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Gazzettino – Mose, processi entro 50 giorni

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

set

2014

L’INCHIESTA – Mose, il 16 ottobre prima udienza. In aula 10 indagati

L’INCHIESTA – Udienza preliminare fissata il 16 ottobre, dieci imputati intenzionati a patteggiare

Oggi scadono i termini di custodia: libera l’ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva

C’è chi sarà giudicato col rito immediato, e sarà questione di settimane; chi è pronto a patteggiare, e la prima udienza, per questo, è già stata fissata per il 16 ottobre; e chi affronterà il processo normale, ma anche in questo caso sarà questione di qualche mese, non di più. Si tirano le fila, in questa ripresa dell’attiva giudiziaria dopo la pausa estiva, nell’inchiesta sul Mose – Consorzio Venezia Nuova. La Procura, con i pubblici ministeri Stefano Ancilotto, Paola Tonini e Stefano Buccini, punta a stringere i tempi. E la prima novità è l’udienza preliminare che il presidente Giuliana Galasso ha fissato in questi giorni per chi ha chiesto di patteggiare la pena.
Il 16 ottobre davanti al giudice dell’indagine preliminare compariranno ben dieci indagati, tutti con un accordo già trovato con la Procura. Pene attorno a uno, due anni, in molti casi con sostanziose somme di denaro da versare. Nella lista si sono la coordinatrice del Mose, Maria Teresa Brotto, il presidente del Coveco, Franco Morbiolo, l’ideatore del meccanismo delle false fatturazioni della Mantovani, Cristiano Cortella, nonché quello del fondo “Neri”, Luciano Neri. E ancora l’ex consigliere regionale Pd, Giampietro Marchese, quel Gino Chiarini che finse di essere un procuratore, Manuele Marazzi, referente di Baita, gli imprenditori Mario Boscolo Bacheto, Dante e Gianfranco Boscolo Contadin. Fin qui i convocati del 16 ottobre. Ma altri potrebbero seguire la stessa strada, a cominciare dall’ex presidente del Magistrato alle acque, Patrizio Cuccioletta, che aveva chiesto di patteggiare subito dopo l’interrogatorio-confessione.
Oggi intanto scadono i primi termini di custodia per una serie di imputati, essendo passati tre mesi dal blitz del 4 giugno scorso. É il caso dell’ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva, accusata di corruzione, a cui saranno revocati gli arresti domiciliari, così come dei tre romani accusati di millantato credito, Vincenzo Manganaro, Alessandro Cicero e Luigi Dal Borgo. Per la corruzione, la norma in materia di carcerazione preventiva è stata modificata nell’ottobre del 2012, quando la soglia è stata alzata da 3 a 6 mesi. Quindi se è pacifico che la Piva, a cui vengono contestati fatti antecedenti al 2012, torni libera, più dubbio è il caso di altri imputati. Ad esempio, la difesa di Enzo Casarin, l’ex segretario di Renato Chisso, sostiene che le accuse si fermano a prima dell’entrata in vigore della nuova legge. E per questo ha presentato richiesta di scarcerazione. Per Chisso, che invece ha contestazioni anche recenti, i difensori attendono gli esiti di alcuni esami medici con l’obiettivo di chiedere una scarcerazione per motivi di salute.
Tra chi resta in carcere, perché ci è entrato più tardi, c’è Giancarlo Galan, che conteggiando i tre mesi dovrebbe uscire il 21 ottobre. A questo punto la Procura resta intenzionata a percorrere la strada del rito abbreviato per i detenuti, da fissare prima del 21 ottobre, cioè fra 50 giorni. Un primo processo senza il filtro dell’udienza preliminare, con nomi come Galan e Chisso. Contemporaneamente i pubblici ministeri si preparano a chiudere le indagini anche per gli altri che confluiranno in un secondo processo, dopo il filtro dell’udienza preliminare. Tra questi, dopo il patteggiamento rifiutato dal gip, anche l’ex sindaco Giorgio Orsoni.

Roberta Brunetti

 

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