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Ieri è stato presentato a Roma il progetto Venice Cruise 2.0 che prevede il terminal passeggeri al Lido. Martedì tocca a “Crocieristica a Marghera”

Il Contorta non è più il solo progetto in campo per togliere le grandi navi da San Marco. Due altre ipotesi sono state presentate al ministero per l’Ambiente per essere discusse e incardinate nella procedura di Via, Valutazione di Impatto ambientale. Dibattito che si scalda, proprio nei giorni in cui il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa definisce lo scavo del suo canale «unica alternativa percorribile».

Lido. Ieri a Roma Cesare De Piccoli, ex viceministro e parlamentare europeo che da tempo ha abbandonato la politica ha presentato la sua proposta ai tecnici del ministero e alla commissione istruttoria presieduta da Bortolo Mainardi. Si chiama Venice Cruise 2.0, e prevede di spostare il terminal passeggeri in bocca di Lido. Progetto di massima elaborato dalla genovese Duferco Engineering, con contributi di Lorenzo Bonometto e Giuseppe Cristinelli. Costo inferiore al Contorta. Cinque grandi navi potrebbero ormeggiare sulle nuove banchine parallele ai moli foranei di San Nicolò e Punta Sabbioni. Passeggeri e bagagli arriverebbero in Marittima, poi trasportati alla bocca di porto su catamarani con motore elettrico attraverso il canale del Fasiol a velocità minima. Per De Piccoli «nuovi posti di lavoro e finalmente la possibilità di mettere le navi incompatibili fuori della laguna». Per il Porto «soluzione impraticabile, che aumenterebbe i costi e il moto ondoso». Ma intanto il progetto è stato presentato. «Sono molto soddisfatto», commentava ieri De Piccoli di ritorno da Roma, «la commissione ha apprezzato il nostro progetto e adesso entro il mese ci attendiamo un responso per avviare la procedura di Via vera e propria». Sul Contorta la procedura è più avanzata, al ministero sono arrivate 362 osservazioni. Ma De Piccoli non si preoccupa: «Vorrei ricordare al presidente del Porto», dice, «che su questa partita decide il governo e non l’Autorità portuale».

Marghera. Novità delle ultime ore è che anche il progetto per spostare le grandi navi a Marghera prende corpo. Era l’idea della giunta e dell’ex sindaco Orsoni, peraltro mai concretizzata. Adesso l’architetto ed ex assessore Roberto D’Agostino insieme all’azienda Ecuba di Bologna ha messo nero su bianco la proposta, che sarà presentata martedì in sala San Leonardo. Si chiama “Crocieristica a Marghera” e prevede di realizzare una nuova stazione passeggeri nei terreni dismessi e bonificati della zona industriale, vicino al Vega. Le navi potrebbero ormeggiare sulle banchine, in parte già esistenti, lungo il canale Industriale Nord (quattro) e il canale Brentella (una). A differenza del Contorta lo scavo sarebbe minimo rispetto all’esistente per portare la profondità del canale navigabile a dieci metri e mezzo. «Una grande occasione per recuperare Marghera», dice D’Agostino, che propone di trasformare la Marittima in porto per yacht e piccole navi di lusso, ricavando nei grandi spazi dell’attuale Stazione passeggeri anche 800 appartamenti e Soluzione ideale, che toglierebbe le navi da San Marco e dalla Marittima, pur mantenendole all’interno della laguna. Anche questo progetto è stato scartato dal Porto per la commistione dei traffici. «Si potrà parlarne», ha detto Costa, «solo quando sarà pronto l’off shore». Intanto oggi il Porto ha convocato una Conferenza dei servizi per discutere dei progetti alternativi. Nuove polemiche in arrivo perché secondo i presentatori Costa «non avrebbe alcun titolo per farlo».

Alberto Vitucci

 

scavo del canale

Italia Nostra: «Inchiesta pubblica»

L’attivazione della procedura di “inchiesta pubblica” riguardo alla valutazione di impatto ambientale relativa al progetto per il canale Contorta Sant’Angelo, per le grandi navi, è stata chiesta in una lettera inviata ieri da Italia Nostra al commissario straordinario del Comune di Venezia, Vittorio Zappalorto. Ne dà notizia Lidia Fersuoch, presidente della sezione di Venezia di Italia Nostra. «La procedura, facoltativa – spiega Fersuoch – è prevista dal Testo Unico Ambientale. Tale consultazione pubblica può essere disposta dall’amministrazione competente (il Ministero dell’Ambiente) per l’esame dello studio di impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni dei cittadini. Nel caso del progetto in esame, particolarmente distruttivo per la Laguna e anche per la città, la procedura di inchiesta pubblica appare particolarmente opportuna. Si tratta di una fase che non sospende i termini istruttori di legge e che invece consente migliori valutazioni, specifiche e comparative, anche in ragione della contrazione dei termini per le osservazioni stabilita secondo le procedure di Legge Obiettivo (30 giorni anziché gli ordinari 60giorni previsti dal Testo Unico Ambientale)».

 

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