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PIANIGA «Il sindaco Massimo Calzavara dovrebbe ricordare che è stata l’amministrazione comunale a firmare gli accordi di programma con Italfer. Spettava al comune vigilare ed intervenire, perché i patti fossero rispettati. Il sindaco è stato chiamato in causa varie volte. I comitati cittadini che sono dovuti nascere appositamente per contestare l’azione fallimentare del comune verso gli interlocutori degli accordi di programma». Questo il commento di Beppino Nodelli, fondatore dei comitati cittadini, dopo che il sindaco Massimo Calzavara ha contestato a Italfer i ritardi nella realizzazione della bretella ferroviaria collegata all’alta capacità ferroviaria che a Pianiga affianca la linea Meste – Padova. «È chiaro», dice Nodelli, «che la risposta del sindaco non può soddisfare i cittadini, né è giudicata all’altezza della situazione. Già nel 1998 si capiva chiaramente che le promesse e gli impegni presi erano poco più che illusioni. Bastava vedere ad esempio come furono gestiti i cantieri delle ferrovie e come abbia brillato per la propria assenza proprio il comune di Pianiga. La ricetta non è cambiata. Registriamo l’azione spenta del Comune che non sa affrontare il problema».

(a.ab.)

 

Una strada di 4 chilometri e 16 anni per costruirla

A Pianiga la bretella di collegamento per i Tir è stata progettata nel 1998

Il sindaco esasperato: «Siamo invasi dai camion e nessuno sa quando si finisce»

PIANIGA «La bretella di collegamento fra via Marinoni e via Accoppè Fratte progettata fin dal 1998 è in fortissimo ritardo. Come Comune non sappiamo più a chi appellarci perché i lavori sui quasi 4 chilometri di tracciato previsto proseguano. Mezza rete stradale è un cantiere con deviazioni e gru dappertutto». A lanciare questo appello denunciando il paese invaso dai camion e i tanti pericoli per pedoni e ciclisti, è il sindaco di Pianiga, Massimo Calzavara. «La bretella di collegamento che scorrerà, una volta attuata, ai margini del centro abitato di Pianiga», spiega il sindaco, «è un’opera infinita che è stata pensata come infrastruttura complementare all’alta velocità ferroviaria sulla linea Mestre – Padova. Un’opera a carico di Italfer che servirà a collegare la Noalese al casello autostradale sulla A4. È una strada molto ampia che permetterà un transito di mezzi pesanti senza che si perdano in mezzo agli incroci ad angolo retto tipici del Graticolato Romano che caratterizzano Pianiga». Se l’utilità dell’opera è indubbia, i tempi di realizzazione sembrano infiniti. «La prima conferenza dei servizi che si fece per realizzare questa strada con rotonde annesse fu fatta nel 1998, cioè 16 anni fa», spiega sconcertato Calzavara. Una situazione kafkiana: «A causa di una serie di passaggi burocratici, problemi con gli espropri, e mancanza di stanziamenti di fondi, la strada per 15 anni è rimasta solo sulla carta », continua il sindaco pianighese, «Dopo tantissime insistenze, i cantieri sono partiti l’anno scorso e cioè nel 2013. Sembrava la fine di un incubo invece no. I lavori sarebbero dovuti finire quest’anno a febbraio e invece è ancora tutto in alto mare». La realizzazione della bretella ha messo a soqquadro la viabilità comunale. Per raggiungere la vicina stazione ferroviaria di Barbariga i residenti devono fare un percorso pericoloso fitto di deviazioni e sensi unici. «I camion provenienti da Padova e diretti alla A 4 o alla nostra zona industriale, che è la terza della provincia», spiega Calzavara, «ora arrivano direttamente nel centro di Pianiga. Questo succede perché i camionisti piuttosto che avventurarsi nel dedalo dei sensi unici e deviazioni, rischiano una multa attraversando il centro dove il loro transito è vietato». Calzavara fa un appello ad Italfer: «Se la bretella va avanti con questo ritmo», sbotta, «rischia di finire fra 5 anni. Devono ancora realizzare le grandi rotatorie di smistamento del traffico. Se i soldi li davano direttamente al Comune di opere come questa ne facevano una ogni anno».

Alessandro Abbadir

 

 

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