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Nuova Venezia – Grandi navi, blitz per il canale Contorta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

set

2014

Arrivato ieri in Comune lo Studio di Impatto ambientale del Porto. Trenta giorni per decidere, ma senza dibattito pubblico

Si scava il nuovo canale. E le procedure dovranno concludersi entro trenta giorni, senza dibattito pubblico. Doccia fredda ieri in Comune quando è arrivata all’Ufficio protocollo di Ca’ Farsetti la richiesta del ministero per l’Ambiente. Come deciso nel Comitatone di metà agosto, il ministero e l’Autorità portuale hanno avviato l’iter per la Valutazione di Impatto ambientale del progetto di nuovo canale Contorta-Sant’Angelo. La via d’acqua alternativa per l’accesso delle navi alla Marittima che il Porto vuole realizzare entro la fine del prossimo anno. La novità è che nella Sia (Studio di Impatto ambientale presentato dal proponente, cioè l’Autorità portuale) il termine fissato per le osservazioni del Comune è di 30 giorni. E viene richiamato l’articolo 183 del codice dei contratti, che non prevede il confronto pubblico sulle osservazioni al progetto. Contrariamente alla procedura «normale del codice dell’ambiente (articolo 152) che prevede tempi più lunghi e un dibattito pubblico certificato dal Comune. «Una cosa scandalosa», commenta l’ex vicesindaco Sandro Simionato, «si sta approfittando dell’assenza di un’amministrazione per fare il contrario di quello che l’amministrazione aveva chiesto. Esiste una mozione del Senato e anche un ordine del giorno del Consiglio comunale che chiedono di confrontare con procedure trasparenti tutte le alternative in campo». Invece i ministeri e il Porto procedono in direzione contraria. «Un fatto grave, a cui dovremo rispondere», dice l’ex assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, «si continua con la logica delle forzature che ha prodotto il Mose, con i bei risultati che abbiamo visto. Adesso si insiste con il Contorta senza tener conto della volontà popolare e delle istituzioni. Chiederemo al commissario che convochi lo stesso un incontro pubblico per discutere delle alternative. La procedura non lo prevede ma nemmeno lo vieta espressamente». Un blitz che provocherà reazioni a catena. Proprio tre giorni fa il Senato aveva ribadito con una mozione firmata da 40 senatori (primo firmatario il veneziano Felice Casson) che il governo si doveva attenere all’ordine del giorno unanime approvato nel febbraio 2014. Cioè di mettere a confronto le varie soluzioni. Invece adesso il ministero dell’Ambiente, retto dall’udc Luca Galletti, ha deciso di accelerare applicando alla lettera la decisione del Comitatone dove il Comune non era presente (il commissario Zappalorto si era astenuto). E ieri ha inviato lo Studio di Impatto ambientale ai soggetti interessati. Con il Comune anche Regione, Provincia, Magistrato alle Acque. Porto e Magistrato alle Acque (nel frattempo sciolto e diventato Provveditorato alle Opere pubbliche) non hanno mai nascosto la loro preferenza per la soluzione del Contorta. Un nuovo canale profondo dieci metri (invece degli attuali uno e mezzo) e largo cento per far arrivare le grandi navi in Marittima passando da Malamocco. La battaglia è in corso.

Alberto Vitucci

 

Comitati e associazioni contro lo scavo

Dalla Tor e De Poli: «È l’unica soluzione»

Petizioni internazionali, appelli, striscioni appesi in Canal Grande. Si allarga il fronte «No Navi» che adesso non comprende più soltanto i comitati e i giovani del Movimento. L’altro giorno in commissione Ambiente al Senato è stato sentito il presidente dei Comitati privati, Umberto Marcello del Majno. Che ha ribadito l’opposizione delle associazioni internazionali sul passaggio davanti a San Marco. Ma grossi dubbi vengono sollevati anche sullo scavo di un nuovo grande canale in laguna. I comitati ricordano la battaglia di quarantadue anni fa contro l’apertura del canale Malamocco-Marghera, il famigerato «Canale dei petroli». L’autostrada in mezzo alla laguna, scavata per far passare le grandi petroliere, aveva tolto le navi commerciali da San Marco ma aveva aggravato lo stato di salute della laguna. Aumentato il numero delle acque alte, accelerato il processo di distruzione della laguna con la perdita in mare dei sedimenti. Adesso l’idea è quella di scavare un nuovo «canale dei petroli», stavolta per le navi passeggeri. Diramazione che da Fusina arriverebbe in Marittima, 4 chilometri di «autostrada» che secondo l’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos porterebbe nuove minacce alla laguna. Ambientalisti e da associazioni come Italia Nostra, che hanno presentato ricorso ritenendo l’autorizzazione a scavare in laguna del tutto illegittima. Ieri intanto i senatori Mario Dalla Tor (Ncd) e Antonio de Poli (Udc) hanno presentato una mozione che sostiene il progetto Contorta come unica soluzione per mantenere le grandi navi all’attuale Stazione Marittima e invita a «fare presto» con la sua realizzazione

(a.v.)

 

il venice cruise 2.0 di de piccoli-duferco

Terminal in bocca di Lido progetto depositato ieri

Un altro progetto in campo come «alternativa» alle grandi navi. È stato presentato ieri mattina alla commissione Via del ministero per l’Ambiente il «Venice Cruise 2.0», ideato da Cesare De Piccoli e dalla società internazionale di tecnologìe marine con sede a Genova Duferco. Si tratta dell’ipotesi di spostamento in bocca di Lido, davanti all’isola artificiale già costruita per il Mose, del nuovo terminal delle crociere per grandi navi. Moduli rimovibili che possono ospitare fino a sette navi, realizzabile in due anni con 128 milioni di spesa, meno del Contorta. «E senza stravolgere la laguna, crenado nuovi posti di lavoro», dicono i progettisti. «Ci auguriamo che questo passo possa rappresentare l’avvio di un confronto chiaro e trasparente sul tema», dice De Piccoli. Si tratterà ora di vedere come il ministero, che ha inviato proprio ieri per l’esame degli enti il progetto Contorta, procederà con il nuovo elaborato – un progetto di massima a tutti gli effetti – nel rispetto di quanto stabilito dal Senato. Che cioè tutti i progetti devono essere esaminati con pari dignità. A questo punto gli elaborati che hanno la dignità tecnica di un progetto di massima sono senza’altro il Contorta e il Venice Cruise 2.0 di De Piccoli-Duferco. Ipotesi di alternative riguardano anche la nuova tangenziale retro Giudecca – finanziata dalla Vtp e sostenuta dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti – e poi gli altri del terminal al Lido (Fabbri, Boato-Vittadini, Claut per il Movimento Cinquestelle). Dopo l’uscita di scena del sindaco Orsoni ha perso terreno anche l’ipotesi di Marghera, che prevedeva la sistemazione delle banchine in zona Industriale e lo scavo del canale Vittorio Emanuele per far arrivare da Marghera le navi fino all’attuale Marittima. Ma in questo momento i progetti ufficialmente in pista sono due. Il Contorta e il Lido. Solo il secondo, ricorda De Piccoli, ha ricevuto un «sì» di massima dalla commissione Via in prima battuta. Il Contorta, anche se in parte diverso, era stato bocciato.

(a.v.)

 

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