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Chioggia. il nuovo comandante della capitaneria

CHIOGGIA «Nessun comandante di porto sarebbe contento di avere un porto chiuso. Permettere alle navi di arrivare è nel nostro dna e, del resto, nessuna nave da crociera è stata mai respinta». Luca Cardarello, 45 anni, al comando della capitaneria di Chioggia da circa un mese si è trovato subito a fare i conti con l’eredità del suo predecessore, Alberto Vicini. Un’eredità intrisa di polemiche con gli operatori economici e di delusione per quanti speravano che il traffico crocieristico potesse diventare una realtà economicamente rilevante per Chioggia. E proprio al comandante Vicini era stata attribuita una certa “rigidità burocratica” che avrebbe creato non poche difficoltà all’attracco della prima “grande nave”, un paio di mesi fa. Ma su questo terreno Cardarello, giustamente, non si addentra. «Io non c’ero, all’epoca, e non posso giudicare. Ma posso dire serenamente che da parte nostra c’è tutta la disponibilità e la volontà a collaborare con le altre istituzioni cittadine e con le associazioni economiche per valorizzare e potenziare il porto di Chioggia. Di sicuro, però, serve un piano regolatore portuale adeguato a ciò che si vuole fare. C’è una variante all’attuale piano, in stand by da anni, che andrebbe completata, se si ritiene che ci sia il mercato per uno scalo passeggeri. Anzi, la variante al porto e il posizionamento sul mercato dovrebbero andare di pari passo». Ma le polemiche che, in un certo senso, hanno segnato il suo arrivo, non hanno frenato smorzato l’entusiasmo del capitano Cardarello per il nuovo incarico. «Chioggia e il vicino Delta del Po sono territori complessi, anche geograficamente (la mappa sul tavolo del comandante è significativa, ndr) ma sono luoghi affascinanti, che meritano rispetto e tutela. Anche per questo stiamo predisponendo un piano anti inquinamento»

Diego Degan

 

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