Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Caro direttore, siamo sicuri che Venezia sia solo una? O si moltiplica all’infinito come in un gioco di specchi dove non si coglie il confine tra la realtà la sua immagine? Venezia è sempre più «una, nessuna e centomila». Riflessa negli occhi di chi la vede come una brochure turistica o in quelli esasperati di chi la vive quotidianamente e con sempre più difficoltà. Venezia dei dibattiti infiniti sui suoi mille problemi irrisolti e forse irrisolvibili. Risorsa infinita per operatori di infiniti settori o città della Cultura? Venezia città degli Studi o Museo ininterrotto, chiuso e aperto? Fonte di ispirazione artistica inesauribile o bivacco temporaneo per masse di famelici cultori del turismo a tutti i costi? E con tutti i mezzi. Venezia che «stinks» (puzza) come dicono gli inglesi che tanto l’adorano. Venezia dei grandi eventi e Venezia dei sacchetti della spazzatura lacerati da voraci gabbiani sospinti dalla fame, scacciati dall’inquinamento dal loro habitat naturale. Quante Venezie? Tante, forse persino troppe. Eppure Venezia è universalmente riconosciuta come Unica. Unica. Suona decisamente beffardo questo aggettivo. Talmente Unica da essersi frammentata in una miriade di immagini che la stanno sommergendo. Mi piacerebbe ritrovarla in una mattina di sole un poco più felice, pulita, meno rassegnata, meno occupata dalle tante risorse che se la contendono. Aspettate, risorse, all’ingresso. Pulitevi le scarpe, fate silenzio, versate un centesimo per la sua manutenzione (gioiello inestimabile e sottostimato) e godetevi il panorama senza offuscarlo, respirando piano in modo che il vapore dell’alito non intacchi la bellezza dei secoli e l’oro della storia.

Mariagrazia Gazzato Mirano Venezia

 

Mesi difficili per Venezia senza una guida politica, mesi drammatici per gli scandali che la lacerano e la lasciano in balìa degli eventi. La città sembra, da un lato, impermeabile a tutto con la sua bellezza che toglie il fiato; dall’altro pare chiedere con l’ultimo filo di voce: non fatemi morire soffocata. Gentile lettrice, vorrei che per questa città speciale, che non ha eguali nel mondo, ci fosse finalmente una specialissima soluzione che la salvi. Forse anche da chi, adorandola, non la sa difendere.

p.fiorani@nuovavenezia.it

@FioraniP

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui