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Gazzettino – “Orte-Mestre, Renzi ripensaci”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

ago

2014

FOSSO’ – Dura lettera del sindaco al premier: «È un danno irreversibile per il territorio»

«Signor Presidente del Consiglio ci ripensi. La realizzazione dell’autostrada Orte-Mestre sarebbe un danno irreversibile per il nostro territorio. Cancelli il progetto e punti sul trasporto merci ferroviario e fluvio marittimo». Il sindaco di Fossò, Federica Boscaro, ha scritto al Presidente del Consiglio Matteo Renzi una missiva critica sulle proposte del cosiddetto “Sblocca Italia”, in particolare per quello che riguarda l’autostrada Orte-Mestre.
«Rilevo che per strade e autostrade ci sono molti finanziamenti e invece pochi per le ferrovie e il traffico su acqua – scrive il primo cittadino – Una somma di 10 miliardi e 400 milioni di euro è destinata alla realizzazione dell’autostrada Orte-Mestre. È l’opera più impegnativa degli ultimi 50 anni dal punto di vista finanziario, ambientale e paesaggistico. Da Mestre a Orte con l’autostrada del Sole sono 457 chilometri, mentre la nuova autostrada sarebbe lunga 453. La differenza è di soli 4 chilometri. Ne vale la pena? I dati sui volumi di traffico di tale opera non sono confortanti e il rischio è che tale opera venga a gravare sulle casse dello Stato, quindi sui cittadini».
Altro che “project financing” su cui si basa l’opera. «Quello che è ancora più grave – continua Federica Boscaro – è il danno irreversibile che subirebbe il nostro territorio, fragile e a rischio idrogeologico. Il Governo e i Parlamentari Veneti si decidano a fare qualcosa di buono per questo territorio, che ha l’atmosfera più inquinata d’Europa. Dal 1956 al 2010 in Veneto abbiamo consumato ed irrimediabilmente perso l’11% di suolo, contro una media nazionale del 6,9% ed una europea del 2,3%. Se venisse completata l’idrovia Padova-Venezia ci sarebbe la possibilità di fare transitare chiatte in grado di trasportare 100 container ciascuna, sfruttando le vie del mare Adriatico. Signor Presidente del Consiglio, rompa davvero con la vecchia politica lontana dai bisogni dei cittadini e dalla tutela del territorio».

 

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