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Quel pranzo nel 2011 per discutere dei soldi di S.Marino

Colombelli mi disse che fu cacciato dallo studio di Ghedini perché cercava un contatto con l’ex ministro

VENEZIA – Nelle motivazioni del Riesame di Galan, i magistrati riportano un brano dell’interrogatorio del 6 giugno 2013 di Piergiorgio Baita, dal quale emerge un pranzo, collocato nella primavera del 2011, tra Galan, Chisso, Baita e Minutillo.

Racconta Baita: Lo stesso Colombelli, quando nel 2010 ho interrotto i rapporti, mi ha fatto presente che non potevo interromperli perché lui aveva ancora pendenti dei soldi che aveva anticipato al Presidente Galan alla fondazione di BMC, in quanto la dottoressa Minutillo era socia di fatto di BMC ed era procuratrice di BMC per conto di Galan, e Colombelli disse “io gli ho anticipato (al Galan NDR) oltre due milioni di euro, quelli me li restituite dico “guarda che io non ho niente a che vedere con i soldi che tu hai anticipato alla Minutillo. Colombelli non si è mai dato per vinto fino all’ ultimo, ha cercato di avere gli ulteriori due milioni e mezzo, però che fosse abbastanza vero l’ho intuito quando Colombelli mi disse, tramite la Minutillo, che aveva cercato di mettersi in contatto urgente con l’Onorevole Ghedini, che l’aveva estromesso dallo studio brutalmente, che aveva cercato un contatto con Galan che non glielo dava e che riferissimo al Presidente Galan che era urgente che lui andasse a San Marino a sistemare i suoi conti. Qualche giorno dopo questo messaggio abbiamo incontrato il Presidente Galan, credo in una trattoria, si chiama Da Ugo a Mestre .

D.- Ce lo può collocare nel tempo?

R.- Dunque Galan era stato eletto Ministro dell’Agricoltura, sarà stato i primi del 2011, credo primavera del 2011, la tarda primavera perché abbiamo mangiato fuori all’esterno, ero presente io, la dottoressa Minutillo e l’assessore Chisso. Abbiamo riferito al Presidente Galan il messaggio di Colombelli e ho letto sui giornali che tre giorni dopo Galan era andato a San Marino. Io non ho più avuto dubbi sulla destinazione delle somme che Colombelli tratteneva per sé. Quindi non ..purtuttavia, nonostante questi ripetuti pagamenti che si sono protratti in questo modo fino al 2010, nessuno dei project è andato in porto dei miei, sono andati in porto quelli degli altri a cui io partecipavo, mi andava bene lo stesso, ma non ero io il promotore».

 

Dopo il riesame. La difesa: «Galan pronto al giudizio immediato»

Le motivazioni del Riesame non scoraggiano i legali di Galan: «Restano solo tre accuse».

TANGENTOPOLI VENETA» DOPO IL RIESAME

Galan pronto al giudizio immediato

Quasi tutti i reati prescritti: restano le accuse sulla barchessa, l’aumento di capitale di Adria e lo «stipendio» da un milione

Gli avvocati preparano il ricorso in Cassazione contro la sentenza del giudice Angelo Risi, ma sono pronti a sfidare la Procura di Venezia in un giudizio immediato

Secondo i Magistrati si rende necessaria l’applicazione di una misura che costituisca una effettiva, netta, reale e definitiva cesura dall’ambiente

VENEZIA – Il giorno dopo il deposito delle motivazioni con cui il Tribunale del Riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione per l’ex ministro Giancarlo Galan, l’atteggiamento della difesa è combattuto tra delusione e speranza. Delusione per il tenore delle motivazioni espresse dal giudice Angelo Risi. Speranza perché, per ammissione dello stesso Riesame, l’80 per cento dei reati contestati è da considerarsi estinto per prescrizione. Scontato il ricorso alla Cassazione, che va depositato entro trenta giorni. Ma la difesa è pronta a «sfidare » la Procura con il giudizio immediato, momento nel quale tutti devono scoprire le carte. Con l’80 dei reati già prescritti (ante 22 luglio 2008), gli avvocati Niccolò Ghedini e Antonio Franchini sarebbero pronti a discutere del merito le tre accuse rimaste: il restauro della barchessa per 400 mila euro, l’aumento di capitale in Adria Infrastrutture pagato dall’Impresa Mantovani, e il pagamento di un milione di euro l’anno dal 2008 in poi asserito da Giovanni Mazzacurati. Su tutti e tre gli elementi la difesa è pronta a contrastare punto su punto le tesi della Procura, in una sfida che potrebbe vedere davanti a una corte, in qualità di testimoni, tutti i principali accusatori dell’ex ministro: dall’ex segretaria Claudia Minutillo all’ex presidente di Mantovani Piergiorgio Baita sino all’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati. La delusione invece è tutta nel tenore delle motivazioni che sembra andare ben oltre le più pessimistiche previsioni: Galan protagonista di un sistema di potere corrotto ancora capace di influenzare. Una «condotta caratterizzata dalla capacità di profittare di qualunque occasione, anche di mera convivialità, per avanzare le sue richieste e le sue pretese sfruttando le sue cariche istituzionali, induce questi Giudici a ritenere che il medesimo, se posto in una condizione di occasione favorevole, darebbe corso all’ennesima richiesta illecita ». E ancora: «i fatti sono gravissimi, reiterati e perdurati nel tempo, le esigenze cautelari di eccezionale gravità e quindi tali da imporre, nell’immediatezza, l’applicazione di una misura che costituisca ed integri una effettiva, netta, reale e definitiva cesura dall’ambiente in cui sono maturati i fatti. Esigenza che gli arresti domiciliari non sono in grado di garantire, preso atto della vasta ragnatela di interessi complicità e colpevoli connivenze che hanno accompagnato il Galan nell’intera vicenda». Nel frattempo, l’ex ministro Giancarlo Galan è ospite del carcere di Opera. Le sue condizioni di salute sono sempre sotto controllo, ma dopo lo stop del Riesame è molto probabile che il politico tornerà in libertà non prima del mese di ottobre. I magistrati veneziani sono intenzionati a costruire, intorno a lui, un castello accusatorio usando tutte le dichiarazioni utili allo scopo.

Daniele Ferrazza

 

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