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Gazzettino – Un Mose per 3 commissari

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

31

ott

2014

La decisione rimessa al prefetto di Roma. Il Consorzio: i cambiamenti ci sono stati

Ora la “palla” passa al prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Sarà lui a decidere chi andrà a guidare il Consorzio Venezia Nuova dopo l’avvio della procedura di commissariamento decisa dall’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. La decisione è attesa nell’arco di una decina di giorni e potrebbe riguardare la nomina da uno a tre commissari (vista la monumentalità dell’opera) così come suggerisce l’articolo 32 del decreto legge 90. Ma prima delle scelte, vi saranno altri passaggi istituzionali come la presentazione della “memoria” dell’attuale dirigenza del Consorzio Venezia Nuova all’Anac che dovrà pervenire entro e non oltre domani, sabato, terzo giorno utile dall’avvio del provvedimento, come prevede la norma.
E proprio a questo documento di “osservazioni” sta lavorando il direttore generale del Consorzio Venezia Nuova, Hermes Redi, che, all’indomani della “notifica” dell’Anac era stato addirittura indicato come un possibile “commissario”. «Smentisco categoricamente questa ipotesi – conferma – Io non ho il ruolo né la capacità e tantomeno l’interesse a svolgere questo compito. È bene che sia una “persona terza”». Ma che la matassa non sia facile da sbrigliare lo dimostra anche l’imbarazzo con il quale il Consorzio Venezia Nuova ha accolto la decisione di Cantone. «È la prima volta che viene messo in atto un provvedimento come questo – rivela Redi – Noi non possiamo che adeguarci alle richieste dell’Anac. Abbiamo incontrato Cantone a Venezia nel luglio scorso. Dopo questo provvedimento stiamo oggettivamente navigando un po’ a vista».
Lo staff del Consorzio tiene a fare un bilancio della situazione sottolineando quanto è stato fatto in quest’anno e mezzo di nuova gestione dell’ente concessionario. «C’era stata chiesta discontinuità e c’è stata – sottolinea Redi – al di là di quanto dice l’Anac che si è ritenuta non soddisfatta dei cambiamenti attuati e che quindi ha scelto il commissariamento. Ma va detto che, al di là del nuovo assetto del Cvn, abbiamo ritirato le deleghe a quei dirigenti compromessi con l’indagine sul “sistema Mose”; abbiamo chiuso tutti i contatti estranei al “core business” del Consorzio; abbiamo assunto un atteggiamento di trasparenza con la città che prima non esisteva e abbiamo dato una sterzata poderosa ai lavori con la posa di tutti i cassoni alle bocche di porto (35 cassoni a Treporti, Lido, Malamocco e Chioggia) e ci stiamo accingendo alla sistemazione delle paratoie (78 nuovi impianti). Il Mose deve essere finito».
E mentre il Consorzio rivendica la propria due diligence, dall’Autorità nazionale anticorruzione giungono ulteriori dettagli sulle procedura. Dopo la ricezione della “memoria” da parte del Consorzio a Cantone, ci vorrà all’incirca una decina di giorni affinché il prefetto di Roma, titolare per competenza territoriale in quanto la concessione dei lavori al Cvn è stata firmata al Ministero dei Trasporti, possa esprimersi e indicare il nome del commissario. Ma non è escluso, come prevede la norma, che si possa arrivare fino al numero di tre commissari, circostanza ritenuta possibile per l’ampiezza e la “monumentalità” di un’opera commissariata come quella del Mose che non subirà alcuno stop continuando a svolgere il completamento delle dighe mobili. Chi saranno i commissari è ancora difficile dirlo, ma l’Anac fa sapere che si tratterà di persone con conoscenze in materia e che quindi sapranno affrontare la questione in stretta relazione con il management del Consorzio Venezia Nuova dando così continuità all’intervento per la salvaguardia di Venezia.

Paolo Navarro Dina

 

A ROMA – Oggi consiglio direttivo per un nuovo assetto

IL DIRETTORE DEL CONSORZIO «Il commissario? Abbiamo una “memoria” sulle attività e sulla nostra trasparenza»

Cvn: «Pronti a collaborare»

LA POLITICA – Il Pd: «Fiducia a Cantone, una pagina vergognosa»

La “memoria” da inviare a Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione è praticamente già pronta. E tutto nei tempi. Il decreto 90 parlava della possibilità che gli enti in via di commissariamento possano presentare le “loro” osservazioni nell’arco di tre giorni. E questo è stato fatto. Ora non resterà che aspettare le decisioni del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che per competenza territoriale, visto che gli atti delle concessioni sono stati stipulati al ministero dei Trasporti, scelga il commissario con un massimo di tre per la “gestione” del Consorzio Venezia Nuova.
«Sarà una memoria ad explicandum e non ad opponendum – spiega in latino il direttore generale del Cvn, Hermes Redi – C’è tutta la volontà di collaborare con l’Autorità nazionale anticorruzione perchè come nuova dirigenza non abbiamo nulla da nascondere». E oggi, a Roma, ci sarà la ratifica ufficiale delle “osservazioni” del Cvn all’Anac durante una seduta del consiglio direttivo dell’ente concessionario che sarà chiamato sostanzialmente a passare il testimone all’Anac e da questo al prefetto di Roma per il commissariamento. «Al di là di tutto – sottolinea il direttore Redi – nel nostro carnet ci mettiamo un anno e mezzo di lavoro e di trasparenza nelle operazioni che abbiamo condotto come ente concessionario. Non sappiamo quello che potrà succedere d’ora in avanti, ma posso senz’altro smentire quelle voci che mi vorrebbero commissario. Non è nelle mie corde e non credo sia una buona idea. Credo vi debba essere una “persona terza” in grado di coordinare il lavoro. Il Mose va finito».
Una situazione senz’altro delicata anche perchè nella sede dell’Arsenale si attendono le mosse dell’Anac prima di capire come verrà superata questa fase della vita del Cvn. «Non c’è dubbio – confessa il direttore – che stiamo navigando a vista. Ci adegueremo alle norme e alle regole che ci verranno dettate dall’Autorità di Cantone». Ma nonostante la burrasca il Consorzio sottolinea quanto è stato fatto finora: «Ci siamo attenuti alle nuove regole, poste con forza dal dopo Mazzacurati – aggiunge Redi – dando veri e propri segnali di discontinuità. É stata modificato lo staff dirigenziale; sono state ritirate quelle deleghe ai dirigenti ritenuti non adeguati; abbiamo provveduto ad eliminare tutti quei contatti estranei al “core business” del Consorzio. Infine, non ultimo, abbiamo esercitato il valore e il senso della trasparenza come mai prima».

Paolo Navarro Dina

 

E ora arrivano anche le preoccupazioni per i lavoratori. Se ne è fatto interprete Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale della Federazione della sinistra veneta (Fds). «Non siano i lavoratori a pagare le conseguenze del sistema Mose – sottolinea in un’interrogazione presentata a Palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale del Veneto – in particolare, alla decisione della Mantovani di sdoppiare la Palomar Srl e costituire una nuova società, la Palomar Sistemi, senza fornire garanzia alcuna sulla continuità lavorativa e sul mantenimento dell’occupazione nel sito di Porto Marghera».
Ma al di là dei destini di una delle aziende legate al Mose e al Consorzio Venezia Nuova, Pettenò sottolinea il momento delicato per i lavoratori impiegati nelle opere pubbliche per la salvaguardia di Venezia. E oltre all’esponente Fds, interviene anche Alessandro Coccolo, responsabile Infrastrutture Pd metropolitano.
«Massima fiducia nei confronti del Presidente Cantone – sottolinea – Bisogna chiudere una delle pagine più vergognose della storia italiana e costruire da subito un nuovo modello di gestione per le opere di salvaguardia della Laguna e quindi anche per il Mose. A questo proposito, una volta superato definitivamente il concessionario unico, si può pensare all’istituzione di una nuova Società guidata da un management di alto profilo, che sotto controllo pubblico svolga la funzione di soggetto di riferimento per reperire le risorse per la manutenzione delle opere e gestirne la messa in gara. Inoltre, va istituito quanto prima l’Osservatorio per il Paesaggio lagunare al fine di valorizzare efficacemente le specificità ambientali e socio-economiche della Laguna veneta».
Infine sono intervenuti sulla vicenda anche Antonino Pipitone e Gennaro Marotta, consigliere regionali Idv: ««Esprimiamo la nostra più grande soddisfazione per questo provvedimento. Lo abbiamo invocato più e più volte, fin dai primi giorni dello scandalo Mose, anche con una lettera a Renzi. Siamo stati, se non gli unici, tra i pochissimi a chiederlo con chiarezza. Ed ora lo ribadiamo: è un gesto importante, nell’interesse dei cittadini e dell’imprenditoria onesta. Non si poteva rimanere nell’ambiguità. Il commissariamento del Cvn è la decisione più corretta».

(p.n.d.)

 

IL DIRETTORE – Redi: ritirate le deleghe ai manager compromessi

Oggi il direttivo Cvn prepara la difesa, pronte le carte da inviare a Cantone

Oggi consiglio direttivo del Consorzio Venezia Nuova. Il massimo organo dell’ente concessionario dei lavori alle bocche di porto si riunirà attorno a mezzogiorno a Roma. Compito del Consiglio sarà quello di approvare il documento (la “memoria”) da inviare al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione per sottolineare l’opera di trasparenza e le attività messe in cantiere con il cambio della guarda dalla gestione Mazzacurati travolta dallo scandalo Mose e quella dell’attuale presidente Mauro Fabris. Il consiglio direttivo è composto da undici rappresentanti delle aziende e imprese che compongono il Cvn

 

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