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Nuova Venezia – Mose, altri due big patteggiano

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

6

nov

2014

Il giudice: all’ex generale delle Fiamme gialle Spaziante quattro anni, al finanziere Meneguzzo due anni e mezzo

VENEZIA – L’ex generale e vice comandante della Guardia di Finanza Emilio Spaziante e l’ex amministratore delegato della vicentina «Palladio Finanziaria» Roberto Meneguzzo, imputati a Milano per l’inchiesta sul Mose, hanno patteggiato la pena rispettivamente di 4 anni di reclusione con una confisca di 500 mila euro e a 2 anni e mezzo. Entrambi sono accusati di concorso in corruzione. I patteggiamenti di Spaziante e Meneguzzo sono state accolte ieri dal giudice di Milano Chiara Valori, che invece ha respinto l’istanza avanzata dal ministero dell’Economia e delle Finanze di essere parte civile. L’ex generale e l’ex ad della Palladio, che con il patteggiamento escono dal procedimento, sono imputati assieme a Marco Milanese, l’ex braccio destro di Giulio Tremonti (che ha scelto il rito ordinario e di cui l’udienza è stata rinviata dal Tribunale milanese all’8 gennaio), nell’ambito del filone di indagine trasmesso lo scorso giugno dalla procura di Venezia a quella di Milano. Al centro di questa tranche di indagine ci sono due episodi di corruzione. Nel primo, secondo l’accusa, Milanese sarebbe stato il destinatario di una mazzetta da 500 mila euro che il Consorzio Venezia Nuova, allora presieduto da Giovanni Mazzacurati, gli avrebbe fatto avere attraverso Meneguzzo. Lo scopo della dazione era di far sì che nelle decisioni del Cipe entrasse la voce Mose per avere nuovi stanziamenti pubblici. Il secondo episodio contestato ha al centro un’altra presunta tangente da 500 mila euro, contro una promessa di 2,5 milioni, che sarebbe stata versata sempre da Mazzacurati e sempre tramite Meneguzzo, per corrompere Spaziante in modo che intervenisse sui finanzieri di Venezia per addomesticare le verifiche fiscali in corso al Consorzio e alla Mantovani. Il mezzo milione di euro confiscati a Spaziante sono l’equivalente del prezzo della corruzione contestata. Nessuna confisca invece a Meneguzzo in quanto, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto solo un ruolo di mediatore senza, quindi, intascare denaro. Sempre ieri, intanto, è slittata l’audizione dell’ex ministro Altero Matteoli di Forza Italia in Giunta per le Immunità del Senato su richiesta del parlamentare di Ncd Andrea Augello. La Giunta avrebbe dovuto ascoltare Matteoli, indagato per corruzione nell’inchiesta sul Mose, ma Augello, per il protrarsi dei lavori d’aula aveva chiesto un rinvio. La richiesta è stata accolta e l’audizione rinviata alla prossima settimana. In Consiglio regionale, infine, il capogruppo di Italia dei Valori Antonino Pipitone si chiede: «Non so se ci sia qualche appiglio. Ma mi auguro che Cantone lo trovi». Auspica che, nelle pieghe del commissariamento del Consorzio Venezia Nuova, l’Autorità Anticorruzione trovi qualche grimaldello giuridico per bloccare la buonuscita da 7 milioni di euro per Mazzacurati.

(g.c.)

 

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