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MARGHERA – Appello di Casarin a Comune e Regione: «Il ministero dell’Ambiente ha promesso 70 milioni»

«Lancio un appello a Regione e Comune perché il lavoro di 8 anni sul Vallone Moranzani non vada perso. Si tratta di un intervento unico nel suo genere, che ha messo insieme tre Ministeri, la Regione Veneto, Provincia e Comune assieme ad aziende pubbliche e private. E non bisogna dimenticare l’apporto determinante delle popolazioni interessate, che sono state coinvolte in questo progetto fin dal primo momento». Così Roberto Casarin che per otto anni è stato Commissario per l’emergenza socio economico ambientale relativa ai canali portuali. Casarin ricorda che sono stati dragati 8 milioni di metri cubi di sedimenti portuali «e questo ha consentito al Porto di Venezia di tornare a volumi di traffico notevoli, ben superiori a quelli del periodo precedente». Ma soprattutto che è stata messa a punto l’impiantistica per la gestione dei sedimenti che ancora restano da “lavorare”. E fu proprio la Sifa, la società partecipata dalla Mantovani, a proporre a Casarin di lavorare i fanghi a Marghera. «C’erano due possibilità: scavare e portare tutto fuori regione, magari all’estero, spendendo 120 euro al metro cubo, oppure farsi l’impianto in casa e utilizzare quei 120 euro in parte per i fanghi e in parte per tutti gli altri interventi. La soluzione scelta è stata questa seconda e ha messo la città nella condizione di essere autosufficiente anche per il futuro per quanto riguarda la lavorazione dei terreni industriali inquinati. Ricordo e non per polemica, ma solo per amor di verità che abbiamo buttato al vento 40 milioni di euro per il famoso “buco” del Lido di Venezia. Lì è stato deciso di scavare e portare fuori regione, mi spiego?». Ecco perché Casarin chiede a Zaia di non bloccare l’intervento sui Moranzani, messo in dubbio perché il piano finanziario non starebbe in piedi. «È vero, ma a Regione e Comune dico di tornare alla carica con il Ministero dell’ambiente che ha promesso 70 milioni su questo intervento e non li ha messi. Bisogna rimettere tutti attorno ad un tavolo e ricominciare a ragionare sul da farsi». Stessa richiesta arriva dai consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo. «Non è accettabile che Zaia imponga il blocco del risanamento del Vallone Moranzani, lasciando in sospeso e senza prospettive un progetto che era stato costruito in accordo con la popolazione – dicono i due consiglieri Pd – Il percorso per questo intervento va responsabilmente ripreso e portato a termine». E resta pure da realizzare l’interramento dell’elettrodotto.

 

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