Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Donadel (Mira Fuori dal comune) accusa la Regione che impone i Consigli di bacino dove comanderà Venezia

«La Regione sulle gestione dei rifiuti commissaria i Comuni veneti. Mira deve opporsi a questa logica che va contro l’autonomia dei territori». Mattia Donadel capogruppo in consiglio comunale della civica “Mira fuori dal comune” annuncia una battaglia a suon di interpellanze iniziando dal Comune di Mira e poi estendendo la protesta agli altri comuni dell’area. «Sui rifiuti – avverte Donadel – i Consigli Comunali di tutto il Veneto rischiano di essere letteralmente estromessi da ogni decisione: se un Comune come Mira vuole passare al “porta a porta”, oppure decidere di portare i propri rifiuti in un impianto piuttosto che un altro, o ancora entrare nel merito del piano finanziario, non potrà più farlo in autonomia come avviene ora». Al centro della protesta la “convenzione tipo” predisposta dalla Giunta Regionale e che i Comuni veneti devono approvare entro il 10 novembre per poter costituire i Consigli di Bacino. Il consiglio di Mira approverà la delibera la prossima settimana. Di fatto, con l’approvazione, tutte le prerogative che prima stavano in capo ai Consigli Comunali vengono trasferite all’assemblea di bacino, nella quale ogni singolo Comune è rappresentato dal sindaco o da un suo delegato con peso proporzionale al numero di abitanti. «In questo modo – spiega Donadel – tutto quanto riguarderà la gestione dei rifiuti verrà deciso da Venezia e poi dalla Città Metropolitana, alla faccia del federalismo. Inoltre, con tutti i vincoli economici e il taglio dei trasferimenti, è un vero e proprio “commissariamento” dei Comuni. A questo punto è ora che i “manovratori di turno” gettino definitivamente la maschera: chiudano baracca e burattini, e ci mandino tutti a casa, sindaci compresi».

(l.gia.)

 

SANTA MARIA DI SALA – Per Carolo (M5S) il Consiglio di Bacino sostituisce un ente che era stato abolito

«Nasce un nuovo carrozzone per i rifiuti»

«Il solito inutile ente, i cui costi ricadranno sulla collettività». Schierato il Movimento Cinque Stelle dei comuni di Riviera e Miranese, in merito a ciò che sta nascendo nella provincia di Venezia. Un nuovo ente, il Consiglio di Bacino «Venezia Ambiente», per la gestione unitaria e integrata dei rifiuti urbani sull’intero territorio regionale. Un ente che prevede l’aggregazione dei 44 comuni veneziani più uno, Mogliano Veneto. Tra i 44 c’è anche Santa Maria di Sala che nella seduta consiliare del 20 ottobre ha approvato il testo della convenzione per la costituzione del Consiglio di Bacino. Fin qui poco male, se non fosse che il nuovo ente andrebbe a sostituirne un altro che proprio la normativa statale aveva abolito, la AATO Ambiente, Autorità d’Ambito per la Gestione dei Rifiuti Urbani. Lo sostiene la consigliera Rossella Carolo (M5S) che ricorda pure la sentenza della Corte Costituzionale del 2011 che ribadisce “la piena facoltà dello Stato di disporre la soppressione delle Autorità d’Ambito”. «Non tutti sanno che questo ente nasce dall’abolizione di un suo simile (legge 26 marzo 2010 ndr) che lo Stato ha ritenuto inutile, demandando alla Regione di delegarne le funzioni – spiega la Carolo -. La Regione non ha fatto altro che replicare la vecchia abolita AATO con la stessa struttura, gli stessi organi istituzionali, le stesse funzioni ma soprattutto gli stessi costi, facendo resuscitare l’AATO sotto le mentite spoglie di un nuovo ente locale, in violazione delle normative statali sulla riduzione dei costi e di contenimento delle spese negli enti locali». E il consiglere M5S di Scorzè aggiunge che «la regolamentazione di questo nuovo ente contiene la stessa illegittima disposizione sui criteri di finanziamento dei costi. Quello al Consiglio di Bacino è un contributo illegittimo (0,60 centesimi all’anno per abitante), come già da noi denunciato nelle varie interpellanze, e costerà ai cittadini della provincia 500 mila euro. Sono soldi buttati via». Il sindaco salese Nicola Fragomeni risponde, però, che «è un provvedimento necessario».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui