da Treviso a Udine, che fino al 31 luglio costava 9,80 euro, ora costa 10,35 – commenta Ilario Simonaggio, segretario generale della Filt Cgil Veneto – Si tratta di aumenti compresi che esulano dal recupero dell’inflazione programmata». Il sindacato era già sul piede di guerra, così come i comitati nati a causa dei continui disservizi. «La critica è sempre la stessa – prosegue Simonaggio – C’è una carenza di informazioni all’utenza a fronte di continui aumenti che fanno passare la voglia di utilizzare questo mezzo. Non esistono infatti giustificazioni operative perché i prezzi sono aumentati in un contesto di peggioramento dell’offerta, sia sul versante quantitativo dei treni a disposizione che su quello qualitativo dei servizi». Da Trenitalia però spiegano che, per quanto riguarda le tariffe sovraregionali, gli aumenti sono stati già decisi dalla Regione a inizio anno sulla base del costo della vita. «Chi prendeva i treni che passano da una regione all’altra – spiegano – fino ad oggi ha goduto di un periodo di “franchigia” perché gli aumenti c’erano già da gennaio. Si tratta di adeguamenti al costo della vita che vengono fatti due volte all’anno”. Da qualche giorno anche il portavoce del Comitato dei pendolari di Quarto e del Veneto Orientale, Luciano Ferro, ha ricominciato la battaglia contro Regione e Trenitalia. La protesta dei comitati era culminata nell’ultima manifestazione contro l’avvio dell’orario cadenzato e la cancellazione di alcune corse, soprattutto nelle fasce orarie dei turnisti. Tramite i social network Ferro continua a condividere con gli altri pendolari le immagini dei tabelloni con i ritardi e le cancellazioni. L’ultimo è di giovedì sera, con l’indicazione di due treni da Quarto per Venezia (uno delle 20,55 e l’altro delle 21,17) uno in ritardo di 20 minuti e l’altro cancellato. «C’è poco da commentare – scrive Ferro – L’orario cadenzato si dimostra ciò che pensavamo. Il servizio resta questo, e intanto i biglietti di alcuni treni sono nuovamente aumentati».

Melody Fusaro

 

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