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Gazzettino – Venezia. Crociere, Costa sfida i No Navi.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

set

2014

LA DIFFIDA – Il Gruppo 25 Aprile: «Il ministero annulli subito la valutazione»

PUNTA DELLA DOGANA – Oggi corteo e raduno acqueo del comitato Cruise Venice

LAGUNA E SALVAGUARDIA – Muro contro muro all’incontro a San Leonardo

Crociere, la sfida di Costa ai No navi: «Vado avanti»

Era chiaro fin dall’inizio che tra l’Autorità portuale e gli operatori da una parte e i comitati dall’altra non ci sarebbe stato lo spazio per una composizione. Così, quello di ieri tenuto nella sala San Leonardo si è rivelato il mero svolgimento di un compito previsto dalla Valutazione di impatto ambientale. Anche per questo c’erano due osservatori del Ministero dell’Ambiente. Assenti i gruppi dei “disobbedienti”, forse scoraggiati da un massiccio presidio della polizia.
Il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, si è tenuto per sè il microfono per parecchio tempo e questo ha suscitato il disappunto iniziale del pubblico (“Questo non è un monologo!”). A molte domande scomode, dall’inserimento in Legge obiettivo, alla natura dei fanghi, all’impatto sulla laguna dello scavo del canale Contorta, Costa ha ribattuto dicendo che va avanti: «Non ci sono altre strade – ha detto – per liberarci delle grandi navi a San Marco, mantenendo l’eccellenza rappresentata dalla Marittima nel più breve tempo possibile. Perché è questo che ci ha chiesto il Comitatone. Questa è la sostanza. Se poi ritenete che la forma sia stata violata, vi prego: fate ricorso al Tar».
È intervenuto anche il professor Attilio Adami, che ha effettuato lo studio sull’impatto che il nuovo Contorta (4 chilometri di lunghezza per 100 metri di larghezza) avrebbe sulla morfologia lagunare. «Abbiamo fatto una simulazione veloce – ha detto – comparando lo stato di fatto e una laguna in presenza del Contorta. I risultati non cambiano. Quella è una zona “pigra” dove l’acqua si muove poco».
Alle obiezioni del pubblico sulla costruzione di velme artificiali per marginare il nuovo canale marittimo, Adami ha risposto: «Chiamatele come volete: velme, casse di colmata, argini».
Dura la “requisitoria” di Andreina Zitelli, già docente di valutazione ambientale, che ha esposto quanto già scritto nella sua osservazione al progetto: «Il progetto da mandare in Via dovrebbe chiamarsi “realizzazione di un nuovo canale marittimo nella laguna centrale” non adeguamento di una via acquea». Altrettanto dura la presa di posizione di Silvio Testa, del Comitato No grandi navi, il quale ha puntato il dito contro la nomina di Giuseppe Fasiol, tecnico regionale indagato nell’inchiesta sul Mose, a commissario per la valutazione del Contorta.
«Siamo ai limiti dello sciacallaggio – ha ribattuto Costa – io Fasiol non so neanche chi sia ma non accetto accostamenti del genere».
È poi toccato a Renzo Scarpa, ex consigliere comunale, il quale ha sollevato obiezioni sui costi, a suo dire molto sottostimati e sulla reale ampiezza del canale (“La bocca sarà almeno di 500 metri e la larghezza media non meno di 195, in ossequio alle norme della Capitaneria”).
Intanto, il Gruppo 25 Aprile, attraverso l’avvocato Alberto Pagnoscin, ha presentato un atto di diffida al Ministro dell’Ambiente affinché provveda in autotutela ad annullare il procedimento finora incardinato elencando le motivazioni in una decina di pagine.
Oggi tornano le manifestazioni e alle 15.30 in punta della Dogana il Comitato Cruise Venice (i favorevoli al crocierismo) si darà appuntamento per un corteo acqueo che arriverà fino alla Marittima.

Michele Fullin

 

Italia Nostra a Franceschini: «Bloccare il progetto»

«Il ministro Dario Franceschini blocchi il passaggio della navi».
Italia Nostra ha recentemente scritto una lettera a Franceschini ricordando le richieste che erano state fatte al suo predecessore, Massimo Bray e che da questo erano state sostanzialmente accolte.
«In quella precedente lettera – scrive Italia Nostra – sostenevamo la competenza del Ministero per i beni e le attività culturali nel regolamento del traffico dei mezzi natanti in ambiti, come certamente il Bacino di San Marco e la Laguna. Il Ministero può interdire la navigazione di natanti di caratteristiche e dimensioni incompatibili con il carattere storico di quelle opere idrauliche e di quell’ambiente».
Italia Nostra reputa dunque che il transito delle gigantesche navi in laguna chiami in causa la diretta responsabilità del Ministero “cui l’ordinamento attribuisce il potere-dovere di assicurare, prevalendo su ogni altro interesse anche di riconoscibile rilevanza pubblica, la salvaguardia innanzitutto fisica dei caratteri che rendono unica e incomparabile la città di Venezia e la sua Laguna”.
Da qui un nuovo appello.
«Per queste ragioni – conclude la lettera inviata a Franceschini – relativamente al progetto Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo, la invitiamo a far valere le proprie competenze irrinunciabili». Nella lettera, infine, viene ricordata la fragilità del sistema lagunare rapportandolo alle dimensioni “incompatibili” delle navi passeggeri che attualmente vi transitano, essendo lunghe ben oltre i 300 metri e più alte di qualsiasi edificio (escluso il campanile di San Marco) che si trovi in città.

 

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