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Bisognerà scrivere una letterina ad Harry Potter e chiedergli di mettere le ali alla nostra bicicletta per arrivare ad imboccare la pista del ponte della Libertà, senza il rischio di finire arrotati da un camion. Però, poi, dai Pili a piazzale Roma, sarà una bellezza correre sulla pista perfetta, tirata come un biliardo. Pmv infatti ha dato il via libera all’asfaltatura della pista sul ponte – che rimette a nuovo la vecchia pista ciclabile, senza toccarne il sedime – e Insula ai primi di settembre inizierà a costruire la parte a sbalzo che dalla curva del ponte della Libertà porta fino all’imbocco del Tronchetto e quindi a piazzale Roma. Finanziati entrambi questi lotti – il pezzo a sbalzo costa 1 milione e 300 mila euro e sarà realizzato in 6 mesi di lavori – manca all’appello invece il lotto iniziale – o finale che dir si voglia – e cioè dai Pili a Via Torino. E questo lotto non si farà perchè è passato sotto la scure del Commissario straordinario e non ne è uscito indenne. Dunque, avremo una pista ciclabile finita a metà. Del resto, si sa, la pista ciclabile sul ponte della Libertà è stata progettata con i piedi e prevede che, per arrivarci, si passi per via Torino, si prenda il sottopasso ciclopedonale sotto la ferrovia di Marghera, si sbuchi al Vega e poi si raggiunga i Pili. Da lì è tutta dritta fino a Venezia. Dall’inizio si disse che questo tratto di via Torino-Pili non aveva alcun senso perchè allungava tantissimo il tragitto ed era (è) ovvio che la soluzione migliore sarebbe stata creare la pista sul cavalcavia di San Giuliano e forse sarebbe costata anche meno. Il tratto via Torino-Pili, infatti, costa quanto i 700 metri a sbalzo di piazzale Roma e cioè oltre un milione di euro. 400 mila li aveva messi la Regione, il resto doveva aggiungerli il Comune, ma con i tagli di bilancio, l’investimento è stato spostato al prossimo anno. E dunque avremo una bellissima pista ciclabile sul ponte della Libertà che, teoricamente, è irraggiungibile visto che, appena il tram inizierà a correre, sarà vietato il passaggio delle bici sul cavalcavia di San Giuliano, ma sarà impossibile raggiungere la pista anche da via Torino perchè, utilizzando il sottopassaggio di Marghera si arriva sì al Vega e in via Pacinotti, ma da lì è impossibile arrivare ai Pili se non percorrendo via Righi che in bici non è proprio il massimo della sicurezza. Ci sarebbe la controstrada di via Righi, ma per adesso è in senso contrario e quindi non è utilizzabile. Insomma per i ciclisti mestrini e veneziani e per i turisti che arrivano in bici a Venezia, sarà un percorso ad ostacoli raggiungere il centro storico. A meno che qualcuno non si decida ad inventare la bici con le ali…

 

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