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IL CASO – L’azienda dovrà pagare un milione e si impegna a fornire servizi migliori

ROMA – Antitrust contro Trenitalia per le multe ai viaggiatori senza biglietto, giudicate «eccessive e afflittive»: inflitta una maxisanzione alla società. Inoltre, nuove disposizione garantiranno miglioramenti nel rapporto con gli utenti.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ritiene infatti che l’attuale regime di controllo dei biglietti «mira non solo a reprimere gli abusi, ma è strumentale alla rigidità del sistema tariffario» in contrasto con il Codice del Consumo e per questo ha deciso una multa da un milione di euro.

Accordo raggiunto invece tra Antitrust e la società del Gruppo Fs sui rimborsi: Trenitalia ha assunto una serie di impegni che dalla primavera 2015 introdurranno alcune novità a favore dei viaggiatori, tra cui rimborsi più rapidi e per ritardi di appena 30 minuti.

L’Autorità guidata da Giovanni Pitruzzella, nell’esaminare il metodo di accertamento delle «irregolarità di viaggio» attuato da Trenitalia, definisce la procedura «afflittiva» perché impone al trasgressore, oltre al pagamento del prezzo del viaggio, anche una «sovrattassa» (da 50 a 200 euro) e un’ulteriore somma a titolo di «oblazione».

E ciò anche quando i passeggeri sono impossibilitati – per forza maggiore o per disservizio imputabile alla stessa Trenitalia – a regolarizzare la propria posizione e anche a fronte di posti liberi a bordo treno.

Di qui la decisione di comminare la multa. Decisione contestata da Trenitalia che, evidenziando la mancata accettazione delle proprie proposte di impegni, si dice convinta delle proprie ragioni e annuncia ricorso al Tar.

Effetti immediati per i viaggiatori arriveranno intanto dal secondo provvedimento dell’Antitrust su Trenitalia, quello relativo ai rimborsi, concluso con l’accettazione di una serie di impegni da parte dell’operatore ferroviario.

Le principali novità, che diventeranno operative dalla primavera del 2014, sono: indennizzo con bonus (non denaro, pari al 25% del prezzo del biglietto) per ritardi di soli 30 minuti; abbreviazione da 20 a 3 giorni dei tempi di erogazione dell’indennizzo per ritardo; maggiore flessibilità nella determinazione del ritardo, con una tolleranza di tre minuti rispetto all’orario rilevato in alcune stazioni principali; introduzione del «biglietto globale» per viaggi compiuti con due o più treni.

Inoltre, in caso di un ritardo che dà diritto all’indennizzo, scatterà anche l’obbligo di un avviso sonoro ai viaggiatori. L’attuale politica di rimborsi prevede un indennizzo del 25% per ritardi di 60 minuti e del 50% per ritardi oltre i 120 minuti.

 

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