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Gazzettino – I comuni cella costa all’attacco

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

nov

2014

LA POLEMICA – L’alluvione nel Portogruarese ha riportato alla luce l’estrema la fragilità del territorio. I rappresentanti dei Consorzi di bonifica hanno confermato di non essere in grado di gestire le emergenze di questa natura. Ma non è tutto. Anche il sindaco di San Michele al Tagliamento ha evidenziato diversi problemi. «Gli avvisi del meteo erano incomprensibili e contraddittori».

I DANNI – Nel frattempo è partita la conta dei danni. Il centro disturbi alimentari ha subito un danneggiamento di 200mila euro, mentre ammontano a tre milioni i consumi di energia elettrica legati al funzionamento delle idrovore. Negli ultimi tempi i macchinari sono stati costretti a lavorare intensamente.

DANNI PER MILIONI – Bertoncello: «Problemi di comunicazione nella fase critica, serve il numero unico». Esplosi i costi dell’energia. Resta chiusa scuola di Venezia

MALTEMPO – A Portogruaro il sindaco ammette i disservizi. Il collega di S. Michele: «Avvisi meteo contraddittori»

Alluvione, territorio senza difese

L’emergenza ha messo in crisi i Consorzi di bonifica: «Non siamo in grado di affrontare condizioni così estreme»

Il sindaco di San Michele «Avvisi meteo incomprensibili»

DISASTRO – Il Centro disturbi alimentari ha subito danni stimati in almeno 200mila euro

DIFFICOLTÀ – Problemi di comunicazione nei momenti più critici «Serve il numero unico»

Il diluvio nel Portogruarese costa milioni di euro

Il Consorzio ammette la propria impotenza: «Impianti tarati al massimo per 100 mm/ora di pioggia, non per il doppio»

Il sindaco di San Michele, Pasqualino Codognotto, ribadisce la difficoltà nell’interpretare gli avvisi meteo. «I Sindaci hanno grosse responsabilità per le decisioni da prendere a seguito dei bollettini meteo della Protezione civile regionale – ribadisce Codognotto – ma se queste sono incomprensibili diventa per noi primi cittadini davvero difficile riuscire a gestire le emergenze. Solo nella mattinata mi era arrivato un messaggio di avviso per le condizioni meteo, in cui si presentava il quadro delle previsioni tra monti, Prealpi e pianura, salvo poi proseguire con l’esatto contrario. Insomma serve comunicare con chiarezza, altrimenti oltre a gestire le emergenze ci troveremo in ulteriore difficoltà». «Emergenza rientrata in tutto il Comune – spiega il Comandante della Polizia locale di San Michele, Andrea Gallo – teniamo ancora chiusa la strada sul Cavrato per monitorare il Tagliamento, ma contiamo di riaprirla nelle prossime ore». Restano i danni per il litorale, eroso in un tratto di alcuni chilometri a Bibione e sulla spiaggia di Ponente a Caorle, oltre allo spiaggiato.

(M.C.)

 

«Macchina dei soccorsi in crisi»

Il sindaco di Portogruaro Bertoncello ammette disservizi durante l’emergenza

Qualcosa, nella macchina dei soccorsi, dev’essersi inceppato. È lo stesso sindaco Antonio Bertoncello a dire che ci sono stati dei disservizi legati all’incapacità di «comunicare nell’emergenza». Ieri, in Municipio, si è svolto un vertice tra l’amministrazione comunale, il Genio Civile, il Consorzio di bonifica, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile per capire meglio ciò che è successo nelle prime ore di mercoledì, quando sulla città sono caduti 200 millimetri di pioggia. «Il Consorzio di bonifica – spiega il sindaco – ci ha illustrato i dati registrati sul territorio. Ci hanno spiegato che Portogruaro è stata invasa da 6milioni di metri cubi d’acqua. Su tutto il territorio è come se fosse arrivata addosso la quantità d’acqua del lago di Barcis. Si è trattato di un fenomeno davvero eccezionale, mai registrato negli ultimi 40 anni». Se il motivo dell’alluvione viene dunque imputato alla violenza del fenomeno meteorologico, resta da capire se si poteva avvisare per tempo la popolazione e perché alle molte chiamate di aiuto non siano arrivati, in un tempo ragionevole, le adeguate risposte. «Alle 5 del mattino non era prevedibile quello che è successo poi alle 7. Da quello che abbiamo potuto verificare – continua il sindaco – le chiamate si sono concentrate in pochissimo tempo e in questa situazione i ritardi sono inevitabili. I 15 operai del Comune e gli agenti della Polizia Locale erano tutti impegnati sul territorio. La Protezione Civile ha chiamato i volontari e ha fatto quel che poteva. L’emergenza non è stata sottovalutata ma sicuramente – ammette il sindaco – ci sono stati dei problemi di comunicazione. Le segnalazioni dovrebbero arrivare ad un numero unico, in modo tale da avere un quadro complessivo delle situazioni più critiche e alle quali va data priorità. Nei prossimi giorni, assieme al Consorzio di bonifica organizzeremo degli incontri con i cittadini che giustamente vogliono capire come sono andate le cose». E aggiunge Luca Villotta, coordinatore della Protezione civile comunale: «Sono state impegnate 20 squadre con 63 volontari di Portogruaro. Gli interventi fatti sono stati 62, più altri 89 in affiancamento ai vigili del fuoco».
Intanto, al Centro disturbi alimentari «Casa delle farfalle» è stata fatta una prima stima dei danni, che ammontano a circa 200mila euro. La pavimentazione, i muri, le porte interne e tutti gli arredi al pian terreno, con 9 stanze da letto, cucina e sala ricreativa, sono stati danneggiati. Il responsabile del Centro, Pierandrea Salvo e i suoi collaboratori anche ieri hanno lavorato per cercare di recuperare prima possibile ciò che serve a proseguire le terapie alle 9 ragazze in cura: strumentazione medica, computer ma anche tutti gli indumenti finiti sott’acqua. «Serviranno circa tre mesi per poter ripristinare le attività nel Centro».

 

Il nubifragio a Portogruaro costa milioni di euro. L’allarme è rientrato assieme ai corsi d’acqua mentre la popolazione si lecca le ferite. Nessun fine settimana festivo per tecnici e operai ma una nuova perturbazione in vista. «Siamo tutti al lavoro – spiega Sergio Grego, direttore del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale – è la terza nottata consecutiva per il personale». Gli ingegneri hanno costantemente monitorato l’andamento delle quote e il funzionamento delle idrovore dalla sala di telecontrollo, mentre sorveglianti e operai hanno presidiato il territorio per intervenire sulle opere di bonifica in caso di necessità. «La situazione si è gradualmente normalizzata nel corso della notte l’acqua è defluita anche dalle ultime aree ancora allagate». Risultano confermati in circa 200 i millimetri di pioggia dell’evento che ha provocato gli allagamenti. «La Bonifica è stata studiata per gestire 30 mm in un’ora – spiega l’ingegner Grego – abbiamo potenziato il sistema fino a 100 mm, al doppio non arriveremo mai». Insomma servono investimenti per mettere in sicurezza un territorio come il Veneto orientale e fino ad ora solo le amministrazioni di Portogruaro e San Michele al Tagliamento sono riuscite ad investire sulla sicurezza idraulica. Il Consorzio invece ha già provveduto a chiedere alla Regione Veneto i danni subiti dalle opere di bonifica. I primi interventi in corso di attuazione sono di circa 200 mila euro. «Ultima spiacevole conseguenza di quest’annata meteorologicamente difficile – ricorda Grego – è che il conto per il consumo di elettricità necessaria al funzionamento degli impianti idrovori anche quest’anno è stimato in oltre 3 milioni di euro».

Marco Corazza

 

IN RIVIERA DEL BRENTA – Studenti a casa a Vigonovo

A scuola in trattore a Fossò. Genio civile al lavoro per una frana sul Brenta-Cunetta

Mercoledì, in solo sei ore, dalle 12 alle 18, nel territorio della Riviera del Brenta è caduta una media di 100 millimetri di pioggia. A Vigonovo, il paese più colpito dagli allagamenti, addirittura 108 millimetri. Qualcosa meno per i comuni di Dolo, Stra, Fiesso d’Artico, Campagna Lupia, Camponogare e Campolongo Maggiore. Ovunque strade e case allagate, per non parlare dei garage e dei locali sotterranei. Il brutto della questione è che nel fine settimana è prevista una nuova perturbazione. A Vigonovo i Vigili del Fuoco hanno lavorato ininterrottamente per 18 ore pompando l’acqua delle strade in Brenta. Tutte le scuole comunali e gli asili ieri sono rimasti chiusi in base a una ordinanza del sindaco. Nella frazione Sandon di Fossò alcuni genitori impossibilitati a raggiungere la scuola in auto per l’allagamento delle strade hanno invece portato a scuola i loro figli col trattore.
Se ieri mattina il territorio a monte della Riviera del Brenta si è risvegliato con quasi tutte le strade all’asciutto, il problema si è spostato nel territorio a valle, dove le campagne sembrano laghi d’acqua. Gli scoli consorziali che portano l’acqua negli invasi per poi essere pompata in laguna con le idrovore sono quasi tutti straripati. A Sandon, in via Celestia, la zona più colpita. Per l’ennesima volta e tra la disperazione dei residenti sono rimaste allagate una ventina di abitazioni. C’è chi ha avuto all’interno delle abitazioni 50 centimetri d’acqua, nonostante i sacchi di sabbia e le paratie da porre sulle porte siano ormai diventati arnesi di casa. Ieri, solo per citarne alcune, erano ancora allagate via Celestia, via Cartile, via Cornio e via Toscana a Sandon di Fossò; via Cornio, via Goldoni e via Alighieri a Premaore di Camponogara, nonché tutto il lungo tratto di via Sopracornio posto a confine tra i comuni di Campagna Lupia e Bojon di Campolongo Maggiore.
Il Brenta-Cunetta non desta per il momento alcuna preoccupazione, anche se sulla riva interna dell’argine destro le piene di giorni scorsi hanno creato una grossa frana. Il Genio Civile di Padova è già sul posto da ieri mattina per ripararla.

Vittorino Compagno

 

GLI AGRICOLTORI – La Cia striglia i consorzi di bonifica «Si facciano sentire in Regione»

Gli agricoltori della CIA col presidente Paolo Quaggio danno la sveglia ai Consorzi. «I Consorzi di bonifica devono pretendere più risorse e da tempo segnaliamo la loro soggezione nei confronti della Regione. Non sono stati ottenuti fondi sufficienti per la realizzazione di interventi straordinari né adeguati stanziamenti per i lavori di manutenzione. Ci si accontenta della briciole, mentre occorrono grossi investimenti». «Chiediamo un cambio di rotta ai consorzi, perché battano i pugni sul tavolo e ottengano dalla Regione le risorse per la messa in sicurezza del territorio», ribadisce Silvano Borile, responsabile CIA di zona.

 

A VENEZIA – Oggi la ditta dovrebbe finalmente iniziare i lavori alla Renier Michiel

Scuola allagata, studenti a casa fino a lunedì

Ben che vada gli oltre duecento ragazzi della elementare Renier Michiel torneranno a scuola lunedì. Ma tutto dipenderà da quanto tempo ci vorrà per mettere in sicurezza l’edificio interessato da una consistente infiltrazione d’acqua che da una grondaia ha allagato il secondo piano disperdendosi all’interno delle murature. Per questo mercoledì sera i vigili del fuoco, chiamati dai genitori al termine di un’assemblea, hanno deciso di mettere i sigilli riscontrando che l’acqua avrebbe potuto compromettere il funzionamento dell’impianto elettrico e dell’ascensore. Ma la situazione fin dalla mattina era apparsa drammatica, con il pavimento allagato e la pioggia che entrava anche dagli infissi. E non è una novità. Da un mese e mezzo, secondo il preside Salvatore Amato, ci sono problemi quando piove. E immediatamente era stato avvertito il Comune, che aveva mandato i propri tecnici in sopralluogo. Fotografie dei danni ma poi la laconica risposta di mancanza di fondi. E poi continui solleciti della scuola senza esito fino a mercoledì. Ieri i tecnici del Comune sono tornati alla Michiel: la ditta che sarebbe dovuta intervenire era impegnata in un corso di aggiornamento, sarà disponibile solo oggi. L’ipotesi più probabile è che il tubo pluviale sia ostruito, magari da qualche carcassa di volatile. Intanto tutte le classi staranno a casa. E poi si dovranno valutare gli eventuali danni statici, perchè le infiltrazioni d’acqua sulle pareti – spiega il preside – potrebbero aver creato dei problemi ed è necessario appurare che la situazione sia priva di rischi. Non è detto quindi che la ditta oggi sia in grado di concludere il lavoro. «Se dovessero esserci dei ritardi – conclude Amato – cercherò di far in modo che gli studenti della Michiel facciano scuola di pomeriggio alla Dante Alighieri, in modo da non perdere preziose ore di lezione».

Raffaella Vittadello

 

LA PROPOSTA – Un unico soggetto per la pulizia e la divisione delle spese tra tutti i Comuni che si affacciano sui fiumi

Presto vertice dei primi cittadini «Basta, le spiagge non sono una discarica»

Sindaci della costa all’attacco: «La rimozione di rifiuti e detriti non può essere solo a carico nostro»

JESOLO – Erosione e rifiuti spiaggiati, le spiagge veneziane chiedono aiuto. Per questo ieri mattina il presidente di Federconsorzi Jesolo ha incontrato il sindaco di San Michele, Pasqualino Codognotto, coordinatore dei sindaci della costa veneziana. Sul tavolo della discussione tutte le questioni legate ai danni causati in tutto il litorale veneziano dal maltempo degli ultimi giorni. Argomenti che i sindaci affronteranno nella prossima riunione programmata al massimo entro la fine di novembre. Anche perché nelle spiagge comprese tra Punta Sabbioni e Bibione sono spariti migliaia di metri cubi di sabbia, 70 mila solo a Jesolo. In compenso sono comparse tonnellate di rifiuti. «La cui rimozione non può continuare ad essere a carico delle località balneari – ha chiosato Cattai – le spiagge veneziane non sono la discarica del Veneto: la spesa per la rimozione di questi rifiuti deve essere divisa tra tutti i comuni affacciati nei vari fiumi. Nel nostro caso abbiamo anche chiesto che venga individuato un unico soggetto per compiere le pulizie: il Comune può intervenire solo sulla battigia e non sul resto. Perché non individuare un unico soggetto? Noi siamo disponibili, ovviamente con un contributo». L’altra questione affrontata riguarda i danni provocati dalla mareggiata. «Al momento non c’è una stima di danni, anche perché dobbiamo considerare che alcune località hanno iniziato la scorsa stagione in ritardo proprio perché l’arenile non era stato ripristinato in tempo – aggiunge Cattai -. C’è dunque la necessità di intervenire a livello immediato e per questo abbiamo chiesto di sostenere, in Regione, la nostra proposta di movimentare una maggiore quantità di sabbia da una parte all’altra della spiaggia: quella eccedente può essere utilizzata nei tratti dove invece manca». E se inevitabilmente è già iniziata la partita dei costi per il prossimo ripascimento, fondamentale per garantire la regolarità della prossima estate, gli operatori chiedono anche un intervento definitivo. «È indispensabile pensare nel lungo periodo, soprattutto a livello strutturale – conclude Cattai -. Per fine mese si conosceranno gli esiti dello studio elaborato dall’Università di Padova per proteggere la costa. Dopo tante parole, ci aspettiamo delle risposte concrete».

Giuseppe Babbo

 

MESTRE – Un allagamento nello scalo di Melzo manda in tilt la circolazione sulla linea Milano-Venezia

Maltempo, dimezzati i treni per i pendolari

MESTRE – La linea Venezia-Milano subirà per circa una settimana gravi disagi dovuti al maltempo. A Melzo, in Lombardia, è stato allegato lo scalo e l’acqua ha bruciato alcune centraline che servono ad alimentare la rete ferroviaria che collega il Nordest con il capoluogo lombardo. Così dalle 22 di mercoledì la circolazione ha cominciato a rallentare. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti per ripristinare l’infrastruttura, ma data l’entità dei danni riportati, i lavori proseguiranno per tutta la settimana. Ieri i treni in transito sulla linea hanno registrato ritardi con punte fino al massimo di un’ora.
L’effetto più grave è la riprogrammazione dell’offerta commerciale del trasporto regionale, ovvero dei treni dei pendolari. È stata decisa una riduzione del 50 per cento, un vero dimezzamento, mentre le Frecce non saranno intaccate dal taglio.
Intanto l’emergenza in Italia continua. Ancora un morto, e sono otto in due mesi: il maltempo e soprattutto le disastrate condizioni del territorio italiano continuano a fare vittime. L’ultima è un giardiniere di 36 anni rimasto incastrato in una pala di un mulino a Crema mentre stava tentando di aprire una chiusa per far defluire l’acqua. E se per le prossime ore è prevista una tregua, già in serata una nuova perturbazione atlantica raggiungerà il nord ovest, colpendo zone della Liguria del Piemonte e della Lombardia che sono praticamente al collasso.
Ma ora a far paura è il Po: il grande fiume ha superato abbondantemente i livelli di guardia, facendo registrare a Piacenza i 7 metri sopra lo zero idrometrico e nelle prossime ore è attesa la piena. «Non ci fa dormire sonni tranquilli – conferma il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli – prevediamo che si possa arrivare ad una criticità elevata nel tratto tra Casalmaggiore, in provincia di Cremona, e il Delta». L’Agenzia interregionale per il Po indica infatti «nuovi incrementi» dei livelli del tratto mediano del fiume nelle prossime 24-48 ore. In attesa della nuova emergenza e sperando che non si debbano contare nuove vittime, nelle regioni colpite dal maltempo dei giorni scorsi si fa la conta dei danni e ci si prepara ad affrontare la nuova perturbazione. In Piemonte, dove dopo 36 ore è stata riaperta la linea internazionale del Sempione, la stima dei danni ha già raggiunto i cento milioni. I laghi Maggiore e Orta hanno smesso di crescere. In in provincia di Ivrea è isolato il paese di Ribordone a causa di un grosso masso finito sulla provinciale. Rientra l’allarme a Milano: il Seveso è tornato negli argini. «Troppi morti, è ora di dire basta – ripete il capo della Protezione Civile – Un paese come il nostro, che può stare tra i primi nel mondo, non può permettersi di pagare dazi di questa portata. Bisogna intervenire e subito».
Dopo la tregua di oggi sabato “arriverà una nuova forte perturbazione atlantica»con ritorno del maltempo soprattutto al Centronord. Sarà dunque,spiegano gli esperti di ‘3bmeteo.com’, nuova allerta meteo in particolare sul Nordovest. Piogge e rovesci, sempre sabato, si intensificheranno anche sul Nordest ed in particolare a ridosso delle Prealpi. In generale su fascia prealpina, pedemontana, Friuli Venezia Giulia e Liguria sono previsti anche oltre 100-150mm di pioggia, che andando a sommarsi a quelli di giorni scorsi porteranno a degli accumuli mensili notevoli, fin oltre i 1000mm su alcune zone del Friuli, oltre 500-600mm su Liguria e Piemonte. Nevicate molto abbondanti interesseranno inoltre le Alpi mediamente oltre1600-2000m.

 

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