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Gazzettino – Mose salvo, ecco i soldi per ultimarlo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

nov

2014

LAVORI PUBBLICI – Boccata d’ossigeno per il Consorzio. In calendario anche la Valdastico Nord

Braccio di ferro alla riunione preparatoria del Cipe, poi inserita la tranche mancante di 400 milioni

Dopo un anno di “digiuno” finanziario, il Mose torna a vedere i 400 milioni che servono al completamento della struttura a dighe mobili che dovrà “salvare” Venezia dalle acque alte come quelle che la stanno colpendo in questi giorni (oggi sono previsti 130 centimetri, quasi metà della città sott’acqua).
Ieri la riunione preparatoria del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che si svolgerà lunedì ha inserito all’ordine del giorno la tranche che mancava e che lo scorso anno era stata depennata all’ultimo momento dalla Legge di stabilità 2014. Una boccata di ossigeno anche per il Consorzio Venezia Nuova, che era stato costretto a contrarre un mutuo da 800 milioni con la Bei per supplire alla discontinuità dei flussi finanziari dallo Stato.
Le cose, tuttavia, non si sono svolte così tranquillamente come si potrebbe pensare, perché si è seriamente rischiato di rinviare il completamento dell’opera di molti mesi a causa del meccanismo automatico di tagli lineari adottato dal Governo. Nella riunione è emerso che, per una differenza eccessiva tra la situazione di cassa e la previsione di bilancio statale, lo stanziamento doveva subire una decurtazione di 27 milioni. Ma non è tutto, perché nei documenti della riunione, i tecnici del ministero delle Infrastrutture avevano predisposto anche uno schema degli interventi da rallentare. Tra questi c’erano anche le voci “impianti alle bocche di porto” e “verifiche propedeutiche all’avviamento e gestione delle barriere”. Quando ha letto queste cose, l’assessore Regionale al Bilancio, Roberto Ciambetti (presente in riunione, dove è riuscito a mantenere in calendario anche l’autostrada Valdastico Nord) è sbottato: «E allora dite che bloccate tutto!».
Dopo le sue insistenze, questi punti sono stati reinseriti tra gli interventi finanziabili, sia pure a parità di risorse.
Sulla cifra rimanente esiste comunque una previsione nel disegno di Legge di Stabilità 2015 che riporta lo stanziamento al livello originario. Come è noto, però, si tratta di una misura che potrebbe essere messa sotto attacco dagli emendamenti parlamentari o dello stesso Governo. È accaduto lo scorso anno, quando lo stanziamento per il Mose è poi servito come “bancomat” per finanziare altre cose ritenute evidentemente più fondamentali.
«Per noi – commenta il presidente Mauro Fabris – è una notizia molto importante, poiché vengono effettivamente allocate quelle risorse già previste un anno fa dal Governo e senza riduzioni. Eravamo fermi dall’inizio dell’anno con i pagamenti, a cominciare dalla rata di 129 milioni con la Bei e poi con i lavori di quest’anno che, nonostante la bufera giudiziaria che si è abbattuta sul Mose, non si sono mai fermati».
«Inoltre – aggiunge il direttore Hermes Redi – è importante perché si garantisce il completamento sia con la gestione attuale che con il commissario che nominerà il Governo».

 

Il Cipe sbloccherà altri 401 milioni

Ieri la riunione preparatoria del Cipe che si svolgerà lunedì ha dato di fatto il via libera all’ultimo stanziamento dei 401 milioni necessari al completamento del sistema di dighe mobili.
«Per noi è molto importante – commenta il presidente del Consorzio Mauro Fabris – perché ora saranno resi disponibili tutti i soldi necessari al completamento dell’opera»

 

Mose, entro fine novembre la prova di chiusura al Lido

SALVAGUARDIA Test ieri per 7 paratoie, altre 7 saranno in funzione oggi. I tecnici: «Nessun problema di corrosione»

Entro la fine del mese la bocca di porto del Lido potrà essere completamente chiusa dal Mose.
Le 21 paratoie mobili sono posizionate e funzionanti e in questi giorni di alta marea sostenuta il Consorzio Venezia Nuova sta sperimentando il sollevamento di singole porzioni di barriera per verificarne la funzionalità. Ieri mattina sono state alzate 7 paratoie che non erano state provate nel test di un paio di settimane fa e altre sette saranno provate oggi, con una previsione di marea di 130 centimetri. Al momento, nessun problema di funzionamento è stato rilevato dal Consorzio, che invece intende rispondere ad alcune osservazioni fatte nei giorni scorsi in merito a presunti fenomeni di corrosione salina delle lamiere.
«L’effetto estetico di colorazione delle paratoie – rispondono gli ingegneri – è dovuto al deposito di uno strato di limo e di microorganismi facilmente rimovibile con una spugna o con un getto d’acqua a bassa potenza. Tutte le strutture e gli allestimenti in acciaio delle paratoie – precisano poi – vengono sottoposti a trattamenti anticorrosivi mediante cicli di pitturazione, oltre alla protezione dalle correnti galvaniche con anodi sacrificali».
La stessa protezione che si applica per proteggere le eliche delle imbarcazioni e delle navi.
«Le paratoie – concludono – hanno un rivestimento antivegetativo, che è stato via via migliorato attraverso cicli di sperimentazione di diversi tipi di vernici».
E veniamo alle simulazioni, da tempo effettuate dal Consorzio quando si verificano eventi significativi di acqua alta. I dati che ne risultano erano stati in passato usati per promuovere l’opera, ora costituiscono una sorta di anticipazione, spiegando come la chiusura delle tre bocche di porto tenda a smorzare i picchi delle acque alte restano a livelli prossimi al metro.
«La mattina di mercoledì – si legge nel documento di simulazione – il Mose sarebbe stato chiuso con 100 centimetri a punta della Salute alle 7.50 e sarebbe stato riaperto alle 10.25, evitando il picco di 115.
In serata, con una marea di 21 cm registrata alle 22,, il Mose si sarebbe chiuso a quota 90 attorno alle 19 e si sarebbe riaperto alle 23.25 senza mai far superare i 95 centimetri in laguna.
Nella serata di ieri (110 alle 22.30) le paratoie si sarebbero sollevate alle 21 a quota 100 per essere riaperte alle 23.30».

Michele Fullin

 

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