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Gazzettino – Ciclabili, in pista 35 milioni

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

ott

2014

«Saranno premiati i progetti solidi, magari con più comuni assieme»

Attenzione anche alle città

In regione itinerari per 1400 km

Mega-bando del Veneto per rilanciare i percorsi. Zorzato: «Soldi da spendere subito»

BASTA Con le piste che finiscono improvvisamente e magari costringono a percorsi pericolosi in mezzo alle auto o su strette camionabili

Una somma come questa – 35 milioni di euro – non si vedeva da tempo. E oltre che essere investiti tutti in piste ciclabili del Veneto questi soldi dovranno essere spesi in fretta. Per incrementare i 1400 chilometri di piste ciclabili “tracciate”, cioè segnalate, piste ciclabili vere, protette; non un segno per terra che tante amministrazioni hanno fatto sull’asfalto spacciandole per “piste”.
«La verità – spiega il vice presidente del consiglio regionale del Veneto Marino Zorzato – è che puntando su questo tipo di mobilità offriremo spazio per una nuova immagine del nostri turismo e si darà lavoro alle moltissime piccole e medie aziende del nostro territorio. Qui non ci sono appalti internazionali».
E poi il bando per questi 35 milioni – che arrivano dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc), che ha sostituito il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) – assegnerà preferibilmente denaro ai comuni che si collegano con un unico progetto, alle opere si uniscono a strutture turistiche, a quelle di periferia, senza escludere le piste ciclabili in città». «Vogliamo che si spenda in fretta, pensiamo che entro tre mesi sia tutto pronto per partire – spiega Zorzato – ma soprattutto vogliamo evitare quello che si è visto in troppe parti: un tratto di pista, poi più niente».
Zorzato ha in mente prima di tutto i “grandi tracciati”. «All’estero fanno così da tempo – aggiunge – in Austria si vede come funziona bene le cose, decine di migliaia di ciclisti ovunque su piste protette e sicure: si va in bici da corsa su queste piste». Qui dovrà essere lo stesso, soprattutto puntando a quei turisti “moderni” che si spostano per ville e centri d’arte in bici. Questa gente – sono i conti che fanno in regione Veneto – spende ogni giorno 130 euro contro a testa i 70 di chi soggiorna al mare. E poiché il Veneto ha già un suo master plan per la mobilità su due ruote c’è da attendersi che le amministrazioni comunali si buttino a capofitto per utilizzare questi soldi. E finire subito quei pochi tratti non terminati della Treviso-Ostiglia, la “superstrada ciclabile” (117 chilometri) diventata un mito per molti cicloamatori, ma ancora non perfettamente a punto.
«Vent’anni fa chi chiamavano “piste ciclabili” -. conclude Zorzato – marciapiedi allargati, spesso non protette e nemmeno tanto sicure. Tempi finiti. E soprattutto questi 35 milioni (il bando è fatto ndr) andranno a premiare idee concrete. Basta tempo dei sogni e dei progetti irrealizzabili».
Potranno partecipare al bando gli enti locali e gli enti di gestione dei parchi e delle riserve naturali, in forma singola o associata. Nell’ambito delle risorse disponibili i contributi saranno assegnati nella misura massima del 90% della spesa ammissibile. Sono ammissibili al finanziamento interventi per la realizzazione di piste ciclabili in aree di pregio ambientale e culturale; in aree periurbane per collegare i centri minori con i capoluoghi e i centri di servizio; in aree urbane per collegare le zone residenziali con le aree destinate all’istruzione e ai servizi ovvero favorire lo scambio intermodale tra la bicicletta e le altre forme di trasporto pubblico e privato.

Adriano Favaro

 

MESTRE – Meno incassi dei park, tagliati i percorsi per le bici

Crisi a Mestre per le piste ciclabili: “saltano” il ponte ciclopedonale sul fiume Marzenego all’altezza del Policlinico San Marco e la pista della “Valsugana.” Gli interventi slittano, non si sa a quando. Il problema è che l’Azienda Veneziana della Mobilità anno dopo anno incassa sempre meno con i park a pagamento e siccome è da lì che arrivano i quattrini per le piste ciclabili, occorre eliminare qualche intervento se vuole far quadrare i conti.
È saltata anche la “testa” della pista ciclabile sul ponte della Libertà, una delle opere tanto attese per potere unire in bicicletta la terraferma a Venezia.
Il tratto da via Torino alla zona dei Pili (attualmente utilizzata per parcheggi automobilistici e ultima fermata dei bus prima del ponte della LIbertà) non è stato finanziato dal Comune e quindi in bici si potrà correre solo lungo il ponte, ma sarà impossibile arrivarci senza correre il rischio di essere investiti dal traffico automobilistico.

 

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