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Nuova Venezia – Stop ai lavori del bacino di Caldogno

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

ott

2014

Trovati reperti archeologici, la Soprintendenza ferma il cantiere anti alluvioni. Domani visita di Zaia

VICENZA – La Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto ha sospeso i lavori di realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno, nel Vicentino. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati rinvenuti dei resti romani proprio all’interno del cantiere: in un’ampia zona del perimetro del bacino sono affiorati vasti strati di terriccio di colore carbone, laterizi e alcune pietre che sembrano risalire all’età romana. Un cittadino, passeggiando all’interno del cantiere di scavo, si è immediatamente reso conto dei ritrovamenti e ha avvisato la Soprintendenza. Sul posto si è recato nei giorni scorsi anche in funzionario di zona della Soprintendenza archeologica, che ha confermato i ritrovamenti dando precise disposizione per la protezione dei luoghi. Nei prossimi giorni si terrà un vertice, in municipio a Caldogno, con i rappresentanti della Regione, del Comune e dell’impresa che sta realizzando i lavori. Probabilmente si consentirà la prosecuzione degli scavi in area diversa dal luogo dei ritrovamenti archeologici, che abbisognano di un periodo di rilievo sul posto. Il piano ipotizzato d’intesa con la Soprintendenza prevede la perimetrazione dell’area archeologica, la generale pulizia del sito, la mappatura dei reperti e la loro protezione con sistemi in geotessuto, sabbia e barriere di terra. In una seconda fase si procederà allo studio dei reperti. Solo al termine di questa seconda, ipotizzata per il mese di dicembre, si potranno riprendere i lavori a condizione che i rinvenimenti archeologici non siano di straordinario rilievo. Il bacino di Caldogno è la principale tra le opere post alluvione 2010 decise dalla giunta regionale guidata da Luca Zaia. Costa 40 milioni di euro ed ha una capacità di invaso pari a 3.8 milioni di metri cubi. I lavori per la sua realizzazione sono iniziati nell’ottobre 2013 ma sono al 20 per cento della loro realizzazione. Nei mesi scorsi, infatti, si è reso necessario modificare il cronoprogramma a causa del rinvenimenti di discarica di inerti, livelli di arsenico al di sopra del consentito ed altri veleni (tra cui piombo, cadmio e zinco). Una bonifica da 600 mila euro si è resa necessaria in un’altra zona del cantiere, ritardando così di altri tre mesi i lavori. Il governatore del Veneto sarà in sopralluogo domani mattina a Caldogno.

(d.f.)

 

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