Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Il bilancio del ministro dell’ambiente per Porto Marghera

Ma la Regione non ha ancora dato l’ok alla Newco, che deve rilanciare le aree cedute da Eni

MARGHERA. Nei primi sette mesi di quest’anno più della metà dei progetti di bonifica delle aree del Sito di Interesse nazionale (Sin) di Porto Marghera sono stati approvati dal ministero dell’Ambiente approvati.

Ne ha dato notizia ieri il ministro Gian Luca Galletti, facendo il bilancio nazionale delle istruttorie di autorizzazione chiuse dal suo ministero per le aree Sin. A tutt’oggi, risultano approvati progetti di bonifica per il 55 % del sito di Venezia (i cui confini sono stati ridotti con un decreto che li limita alle sole «macroisole» di Porto Marghera) e solo il 5% delle aree «sono stati effettivamente liberate e restituite agli usi legittimi». «Sulla sicurezza ambientale, che vuol dire salute per i cittadini e difesa del nostro territorio – ha spiegato il ministro Galletti – vogliamo andare veloci e fare bene.

Nel decreto-legge 91 abbiamo introdotto una procedura accelerata e facilitata per le bonifiche, nel pieno rispetto degli standard ambientali. C’è bisogno di regole più semplici e su questo il governo sta mettendo massimo impegno, ma anche di una maggiore collaborazione e responsabilità da parte di tutti i protagonisti del procedimento, visto che non sempre alle decisioni prese corrisponde un incremento delle attività di bonifica, come del numero delle aree risanate e restituite agli usi legittimi». Gran parte dei progetti di bonifica e messa in sicurezza delle aree incluse nel Sin di Porto Marghera, sono di proprietà dell’Eni che pochi mesi fa ha firmato un contratto preliminare con il Comune di Venezia e la Regione Veneto che prevede la cessione ad una nuova società pubblica (una Newco controllata da Comune e Regione) che poi garantirne la effettiva bonifica – con un fondo di 38 milioni di euro sborsati da Eni – e la vendita (con una apposito bando europeo) a imprenditori interessati a riutilizzare le per nuove attività industriali e logistiche. La Newco aspetta solo il via libera della Giunta regionale che potrebbe arrivare oggi, dopo tre successivi rinvii.

(g.fav.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui