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«È come ci fosse una tangenziale sopra il Colosseo. Sono certo che esistano soluzioni alternative e a minor impatto per l’ecosistema lagunare. Ma il progetto del canale Contorta non mi pare uno di questi». È lapidario, il regista Gabriele Muccino, sul tema grandi navi: ieri ha consegnato al Governo, nelle mani del segretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni una petizione di 102 mila firme lanciata su Change.org, la più grande piattaforma globale di attivismo online che chiede l’allontanamento dei grattacieli del mare da Venezia. «Salvare Venezia dalle grandi navi è prima di tutto un atto di amore: l’Italia deve dimostrare di volersi bene, il mondo ci guarda e ha paura per Venezia» dice Muccino.

Sulla stessa linea il sottosegretario Borletti Buitoni, che chiede che le istituzioni facciano uno sforzo per decidere quale sarà il futuro di Venezia e programmino adeguatamente i flussi turistici e gli ingressi in laguna con la massima attenzione, tenendo conto di quanto la città sia antica e fragile.

«Bisogna scegliere tra le diverse alternative – ha detto il sottosegretario – è necessario che si usi un metodo trasparente e comprensibile a tutti. Personalmente ritengo dovremmo optare per quella che metta insieme il minor impatto ambientale possibile e le migliori prospettive di ricaduta sull’economia locale. Le soluzioni sono sul tavolo, ora serve la volontà politica di prendere una decisione”.

(r.v.)

 

VENEZIA – Il regista Muccino consegna 102mila firme al Governo contro le grandi navi

L’INIZIATIVA – La petizione consegnata al Governo dal regista Gabriele Muccino. Critiche per l’ipotesi Contorta

Grandi navi, 102mila “no” sul tavolo

Lanciano l’appello per una decisione “in tempi rapidi e con metodo trasparente e comprensibile”

Sulla vicenda grandi navi scende in campo anche il regista Gabriele Muccino, che ieri ha consegnato oltre 102mila firme al sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni. Muccino, che ha organizzato la petizione su Change.org, la più grande piattaforma globale di attivismo online, da tempo ha manifestato la propria sensibilità per i temi lagunari, e oggi rincara la dose: «La nostra battaglia continua, vogliamo soluzioni alternative e più rispettose della città: c’è una cacofonia incredibile tra una fragile città in miniatura come Venezia e questi bisonti dei mari che la sovrastano. È come ci fosse una tangenziale sopra il Colosseo. Sono certo che esistano soluzioni alternative e a minor impatto per l’ecosistema lagunare. Ma il progetto del canale Contorta non mi pare uno di questi. Salvare Venezia dalle grandi navi è prima di tutto un atto di amore: l’Italia deve dimostrare di volersi bene, il mondo ci guarda e ha paura per Venezia».

Ilaria Borletti Buitoni invoca la necessità di decidere al più presto, programmando con attenzione i flussi turistici nella Laguna: «Non voglio entrare nel merito, ma bisogna prendere una decisione con un metodo comprensibile e trasparente. Vigilerò: sono rimasta colpita dalla serietà e dall’impegno scientifico della protesta. I tempi sono stretti, l’importante è optare per l’alternativa che metta insieme il minor impatto ambientale e le migliori prospettive di ricaduta sull’economia locale. Qualcuno resterà scontento, ma la salvaguardia mi pare un valore predominante».

Nel frattempo Marco Zanetti e alcuni militanti del Pd hanno scritto al Commissario Vittorio Zappalorto di chiedere al Ministero dell’Ambiente l’attivazione di una “inchiesta pubblica” nell’ambito della valutazione di impatto ambientale del Contorta. Si tratta di un passaggio istruttorio che consiste in un esame – in pubblico – dei pareri e delle ossservazioni pervenute. Analogamente si dovrebbe procedere per gli altri progetti presentati in Via. Anche l’ex consigliere Marta Locatelli (civica 2015) invita il commissario a farsi carico entro fine 2014 di creare un regolamento preciso e concordato con Autorità portuale che possa determinare le nuove regole di accesso delle grandi navi, visto i numeri eccezionali di arrivi previsti per il 2015: Expo, Biennale.

 

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