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IL DIRETTORE

Caro direttore, la domanda che ci si fa leggendo i resoconti delle cronache sui giornali è: Romea strada assassina? Io preferisco aggiungerne un’altra: chi sono i veri killer? Nell’ennesimo incidente mortale in Romea, un altro angelo è finito in cielo. Eppure il cielo è già pieno di angeli, non c’era bisogno che vi si aggiungesse la piccola Lucia. E la rabbia sale, tante e tante volte abbiamo denunciato la pericolosità di quella strada e chiesto interventi risolutori per porre fine a questa mattanza. Si chiariranno le dinamiche dell’incidente, si tratti di tragica fatalità o altro non importa. Il fatto fondamentale è che siamo ancora una volta davanti allo strazio di famiglie distrutte alle quali va il nostro abbraccio solidale. Non chiamiamola però strada assassina, è improprio, i veri assassini sono coloro che sono rimasti insensibili, sordi e inerti negli anni, le non decisioni nella messa in sicurezza di questa strada che miete decine e più vittime all’anno deve ricadere sulle coscienze dei politici e amministratori. La Romea è una arteria inadeguata per il traffico intenso e aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni; nell’immediatezza, in attesa di risoluzione, siano almeno potenziati i controlli di velocità con l’impiego degli organi preposti alla sicurezza stradale. Si opti per un risparmio di vite umane senza anteporre interessi personali.

Pierina Guerra AIFVS Venezia

 

La piccola Lucia è solo l’ennesima vittima di una situazione che per la strada Romea è da anni denunciata da più parti. Lei, gentile signora, ha ragione: quanti morti dovremo ancora vedere perché si metta in sicurezza un’arteria stradale che evidentemente non è più all’altezza (ma da tempo purtroppo è così) di sopportare la quantità di auto e di camion che quotidianamente la percorre rendendola davvero strada ad altissimo rischio per impatti che troppo spesso sono mortali. La scelta di obbligare tutti (attraverso i necessari deterrenti) a moderare la velocità sarebbe già qualcosa. In attesa di vedere a chi tocca occuparsene dal punto di vista strutturale dal momento che, anche davanti all’ultima tragedia, abbiamo assistito ai soliti rimpalli.

p.fiorani@nuovavenezia.it

@FioraniP

 

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