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IL CASO – Dopo il ricorso al Tar

Un «irresponsabile capriccio». È così che viene bollato dall’associazione “Poveglia per tutti” il ricorso al Tar presentato da Brugnaro, patron di Umana Spa e della Reyer, sull’isola di Poveglia. Il ricorso, presentato il 23 settembre scorso, è volto anche a comprendere le motivazioni che hanno portato il Demanio a definire «non congrua» l’offerta di 513mila euro per i diritti sull’isola. Fatto che l’associazione aveva vissuto come una vittoria, poiché in tal modo l’isola sarebbe rimasta ai veneziani e non avrebbe ricevuto speculazioni da parte di nessuno.

«Ci ha sorpreso non poco vedere dichiarato da Brugnaro che per lui attendere anche sei anni per una sentenza sul perché sia stata rifiutata la sua offerta non sono un problema – fa sapere il presidente dell’associazione, Giancarlo Ghigi – perché per isola e comunità lo è». Altri anni senza provvedere ad un minimo di risistemazione, secondo gli associati, sarebbero funzionali solo alla perdita di tempo per avviare pratiche che differenzino l’isola dal contesto in cui si trova, cioè resort di lusso e monocultura turistica.

Il direttivo dell’associazione non si è perso d’animo e ha fatto sapere come si stiano accelerando i contatti per ottenere una concessione demaniale, al fine di evitare ulteriori ritardi nella risistemazione dell’isola di Poveglia.

Nel frattempo l’isola continua ad essere oggetto delle attenzioni mediatiche, essendo stata oggetto anche dalla trasmissione televisiva “Next”, della Rai, per una puntata sulla privatizzazione dei beni pubblici e processi partecipativi gestiti dalla comunità.

Nel corso della mattinata di ieri, il direttivo ha anche incontrato un gruppo di americani a caccia di fantasmi a Poveglia. La risposta del presidente Ghigi è stata: «Gli unici fantasmi riapparsi in questo posto sono le coscienze dei veneziani che si sono risvegliate».

Tomaso Borzomì

 

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