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Gazzettino – Alta velocita’, sosta a Tessera

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

ago

2014

LA PERPLESSITA’ DI ONLIT

«Sorprende l’inserimento del Marco Polo ha solo un traffico di 9 milioni di passeggeri»

“Cosa c’entra Venezia nel progetto di Lupi?” Secondo il presidente di Onlit, l’Osservatorio Nazionale sulle Liberalizzazioni nei Trasporti e nelle Infrastrutture Dario Balotta «sulla rete di Alta Velocità italiana viaggiano circa 70.000 passeggeri al giorno, mentre milioni di pendolari subiscono disagi perenni sulle linee tradizionali» e dunque «queste sono le priorità da affrontare».
«Lupi – aggiunge – vorrebbe collegare tre aeroporti con un traffico che non giustifica questa scelta: Fiumicino sviluppa 35 milioni di passeggeri, Malpensa 17,8 milioni e Venezia meno di 9 milioni». Gli scali di Roma e Milano «sono già collegati da navette ferroviarie sia alla rete nazionale sia a quella locale». Quanto a Venezia, «sorprende il suo inserimento», dato che «sviluppa un traffico di 9 milioni di passeggeri l’anno, come Bergamo e Linate».

 

TRASPORTI – Alta velocità fino a Tessera c’è l’accordo

Intesa tra il ministro Lupi e le Ferrovie) per collegare gli aeroporti più importanti del Paese con le rotaie. Costo: tre miliardi di euro

L’alta velocità ferroviaria esce dalle secche in cui era finita, in particolare dalle parti di Venezia. Perlomeno ora c’è un accordo, siglato ieri a Rimini al meeting di Comunione e Liberazione, tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e l’amministratore delegato delle Ferrovie Michele Mario Elia. È un patto che riguarda i tre maggiori aeroporti italiani Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia Tessera che dovranno, appunto, essere collegati con la rete dell’alta velocità ferroviaria. In tal modo anche l’Italia prova ad adeguarsi alle direttive dell’Unione europea.
Enrico Marchi presidente di Save, la società che gestisce lo salo lagunare, si è detto orgoglioso per il fatto che a Rimini, nella sala utilizzata per la presentazione, sui cartelloni appariva il nome di Venezia a fianco delle due capitali italiane, quella politica e quella economica: «Non capita spesso che Venezia sia ritenuta così importante». E per Venezia c’è finalmente anche un’indicazione precisa sulla scelta del tracciato. Abbandonato definitivamente il tunnel in gronda lagunare che dieci anni fa, al tempo della prima progettazione, sarebbe costato 700 milioni di euro, ma messa da parte anche l’idea del Comune di realizzare una linea dalla stazione di Mestre all’aeroporto e ritorno che avrebbe reso sconveniente per chiunque utilizzarla.
«È stato accolto il principio da me sempre sostenuto, vale a dire che l’alta velocità all’aeroporto sarà passante, nel senso che da Trieste o da Milano il treno fermerà nella nuova stazione dell’aeroporto e poi proseguirà fino alla destinazione finale – spiega Marchi -. E non sarà invece una fermata vicolo cieco dalla quale si potrebbe solo tornare a Mestre».
Entro il 31 dicembre le FS dovranno presentare al Ministero gli studi di fattibilità nel breve, medio e lungo periodo per collegare i tre aeroporti alla rete dell’alta velocità ferroviaria, e un’altra novità di rilievo è che per i tre scali le Ferrovie lavoreranno assieme alle rispettive società di gestione. Save, dunque, collaborerà fattivamente alla stesura del progetto che dovrà essere condiviso. Entro febbraio, poi, Maurizio Lupi si esprimerà sulle proposte, dopodiché si dovranno trovare i soldi per finanziare le opere. Il ministro ieri ha annunciato che serviranno 3 miliardi di euro, uno per Milano e Roma, e meno di un miliardo (tra i 700 e gli 800 milioni) per l’aeroporto di Tessera. Soldi che dovranno arrivare in buona parte dallo Stato, dai fondi di investimento come la Cassa depositi e prestiti e il Fondo Margherita ma anche dai gestori degli scali. «Save, ad esempio, potrebbe investire se Enac ci concedesse di inserire l’opera nel contratto di programma, o allungando i tempi della concessione oppure lasciandoci aumentare le tariffe aeroportuali» spiega ancora Marchi cui fa eco il governatore del Veneto Luca Zaia secondo il quale «il terzo scalo d’Italia non può non avere uno scalo ferroviario di questa importanza, altrimenti mi sembrerebbe di non fornire un servizio ai nove milioni di visitatori che vengono qui. La Tav in aeroporto è fondamentale, rappresentando un grande biglietto da visita internazionale e una grande opportunità. Difendo quindi questa idea di modernità, che ci permetterebbe di essere i primi in Italia, ma non è una novità perché da sempre la sostengo ai vari tavoli». Il presidente ha aggiunto che si tratta ancora di «una infrastruttura che resta non finanziata, mentre registriamo con favore lo sblocco del nodo di Vicenza per la sua importanza ai fini della ripresa del progetto».
Elisio Trevisan

 

Ecco il passante che porterà la Tav all’aeroporto

La tratta Milano-Trieste “devierà” rispetto all’attuale direttrice per arrivare a Tessera sfruttando la linea dei Bivi

Un’operazione da 800 milioni di euro

SUI BIVI Grazie al passante si eviterà la bretella andata-ritorno dalla stazione di Mestre

Non si farà il tunnel in gronda lagunare per portare i treni dell’alta velocità all’aeroporto di Tessera ma nemmeno si adotterà la soluzione proposta dal Comune. È la conseguenza dell’accordo firmato ieri a Rimini al meeting di Comunione e Liberazione tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Michele Mario Elia. La tratta Milano-Trieste “devierà” rispetto all’attuale direttrice per arrivare a Tessera sfruttando la linea dei Bivi. Un’operazione da 800 milioni di euro

IMPEGNO PER 3 MILIARDI – La firma al meeting di Rimini

L’arrivo della Tav al Marco Polo è la conseguenza dell’accordo firmato ieri a Rimini al meeting di CL tra il ministro dei Trasporti Lupi e l’ad delle Ferrovie Elia con un investimento di 3 miliardi di euro

LA SCELTA «Venezia come Roma e Milano: ne sono orgoglioso»

INVESTIMENTI – Per realizzare l’opera necessari 800 milioni

PROGETTO – Accantonata l’ipotesi contestata del tunnel

SOLUZIONE – Il Marco Polo sarà stazione passante: niente andata e ritorno con Mestre

Non si farà il tunnel in gronda lagunare per portare i treni dell’alta velocità all’aeroporto di Tessera ma nemmeno si adotterà la soluzione proposta dal Comune

Marchi: «Tav a Tessera attraverso i Bivi»

Il presidente di Save ha firmato l’accordo per portare l’alta velocità all’aeroporto: «Ecco la soluzione»

Non si farà il tunnel in gronda lagunare per portare i treni dell’alta velocità all’aeroporto di Tessera ma nemmeno si adotterà la soluzione proposta dal Comune. È la conseguenza dell’accordo firmato ieri a Rimini al meeting di Comunione e Liberazione tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Michele Mario Elia. È un patto che riguarda i tre maggiori aeroporti italiani Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia Tessera che dovranno, appunto, essere collegati con la rete dell’alta velocità ferroviaria. «E sono orgoglioso che a Rimini, nella sala utilizzata per la presentazione, sui cartelloni appariva il nome di Venezia a fianco delle due capitali italiane, quella politica e quella economica – ha detto il presidente di Save, la società di gestione del Marco Polo -. Non capita spesso che Venezia sia ritenuta così importante».
Un punto al Comune, dunque, e uno a Marchi: parità. L’Amministrazione veneziana ottiene che il tunnel sparisca definitivamente evitando così di rovinare la gronda lagunare. Il presidente di Save ottiene invece che la nuova fermata dell’alta velocità all’aeroporto non sarà un vicolo cieco ma un passante. Enrico Marchi era stato il più grande sostenitore del tunnel che ormai dieci anni fa, ai tempi della prima progettazione, costava 700 milioni di euro (senza contare il rimanente tratto di linea necessaria per collegare la stazione di Mestre con quella nuova che sarà costruita all’aeroporto). Oggi costerebbe almeno il doppio e il presidente ammette che non ha più senso costruirlo perché la terza via uscita ieri a Rimini costa molto meno (tra i 700 e gli 800 milioni di euro per l’intero tratto) ed è più facilmente realizzabile.
Marchi sostiene comunque di aver vinto perché «è stato accolto il principio da me sempre sostenuto, che l’alta velocità all’aeroporto dev’essere passante, nel senso che da Trieste o da Milano il treno fermerà nella nuova stazione dell’aeroporto e poi proseguirà fino alla destinazione finale. E non sarà invece una fermata vicolo cieco dalla quale si potrebbe solo tornare a Mestre». Un servizio che i viaggiatori di certo non gradirebbero.
Il “vicolo cieco” era proprio la proposta dell’Amministrazione veneziana che al tunnel opponeva una linea da realizzare sulla nuova tratta dell’Sfmr che correrà a fianco della bretella autostradale dell’aeroporto.
«Il tratto del Servizio metropolitano regionale sarà ancora utilizzato, dato che è anche già finanziato per 230 milioni di euro, assieme alla ferrovia dei Bivi – spiega Marchi -. L’arrivo a Tessera, però, non sarà perpendicolare all’aerostazione, seguirà invece una curvatura particolare che permetterà poi di andare a riprendere la linea Trieste Venezia. In tal modo appunto si realizzerà una linea passante e i treni provenienti da Milano o da Trieste devieranno per l’aeroporto per poi proseguire verso la destinazione finale».
Il presidente di Save sostiene, inoltre, che l’opera potrà essere realizzata in due fasi, la prima sarà quella dell’Sfmr, la seconda il rientro sulla Mestre-Trieste all’altezza dei Bivi: «Una volta costruita, ci potranno essere dei treni che arrivano in aeroporto e poi a Mestre, e altri che invece andranno direttamente a Mestre senza passare per Tessera. Dipenderà dai picchi di traffico al Marco Polo e dagli orari. L’allungamento del percorso per i convogli che fermeranno al Marco Polo sarà, ad ogni modo, di pochi chilometri mentre per Roma e Milano si prevedono deviazioni anche di 40 chilometri e oltre».
La stazione passante, d’altro canto, secondo il presidente di Save è in grado di elevare i principali aeroporti italiani a livello di quelli europei, come Francoforte, Parigi ma anche il più piccolo Lione: «È la stessa Unione Europea stabilire che gli scali più importanti devono essere collegati con le linee ferroviarie ad alta velocità. Non è un caso, inoltre, che questo accordo sia arrivato poco dopo il matrimonio tra Alitalia ed Etihad, perché per renderlo duraturo bisogna costruire le infrastrutture che mancano».
Il ministro ieri ha annunciato che serviranno 3 miliardi di euro, uno per Milano e Roma, e meno di un miliardo (tra i 700 e gli 800 milioni) per l’aeroporto di Tessera. Soldi che dovranno arrivare in buona parte dallo Stato, dai fondi di investimento come la Cassa depositi e prestiti e il Fondo Margherita ma anche dai gestori degli scali. «Save, ad esempio, potrebbe investire se Enac ci concedesse di inserire l’opera nel contratto di programma, o allungando i tempi della concessione oppure lasciandoci aumentare le tariffe aeroportuali» conclude Marchi.

 

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