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IL PIANO – E’ il punto di partenza per il futuro di Porto Marghera, Quadrante di Tessera ed ex Umberto I

Una cerimonia richiedente un numero di firme tale da mettere a dura prova i sottoscrittori, l’approvazione del Piano di assetto del territorio formalizzata ieri a Ca’ Farsetti dal commissario straordinario Vittorio Zappalorto e dalla presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto. Che porta il numero di Pat e Pati licenziati a 24, mentre per altri 20 Comuni le relative pratiche sono ferme alla verifica, alla preadozione, all’adozione o in corso di approvazione.
All’origine di 800 osservazioni e 1.600 proposte di modifica, tutte controdedotte e di cui il 25% recepite, nella sua versione conclusiva il Pat veneziano e gli elaborati che lo compongono è suddiviso ora in 6 corposi faldoni rosso fiammante. E a partire da ieri, per i suoi effetti pratici, occorrerà aspettare 10 giorni per la ratifica da parte della Provincia e altri 15 dalla pubblicazione nel Bur. Concluso definitivamente l’iter, il Piano regolatore generale vigente, per le parti compatibili, diventerà Piano interventi. E ciò consentirà a Ca’ Farsetti di introdurre varianti, avviare procedure urbanistiche semplificate e stipulare accordi pubblico-privati (con benefici pubblici e possibili vantaggi patrimoniali), a fronte di istanze già formalizzate all’Amministrazione comunale.
Più in concreto, e solo a titolo di esempio, il Pat fotografa la riconversione e destinazione d’uso delle aree di Porto Marghera. E più a breve, come ha spiegato il direttore della Pianificazione territoriale urbanistica, Oscar Gerotto, «consentirà l’apertura della seconda fase per l’area dell’ex Ospedale Umberto I a Mestre (comprensiva di variante e destinazione urbanistica), di mettere mano alle strutture ricettive extra-alberghiere al di fuori della città storica, la possibile accelerazione del Quadrante di Tessera e, d’intesa con i Consorzi di bonifica, l’elaborazione del Piano acque per la messa in sicurezza del territorio».
«L’approvazione di questo documento dall’iter lungo e sofferto è un atto della massima importanza – ha detto il commissario Zappalorto – Specie per il fatto che non stiamo parlando di un piccolo Comune, ma di Venezia». Dello stesso avviso la presidente Zaccariotto, che ha posto l’accento sulla sinergia tra istituzioni, sul fatto che per la prima volta «uno strumento urbanistico tiene conto a livello territoriale degli aspetti ambientali, viari, trasportistici, sociali e culturali» e sulla necessità di procedere con il Piano interventi, «perché in caso contrario, la situazione resterà bloccata».

 

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