Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

MOSE – Il Tribunale dei ministri respinge le istanze di Matteoli e Cinque di sentirlo in contraddittorio

Il Tribunale dei Ministri ha detto di no alla richiesta di interrogare l’ingegnere Giovanni Mazzacurati, malato e a rischio di demenza senile, con la procedura dell’incidente probatorio. Ovvero alla presenza dei difensori degli altri indagati, così da permettere di cristallizzare – nel contraddittorio delle parti – i verbali dell’anziano ex presidente del Consorzio Venezia Nuova. La decisione è stata notificata agli avvocati Francesco Compagna, Giuseppe Consolo e Gabriele Crivello, che assistono l’ex ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, e all’avvocato Marco Vassallo che difende l’imprenditore romano Erasmo Cinque.
I legali avevano chiesto l’incidente probatorio dopo l’interrogatorio per rogatoria di Mazzacurati negli Stati Uniti, dove si trova da Pasqua, prima del blitz che ha portato agli arresti per lo scandalo Mose e che ha fatto finire Matteoli e Cinque nel registro degli indagati per corruzione. Le condizioni di salute dell’ingegnere fanno, infatti, temere che non possa rendere interrogatorio quando si arriverà a un eventuale processo. Giorni fa il difensore di Mazzacurati, Giovanni Battista Muscari Tomaioli, ha lasciato capire che il suo assistito non ricorda quasi più nulla e quindi un incidente probatorio sarebbe ormai inutile. Le sue verità, insomma, sarebbero ormai contenute nelle pagine di verbali riempite dopo l’arresto del luglio 2013. E non sono più modificabili.
Il Tribunale dei ministri ha respinto le richieste dei difensori, sostenendo che non c’è tempo per portare a termine un nuovo interrogatorio, perché i tre giudici devono decidere se Matteoli è perseguibile entro i 90 giorni fissati dalla legge. E hanno aggiunto che negli atti non c’è nulla che attesti il rischio di non poter più interrogare Mazzacurati.
«Le condizioni di salute dell’ingegnere gettano molti dubbi sui verbali degli interrogatori di un anno fa, dove il 70 per cento delle frasi sono dei Pm o del difensore dell’indagato» commenta l’avvocato Vassallo. «A domanda, infatti, risponde spesso: “Sì, è come dice lei”. C’è da chiedersi se il venir meno della memoria di Mazzacurati non fosse prevedibile già allora. Perché non si è ovviato acquisendo prima le deposizioni in contradditorio con le parti? Se la degenerazione psicofisica era prevedibile, ci sono molti dubbi sull’utilizzabilità di quei verbali in un processo».
Sulla stessa linea anche l’avvocato Antonio Franchini, che difende il deputato Giancarlo Galan assieme a Niccolò Ghedini. «Abbiamo chiesto l’incidente probatorio ed è una procedura che per il Codice è un obbligo concederci. Nel caso dell’ing. Mazzacurati, le forme di demenza senile non si manifestano all’improvviso, ma sono progressive. E se un anno fa, quando Mazzacurati fu interrogato, erano già prevedibili, allora i verbali sono inutilizzabili. Perché l’incidente probatorio andava fatto subito, presenti i difensori degli indagati. A quell’epoca l’onorevole Galan era già indagato».
La Procura non commenta e attende documenti ufficiali riguardanti la salute di Mazzacurati.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui