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Via Dante, storica ciclabile, resta la più utilizzata e sicura. Nei tragitti casa-scuola le due ruote sono ancora poco usate

1019 transiti in via Dante, la prima pista ciclabile nata a Mestre e storicamente la più utilizzata sulla rotta dalla stazione di Mestre a Marghera. In due ore, dalle 7.45 alle 9.45 ieri Comune, Fiab e Cicloliberi hanno contato le biciclette in transito in due dei percorsi più utilizzati del centro di Mestre. 358 i passaggi di cicli contati in via Miranese, molto utilizzata ma ancora oggi spesso troppo pericolosa per i ciclisti specie per il passaggio sul cavalcavia della Giustizia. Eccole, insomma, le due piste simbolo di una città che sulla mobilità sostenibile deve fare altri passi avanti se vuole mantenere gli alti standard raggiunti negli ultimi anni e che invece nel nuovo bilancio di previsione trova poche voci legate alla ciclabilità. E l’incognita finanziamenti pare toccare stavolta anche il progetto della ciclabile lungo il ponte della Libertà, da Mestre verso Venezia. Il confronto ha riguardato la pista lungo via Dante, più sicura e più usata, e quella in via Miranese, considerata pericolosa da tanti ciclisti, anche perché un percorso unico lungo tutta la strada da Chirignago a Mestre ancora non c’è e il passaggio sul cavalcavia della Giustizia appare difficile. Un altro dato interessante, emerso dalla terza edizione del “Giretto d’Italia”, campionato nazionale della ciclabilità urbana che si è svolto a Mestre e in contemporanea in altre 25 città italiane (iniziativa senza valore scientifico ma che da anni serve a dimostrare quanto la bici si prenda le strade nelle città, grandi e piccole e sostenuta da Legambiente, Fiab e Città in bici) riguarda le scuole: ieri mattina è stato monitorato a Mestre l’uso delle bici per i tragitti casa-scuola in sei istituti. Scuole che partecipano al progetto europeo Pumas (Alpine space programme) di cui il Comune di Venezia è anche coordinatore. Si scopre che molti genitori continuano a preferire l’auto alla bicicletta per accompagnare a scuola i figli che frequentano le elementari. E non solo perché magari con la brutta stagione arrivano freddo e pioggia, ma perché i genitori sentono insicure le strade: da un questionario distribuito ai bambini delle classi quarte e quinte si scopre che più del 70 per cento degli alunni vorrebbe andare a scuola da solo ma solo uno sparuto 8% riesce a farlo. Il 27 per cento dei genitori dichiara che le strade non sono sicure, il 31 per cento teme brutti incontri per i figli e solo il 3 per cento preferisce l’auto per fretta. L’8 per cento parla invece di comodità. Cresce la voglia di bicicletta alle scuole medie: tra questi studenti il 61% si muove a piedi, il 26 per cento sceglie la bicicletta e solo il 10 per cento viene portato a scuola in auto. E per le due medie prese in esame dal Comune con la rilevazione del “Giretto”, emergono anche segnalazioni di pericolo agli ingressi scolastici e richieste di intervento da parte di insegnanti e genitori. I dati della rilevazione svolta dalle 7.45 alle 8.45: primato di ciclisti in erba alla scuola Bellini con 133 bici sulle 168 transitate in via Metauro; 82 alla scuola Grimani di Marghera sulle 113 di via Canal; 47 transiti alla Virgilio (sui 270 cicli passati nell’omonima via); 18 alla Battisti sui 197 passaggi in via Cavallotti; 82 per la scuola Munaretto-Marconi su 85 bici contate in via del Gazzaro e 30 alla Parolari (su 42 passaggi in via Zandomeneghi). Insomma l’indagine del “Giretto” conferma che molto c’è ancora da fare e garantire i finanziamenti al Biciplan per realizzare altri percorsi sicuri ciclabili è necessario ma serve anche investire ancora nell’educazione. Un pessimo biglietto da visita è il numero elevato di furti di bici di cui fa le spese, ancora, anche il servizio del Bike sharing, la bicicletta in affitto comunale, servizio che continua ad essere colpito da atti di vandalismo e furti di biciclette, come raccontano anche le cronache degli ultimi giorni.

Mitia Chiarin

 

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