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DOLO – Crisafi attacca sul cattivo utilizzo delle centraline

«Le centraline per la rilevazione della qualità dell’aria a Dolo non sono state utilizzate per i fini per cui erano state programmate». A denunciarlo è l’ex assessore all’Ambiente ed attuale consigliere di minoranza, Vincenzo Crisafi. Proprio lui che, insieme al sindaco Antonio Gaspari, quelle centraline le aveva volute.

«Se pure è vero che i dati sono consultabili sul sito del Comune – sottolinea Crisafi – è altrettanto vero che ci si sarebbe aspettato annualmente un report sull’aria che abbiamo respirato. Cosa che viene normalmente fatta nei comuni dove sono in funzione le centraline».

Non solo: «È mancata in questi anni una procedura di allerta rivolta sopratutto ai soggetti a rischio, qualora fosse stato superato il valore massimo di PM10 e degli altri inquinanti con l’attivazione di moduli diversificati per riportare la qualità dell’aria nei limiti accettabili».

E questo è ciò che più preoccupa il consigliere: «Assistiamo a continui sforamenti del PM10 non tenendo conto di quelli che sono i dati scientifici. L’analisi di una ricerca durata tredici anni in nove paesi europei è allarmante: ogni dieci microgrammi di PM10 in più per metro quadro fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 22 per cento. Percentuale che sale al 51 per cento per un particolare tipo di cancro, l’adenocarcinoma, che colpisce i polmoni anche in un significativo numero di non fumatori. Ora non si pretende, visto che l’aria non è recintabile, di azzerare i particolati ma almeno di ridurli di quel 10 per cento oltre il valore limite. Ciò basterebbe a ridurre l’incidenza di patologie serie».

E domanda: «Perchè a Dolo il traffico rimane ancora il grande problema irrisolto? Perchè non sono stati attuati provvedimenti sulla viabilità a fronte di una consulenza sul traffico urbano costato alla comunità dolese 25 mila euro?».

 

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