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Italia Nostra, Ecoistituto e Ambiente Venezia scrivono al ministro: «Revocare la Via»

«Il Porto non ha titolo per presentare il progetto del Contorta. Dunque, si chiede al ministero dell’Ambiente di non accettare la domanda. O se già accolta di revocarla e annullarla in autotutela». È una vera diffida quella inviata ieri ai ministri dell’Ambiente Luca Galletti e dei Beni culturali Dario Franceschini e firmata da Italia Nostra, Ecoistituto Veneto e Ambiente Venezia. Si chiama «atto di intervento nell’ambito del procedimento di Via» (Valutazione di Impatto ambientale) già avviato con la trasmissione agli enti del progetto elaborato dall’Autorità portuale. Che si intitola «Adeguamento della via acquea di accesso alla Stazione Marittima e riqualificazione delle aree limitrofe». In pratica lo scavo dell’attuale canale Contorta Sant’Angelo, portandone la profondità da un metro e mezzo a dieci e mezzo, la larghezza da dieci a 120, sei milioni e mezzo di metri cubi di fanghi da scavare per costruire 400 ettari di nuove barene. Intervento dannoso per l’equlinbrio della laguna, denunciano le associazioni. Ma anche «illegittimo». Perché, scrivono nella diffida la presidente di Italia Nostra Lidia Fersuoch, il presidente di Ecoistituto Michele Boato e quello dell’associazione Ambiente Venezia Luciano Mazzolin, «l’Autorità portuale non ha alcun titolo a proporre, finanziare e realizzare uno scavo come quello proposto, mancandole allo stato la disponibilità delle aree e la loro destinazione portuale, non prevista dal Piano regolatore. Ma soprattutto, scrivono i tre esponenti delle associazioni, «non si tratta di adeguamento di una via acquea, dal momento che in quei luoghi non è mai esistito un canale per le navi». Si tratterebbe al più della «realizzazione di una nuova via acquea di accesso alla Stazione Marittima». Ma questa non potrebbe esser realizzata con la procedura accelerata Via in quanto, a differenza di quanto sostiene il Porto, «non si tratta di un’opera strategica inserita nella legge obiettivo». E non vale, scrivono ancora Fersuoch, Boato e Mazzolin, «invocare la riunione della Conferenza Stato Regioni. Che avrebbe un parere consultivo e non vincolante sull’elenco delle opere registrate al Cipe. Polemica esplosiva, in vista della presentazione del progetto Contorta (oggi nella sede dell’Autorità portuale, lunedì in pubblico in sala San Leonardo). Mentre sono già scartati i trenta giorni concessi dal ministero e si preparano anche le presentazioni dell’altro progetto alternativo alle grandi navi a San marco (il terminal a Punta Sabbioni), di De Piccoli-Duferco, che sarà illustrato il 7 pottobre all’Ateneo Veneto.

(a.v.)

 

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