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Venezia. Lettera-terremoto al premier Renzi firmata da tutti i segretari veneziani: «Dallo scavo danni irreversibili, il governo non può decidere senza la città»

VENEZIA – Gli otto circoli di Venezia e delle isole del Partito democratico si schierano contro lo scavo del Canale Contorta dell’Angelo.

In una lettera indirizzata al premier Renzi e ministro per l’Ambiente Orlando, vanno oltre il semplice «si valutino tutti i progetti in campo» – approvato dal partito livello territoriale – esprimendo invece un parere di merito netto: «La realizzazione del nuovo canale Contorta porterebbe una profonda alterazione dell’ecosistema lagunare, ridurrebbe le difese naturali della nostra città sottoponendola a un’azione a tenaglia delle enormi masse d’acque provenienti dalle bocche di porto del Lido e di Malamocco. Si tratterebbe di un danno irreversibile, come sostenuto da eminenti esperti in materia, per la città e la sua laguna».

Così si legge nella missiva, che segue la lettera aperta di una ventina di esponenti di punta del partito veneziano, molto critici rispetto al “mutismo” dei vertici del Pd verso la corsia accelerata del governo al progetto voluto dal Porto e Paolo Costa. La lettera dei circoli è ferma nel “no” alle scelte del governo. E vincolante per il partito: «I circoli veneziani sostengono il lavoro della Direzione comunale del Pd», ma – si legge – «impegnano» anche «tutte le sue strutture e rappresentanze istituzionali a vali livelli a rappresentare quanto espresso nel presente documento». A firmarla sono tutti i segretari di circolo veneziani e delle isole: Tiziana Gregolin, Giuliana Domestici, Giorgio Isotti, Marina Rodinò, Andrea Martini, Marco Michieli, Riccardo Stellon, Alessio Molin, che si dicono «assolutamente contari» alla decisione del Comitatone di sottoporre a Via il solo progetto di scavo del Contorta-S.Angelo», prevedendo per altri progetti solo un possibile passaggio successivo, se a uguale stato di avanzamento.

I circoli veneziani «ribadiscono con forza come chiaramente espresso nel documento già approvato dalla direzione comunale del Pd di Venezia, che si debba pretendere che anche le altre ipotesi siano oggettivamente vagliate dalla commissione Via, prima di procedere alla scelta definitiva», con decisioni «trasparenti e rese immediatamente pubbliche», respingendo «con determinazione la strumentale contrapposizione tra lavoro e ambiente in quanto tutte le ipotesi sul tappeto non pregiudicano l’occupazione, che come circoli del Pd intendiamo salvaguardare». Per poi ribadire al premier Renzi come sia «fondamentale che sia la città di Venezia a decidere su un tema che la riguarda così direttamente e non un tavolo che brilla per l’assenza di una qualsivoglia presenza di rappresentanza cittadina». Posizioni vicine a quelle della petizione indipendente online su Change.org che chiede al premier l’immediato stop alle procedure per il Contorta, firmata già da 2500 persone.

E il partito come reagisce? Apre al dialogo, ma non boccia subito il Contorta, manifestando una certa divisione interna. «È vero che a livello governativo hanno scelto di non confrontare tutte le ipotesi sul campo», commenta il segretario provinciale Marco Stradiotto, «ma io non dico ora “no” al Contorta – perché il rischio dell’opzione zero e che tutto resti com’è ora, esiste – ma certamente voglio che si confrontino tutte le soluzioni alternative tra loro». «Quello dei circoli è una contributo importante, come il sostegno che viene dato al documento della direzione comunale per confrontare tutte le iniziative», commenta il segretario comunale Emanuele Rosteghin, «ne parleremo in settimana in segreteria comunale».

La base veneziana del Pd sta incalzando i vertici e sul Contorta ha invece già deciso, citando nella missiva Italia Nostra: «Un altro Canale dei Petroli per mantenere le grandi navi dentro la laguna. Un crimine efferato».

Roberta dei Rossi

 

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